Verso il vaccino antinfluenzale universale

Un’innovativa ricerca promette di dire addio al vaccino stagionale

A cento anni esatti dall’epidemia dell’influenza spagnola, che causò 50 milioni di morti dopo la fine della prima guerra mondiale, quando nei mesi di gennaio e febbraio sentiamo parlare di “picco influenzale” tendiamo a dargli un po’ lo stesso peso che diamo al “bere molta acqua” che fa da sottofondo ai pomeriggi afosi di luglio e agosto. In realtà quello dell’influenza è un virus pericoloso, altamente contagioso e che può provocare sintomi da lievi a molto severi.

Le complicazioni nei soggetti più fragili come anziani, bambini, pazienti cardiopatici e malati cronici, possono rivelarsi addirittura fatali. Durante la stagione influenzale 2017 si sono registrati in Italia almeno 68 decessi da influenza e 162 casi gravi. Globalmente il virus provoca annualmente 650.000 morti, di cui 40.000 nell’Unione Europea.

Ogni anno i ricercatori di centinaia di ospedali sparsi per il mondo raccolgono campioni da pazienti influenzati per poi inviarli ai virologi più esperti con un solo e importante obiettivo: progettare un vaccino per la stagione influenzale successiva.

Come noto, a differenza di quello per le malattie come il morbillo, il vaccino contro l’influenza va rinnovato di anno in anno, sostanzialmente per la velocità con cui il virus modifica la sua struttura esterna. Cambiamento veloce e sfuggente anche a causa dell’esistenza di più di 100 sottotipi diversi del virus che, una volta in circolazione, sono in grado di interagire tra loro dando luogo a nuove strutture ibride.

Il vaccino anti influenzale include nella sua formulazione alcuni degli antigeni presenti sulla superficie esterna del virus stesso, dando modo agli anticorpi di riconoscere tali strutture ed essere in grado di difendersi efficacemente quando incontreranno il virus vero e proprio.

Uno degli aspetti principali che garantiscono l’efficacia del vaccino è l’accurata previsione dell’evoluzione che il virus subirà entro l’anno successivo (due volte all’anno l’Organizzazione Mondiale della Sanità riunisce una commissione di esperti per ogni emisfero per analizzare i dati raccolti negli ospedali di tutto il mondo, monitorare l’evoluzione del virus e decidere quali ceppi includere nella formulazione stagionale) e fino ad ora le previsioni degli esperti si sono rivelate abbastanza accurate di anno in anno.

L’intera fase di progettazione e previsione potrebbe essere presto superata da quanto sta avvenendo nei laboratori Vaccitech, una compagnia inglese, spin-off dell’Università di Oxford. Attualmente i ricercatori stanno conducendo dei trial clinici di quello che potrebbe diventare il primo vaccino anti influenzale universale al mondo.

La compagnia, che ha da poco annunciato il raggiungimento di circa 28 milioni di dollari provenienti da diversi investitori, ha già avviato la fase 2 del trial clinico che avrà la durata di 2 anni.
Il vaccino, brevettato come MVA-NP+M1, ha già superato i test di sicurezza su 145 persone, ma il passo successivo sarà scoprire se è davvero in grado di proteggere le persone dall’influenza.

Se si osservano al microscopio i mutevoli virus di cui stiamo parlando, si nota una massa centrale dotata di “spine” inchiodate sulla superficie esterna. Tali spine contengono due tipi di proteine: Emoagglutinina e Neuraminidasi, che conducono il virus all’interno delle nostre cellule, causando l’infezione. Fino ad ora il bersaglio del vaccino, sono state proprio queste due proteine, in grado di modificarsi rapidamente.

MVA-NP+M1 funzionerà diversamente. Rinforzerà i nostri linfociti T, una famiglia di leucociti che ha già familiarità con l’influenza, utilizzando come target le proteine presenti sulla massa centrale del virus. Tali proteine, a differenza di quelle esterne, mutano difficilmente, rendendo il vaccino efficace anche nel corso di più stagioni influenzali.

Il primo trial ha testato l’efficacia del vaccino su 862 persone dai 65 anni in su e la sua fine è stimata per ottobre 2019. Durante la sperimentazione a tutti i partecipanti sarà somministrato l’attuale vaccino stagionale più la nuova formulazione (in un gruppo) oppure un placebo (nell’altro gruppo). I ricercatori si aspettano una maggiore protezione nei pazienti del primo gruppo rispetto a quelli che avranno ricevuto solamente il vaccino annuale.

Se i risultati saranno positivi si procederà con le fasi successive e tra circa 5 anni potremmo godere concretamente dei benefici di questa innovativa ricerca, facilitando la lotta contro questo virus, non dimentichiamolo, potenzialmente letale.

Fonti: 

www.vaccitech.co.uk/world-first-nhs-trial-for-universal-flu-vaccine/

www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(17)33293-2/fulltext 

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Appassionato di scienza, amo la semplicità, odio i semplicismi

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