#360pagine: Anna

Sicilia, 2020. Tutti gli adulti sono morti e il mondo è in mano ai bambini. Anna è un romanzo distopico di Niccolò Ammaniti, edito da Einaudi nel 2015. Racconta di un futuro incredibilmente vicino e della situazione siciliana dopo che una pandemia ha ucciso tutti, bambini esclusi. Sì, perché la Rossa (come viene chiamata la malattia nel romanzo) colpisce solo gli adulti e vegeta latente in ogni individuo, in attesa della pubertà per iniziare a manifestarsi.

In un mondo governato da bambini con una data di scadenza, Anna cerca di sopravvivere, proteggendo suo fratello minore Astor grazie ai preziosi consigli lasciati dalla madre in un quaderno, ovvero il Quaderno delle Cose Importanti. Nel quaderno c’è scritto tutto quello che Anna deve sapere sulla vita, sul mondo e su come comportarsi per riuscire a vedere un’alba nuova ogni giorno. Ed è qui che la vena macabra di Ammaniti emerge, perché la madre di Anna ha pensato proprio a tutto, anche a come la figlia avrebbe dovuto gestire il suo cadavere una volta morta.

Anna e Astor vivono nella vecchia casa di famiglia lontana dalla città in relativa tranquillità, almeno fino al giorno in cui Anna non si allontana alla ricerca di cibo e al proprio ritorno non trova più Astor. In preda al panico scopre che una comunità l’ha portato via; i piccoli sono utili per le faccende più faticose e i “bambini blu” non sono mai abbastanza, sono fragili, muoiono come mosche.

Così Anna si avventura alla ricerca del fratello, salvandolo per poi partire alla volta di un altro viaggio: quello per attraversare lo Stretto, alla ricerca di sopravvissuti e di Grandi in grado di sistemare la situazione. La ragazzina inizia a sentire il proprio timer, ha tredici anni e sono pochi quelli che hanno superato i quattordici e sono rimasti per raccontarlo; la Rossa c’è, paziente e in attesa, una nemesi invincibile per un’eroina in divenire, un piccolo bruco che non potrà mai diventare farfalla.

Durante il suo viaggio con Astor Anna incontrerà Pietro, un ragazzo della sua età con un grande segreto: Pietro sostiene di avere un rimedio contro la Rossa, di sapere come sconfiggerla e sopravvivere alla pubertà. La cura sono un paio di scarpe speciali, di una marca e un modello quasi introvabile.

Niccolò Ammaniti

Crudo, emozionante e inquietante, Anna è un romanzo che mi piace definire il “fratello crudele” de Il Signore delle Mosche di Golding. Perché – diciamocelo – se in Golding passiamo pagine e pagine a cercare il sangue che ci viene lesinato, Anna ce ne tira a secchiate, ma senza essere splatter. Un romanzo di una durezza realista, che ci illustra passo per passo quanto sia facile morire e che colpisce ancora di più, perché tutti i personaggi sono dei bambini.

In un esodo disperato, Ammaniti ci descrive una Sicilia ora in fiamme, ora inghiottita dalla natura. Ci è voluto poco per cancellare i resti di una civiltà adulta e il potere distopico del romanzo risiede proprio in questo: 2020. All’uscita del libro, cinque anni, adesso due. Non stiamo parlando di un futuro lontano e rassicurante nel suo essere remoto, Anna ci ricorda che siamo fragili e sottili, pelle e sangue che non riesce a nascondersi abbastanza a fondo nel cemento.

Sull’Autore

Nata nel 1996 nelle fatate lande altoatesine. Nerd, sono una causa persa sotto svariati punti di vista. Amo il vino rosso, i cuccioli e i libri scontati. Studio Lingue e Culture per l'Editoria e in generale faccio troppe cose per riuscire a gestirle tutte. Da pochissimo è uscito "Neon", il mio romanzo d'esordio edito da Chiado Editore.

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