Perché la politica italiana è bellissima

Scrivo quest’articolo in forte controtendenza culturale.

Scoprirei l’acqua calda se dicessi che la cifra dell’italianità verso la politica è la disaffezione, è il cinismo, è il vittimismo. Ma a sentire sempre la stessa campana si diventa sordi; credo inoltre che gran parte delle considerazioni un po’ sommarie e astensioniste che si sentano spesso possano essere confutate e che molte altre più interessanti debbano essere fatte. Non voglio perdere tempo dunque a dire che Destra e Sinistra non esistono più, o che sono concetti superati, o che non sono mai esistiti, o che sono tutto frutto di una mente aliena venuta a manipolarci.

Mi interessa, invece, dimostrare che lo scenario elettorale in vista è tutt’altro che monotono: un ampio menù offre partiti o coalizioni che coprono virtualmente tutto lo spettro del politicamente visibile.

Una proiezione della prossima situazione parlamentare, fatta dalla Camera stessa, il 23 febbraio 2018

Sembrerà strano, ma la vera e grande somiglianza è quella dagli estremi: mi limiterò a considerare i due “socialmente” più visibili, ovvero Casapound e Potere al Popolo. Ad un’attenta osservazione – ma ne basta anche una superficiale – dei due programmi (nero e rosso) si nota che, a parte la vistosa discrepanza sul tema “immigrazione” e l’ancor più visibile differenza di capigliature degli elettori, non ci sono sostanziali differenze nel programma, se non nei toni o nell’impaginazione.

Insomma: vi fa schifo e volete lottare contro un generico “Sistema”? La soluzione è in uno di questi partiti!

Ma veniamo al succo: i partiti di ispirazione “tradizionale”.

  • A Sinistra-Centrosinistra troviamo Liberi e Ugualiformazione politicamente socialdemocratica;
  • Al Centro-Centrosinistra vi è una coalizione capeggiata dal PD, con alleanze a partiti di centro (Scelta civica Lorenzin, +Europa), fautrice di una politica di sostegni all’economia anzichè di ristrutturazioni: si conferma una posizione moderatamente moderata, o social-liberal ;
  • Il Centro-Destra è occupato da una coalizione “sui generis” che si appoggia sulla liberal-conservatrice Forza Italia, sull’asettico e moderato UDC, sulla posizione marcatamente sovranista o nazionalista o patriottica (come più vi piace) di Fratelli d’Italia, e sulla spinta all’autonomia della Lega Nord unite da una sorta di patto per un programma unico;   
  • Con una gamba a Sinistra e una a Destra (ma non per questo di Centro), il Movimento 5 Stelle resta una forza politica concettualmente incatturabile ma facilmente etichettabile come rivoluzionaria o populista a seconda che vi piaccia o meno.

I molti lati del pensiero politico sono, dunque, quasi tutti fatti propri da una formazione o da un’altra: è quindi impossibile o inutilmente polemico dire di non avere un partito di riferimento.

Eccoli! Bellissimi, vero?

Esistono inoltre molti temi trasversali che sono spesso cavalli di battaglia anche di schieramenti opposti: mi riferisco alla “questione europea”, al tema della “sicurezza”, ai sussidi alle famiglie, alla solidarietà internazionale, allo “Ius Soli” nelle sue mille forme; vi è anche un’infinità di posizioni su temi cruciali come il federalismo fiscale, le politiche salariali e sindacali, il sistema pensionistico… E non è finita: Liberi e Uguali propone e discute della gratuità dell’università; il Movimento 5 Stelle parla di “Banca Pubblica di Investimento”; il Centro-Destra fa manovre diversive e propugna al contempo la liberistissima  flat-tax e le pensioni minime più in linea con un pensiero molto da destra sociale

Insomma, adesso avrete le idee più chiare, almeno, no?

Un’ultima grande fortuna – a mio parere – del nostro panorama politico è stata quella di non aver mai assistito ad un’ascesa o ad un consolidamento di un partito puramente e solamente ecologista. La mancanza di una formazione di “verdi” o simili ha obbligato tutti i partiti a considerare l’argomento e ad esprimersi, data la sensibilità dell’opinione pubblica sui temi dell’ambientalismo. Se ancora non vi ho convinti, comunque pensate: c’è un’opinione diversa per ogni partito anche per la questione Meridionale: c’è chi lancia piani, chi la ignora, chi la sbandiera, chi nega persino che esista!

Altan, da L’Espresso.it

Scherzi a parte, non andare a votare il prossimo 4 marzo sarebbe proprio un’offesa al senso civico e filosofico che alberga in ognuno di noi; non scegliere è, non dico difficile, ma impossibile, se si è dotato almeno della più elementare briciola di libero arbitrio. Certo, posso capire la corruzione, i mega-condoni, gli impresentabili, gli Intoccabili, i conflitti d’interessi, le volgarità, le immancabili promesse, le promesse immantenibili, i dibattiti osceni, i Tg del governo…

Ma ditemi, a parte queste quisquilie, non è tutto bellissimo?

 

 

Sull’Autore

Sono il classico studente fuori-sede meridionale laureando in Storia presso la (S)Alma Mater di Bologna. Vent'anni di acume, cinismo, volgarità, schiettezza, presunzione, patriottismo e "trogloditismo". Ma ho anche dei difetti.

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