gtag('config', 'UA-57638171-1');

I lati oscuri del Capodanno cinese

La sera del 15 febbraio e la giornata del 16 febbraio per la Cina saranno i due momenti più importanti in assoluto dell’anno. Potremmo paragonarli alla nostra vigilia e al nostro Natale. Saranno giornate di ritrovo per le famiglie, di scambio di doni, soldini, auguri, nonni e nipoti, zii e ravioli al vapore. Sarà il Capodanno cinese, letteralmente Festa della Primavera 春节 chunjie, che ha inizio il primo giorno dell’anno del calendario lunare e che ha una durata di una quindicina di giorni.

Le sue origini sono antichissime, le sue radici affondano infatti nella mitologia. Si racconta che anticamente il mostro Nian 年, letteralmente anno, ogni dodici mesi uscisse dalla sua tana per divorare gli esseri umani. Per questo motivo quello stesso giorno ogni anno, per sfuggire alla morte, era necessario vestire di rosso, colore propiziatorio e spaventoso agli occhi di Nian e provocare dei rumori molto forti, capaci di allontanare il mostro e aver così salva la pelle.

Questa leggenda si tramutò poi in tradizione, tant’è vero che a oggi sparare petardi e fuochi d’artificio a più non posso, comprare decorazioni per la casa e abiti rigorosamente rossi e fare la “danza del drago” per scacciare gli spiriti maligni, non è per nulla una pratica superata. Per prepararsi a questa celebrazione già una quindicina di giorni prima dell’inizio del Capodanno, ogni città in Cina cambia faccia. Ti trovi a vivere in mezzo a milioni di lanterne che vengono appese davvero ovunque per le strade delle città, in mezzo ai festoni con il carattere fu, ovvero fortuna, che vengono appese a qualsiasi porta, finestra, vetrina, in mezzo a coccarde con immagini di cani estremamente imbarazzanti e kitsch (quest’anno infatti, dopo quello del gallo, si celebra l’anno del cane). I negozi sono invasi di persone e gli autobus straboccano di pacchi, sacchettini e borsette. Le vetrine dei negozi si colorano di rosso, scarpe rosse, giacche rosse, mutande rosse, maglioni rossi, rosso, rosso ovunque. I tuoi colleghi, amici e studenti non stanno nella pelle, presto prenderanno un treno, un aereo o un autobus per ritornare nei loro paesi d’origine e passare del tempo assieme alle loro famiglie, che in molti dei casi, non vedono da un anno.

                                                                                          Lanterne, lanterne ovunque!

Molto spesso infatti i loro genitori o nonni non vivono nelle grandi città ma ancora nei piccoli villaggi dispersi nel mezzo del nulla. Questa è la causa del primo lato oscuro del Capodanno: la “Migrazione di primavera”, in cinese chunyun 春运. Il chunyun è il più grande spostamento di persone al mondo, nonché un vero e proprio incubo per chi, per esigenze varie, deve spostarsi all’interno del Paese durante la settimana della Festa della Primavera. Se soffrite di demofobia o claustrofobia, state alla larga il più possibile da stazioni dei treni, degli autobus o dagli aeroporti.

Secondo la rivista cinese Xinhua, si prevede che tra il 1° febbraio e il 12 marzo ci saranno circa 2 miliardi e 98 milioni di spostamenti, di cui 6 milioni e mezzo saranno diretti all’estero. Numeri assolutamente inconcepibili per noi europei! Non solo molte persone tornano ad abbracciare i loro cari, molte altre decidono di approfittare delle più lunghe vacanze dell’anno, circa una settimana, per poter visitare i più importanti siti turistici del Paese o per andare all’estero (tra le mete più cool dell’anno l’Antartide). Trovare i biglietti non è assolutamente semplice, soprattutto quelli dei treni, mezzo accessibile a tutti.

Anche il viaggio in sé non risulta molto piacevole. Molte persone infatti decidono di comprare il biglietto senza un posto a sedere, come risultato la gente è ovunque. Ad aggravare la situazione montagne di valige, di sacconi di iuta ripieni di qualsiasi cosa, utilizzati a mo’ di valigia, pacchetti regalo, borse, zaini appoggiati in qualsiasi centimetro quadrato possibile. Per non parlare delle hostess del treno che tentano in qualche modo di spingere il carrellino con la frutta “fresca” e con i 方便面 fangbianmian, letteralmente spaghetti comodi, ma che più che comodi sono orripilanti spaghetti istantanei. Hostess che non si limitano a vendere solamente beni “commestibili”, ma anche modellini di treni!
Schiacciare un pisolino è assolutamente impossibile, le loro grida sono una persecuzione fino alla stazione d’arrivo.

Comprare dei biglietti aerei risulta un salasso, i prezzi infatti si vedono se non raddoppiati, comunque aumentati esageratamente. Trovare un taxi, nel mezzo del traffico delle metropoli cinesi, un’epopea. Tutto è caotico, saturo di persone, straboccante, esagerato. Lo è per un motivo: in qualche modo alla propria famiglia bisogna arrivare. Ritrovarsi in famiglia è per i cinesi un momento di estrema gioia, ma per molti giovani, soprattutto quelli che superati i venticinque anni non sono già felicemente sposati, o ancora meglio con già un bebè sfornato e con addosso un cappellino a forma di anguria o con le orecchie da coniglio, può essere una vera e propria tortura.

Un vero e proprio lato oscuro del Capodanno. L’abbiamo provato tutti una volta nella vita. Seduti al tavolo con parenti di cui si ricorda appena il nome, rigurgitanti di cibo, con i lati della bocca grondanti di olio, ti fissano per un lungo minuto per poi chiederti: “E il fidanzatino?”. La cosa ci infastidisce, nella mente risuona qualche improperio ma poi tutto finisce lì. In Cina no. In Cina il fatto di non avere il fidanzatino sulla soglia dei trent’anni è una vera e propria vergogna. In particolare per le donne che vengono definite sheng nü 剩女, letteralmente donna avanzo, un terrificante epiteto molto in voga, soprattutto tra i giovani.

Per porre rimedio a questo enorme problema, per quel giorno tanto speciale, i cinesi l’hanno pensata proprio bene: perché non affittare un fidanzato o una fidanzata? Ed è così che sono nati dei veri e propri siti web specializzati! Due dei siti in questione www.89yn.com e www.20py.com hanno tra i servizi offerti quello di accompagnare il “cliente” a pranzo con i genitori, a feste, al karaoke, al cinema, a fare shopping o “altro” che non viene ben specificato.

                                                                                     Home del sito www.89yn.com

Nella breve presentazione dei possibili partner in affitto, si possono vedere anche le loro “tariffe”. Per molti di loro “dipende dalle circostanze”, per altri si toccano anche gli 800/1000 renminbi al giorno (circa 100/120 euro). Oltre alla loro pratica, anche i loro nickname sono alquanto esotici, si va da 5*14mm (cosa ci vorrà comunicare), Believe, 每天666 (ogni giorno 666), landlord, Curtain, ihavewifi, sars113 (il mio preferito). Questi perfetti sconosciuti siederanno accanto a nonno Wang e a zia Liu, brinderanno assieme a colpi di baijiu 白酒, la grappa cinese, mangeranno jiaozi 饺子, ravioli al vapore e pesce fino a esplodere e si scambieranno hongbao 红包, letteralmente buste rosse, ovvero una sorta di mancetta che viene donata in occasioni speciali, tra le quali il Capodanno.

Magari sars113 e la sua finta fidanzata si faranno qualche selfie assieme con il super filtro bellezza e si daranno qualche bacino per rendere il tutto più realistico. E così dopo un lungo e difficile viaggio per ritrovarsi tutti assieme, per almeno un giorno le bocche piene di cibo e non più delle solite noiose domande, rimarranno in silenzio. E poi chissà, anno nuovo, vita nuova.

恭贺新禧!
Felice Anno Nuovo!

Fonti: http://www.xinhuanet.com/english/2018-01/25/c_136924169.htm

Sull’Autore

Sono una venticinquenne nata tra le fenomenali montagne del Cadore, cresciuta tra le magiche calli di Venezia, e divenuta una donna tra le microscopiche particelle di particolato 2.5 di Jinan, una metropoli cinese. In Cina ci sono arrivata dopo aver fatto la scelta più importante della mia vita, ovvero scoprire quel mondo tanto misterioso quanto affascinante che è l’Oriente. Dopo cinque anni di università, di Spritz, di sudore, di Erasmus, di ragazzi sbagliati, di alti e di bassi, il sogno di trasferirmi in Cina si è finalmente realizzato. E proprio dal Celeste Impero sarò per voi una cantastorie.

Articoli Collegati