Fumo negli occhi: il futuro del tabacco in Italia

C’era un tempo, non molte lune fa, in cui fumare era raccomandato. Veniva addirittura considerato salutare. Le pubblicità vedevano foto di donne e uomini felici con le loro sigarette in mano, non un problema che aggrottasse quelle fronti levigate, quei visi innaturalmente rosei non segnati dal pacchetto giornaliero di sigarette . Le pubblicità ammiccavano al consumatore con foto di paesaggi esotici, aumentando il parallelismo sigaretta uguale relax. In Italia la sigaretta è arrivata con il sogno americano. Fumavi Camel e pensavi di essere il James Dean del tuo quartiere.

credits to Camel

Poi si è iniziato a fare un collegamento tra fumo e problemi di salute. È stato proibito fumare in luoghi pubblici, ristoranti, cinema ecc., non si è più potuto pubblicizzare il tabacco. Questo era prima della mia generazione. Al momento della mia nascita era già fatto noto che fumare facesse male, aumentando il livello di intrigo della mia prima sigaretta proibita. Questo non ha però arrestato il consumo di tabacco, sebbene il crollo del mercato in anni recenti abbia fatto pensare alla fine di questo particolare settore. Non è dello stesso avviso Eugenio Sidoli presidente e amministratore delegato di Philip Morris Italia.  Secondo Sidoli “il mondo pensa che l’industria del tabacco sia finita. Ma non è così. Il consumo in Europa cala ad un ritmo del 3% l’anno, è vero. Ma in Italia ci sono ancora oltre 9 milioni di fumatori. E a livello globale ci sono volumi in crescita perchè aumenta la popolazione: il mercato delle sigarette è ancora molto florido, potremmo viverci sopra altri cinquant’anni senza preoccuparci.”

La Philip Morris da sola garantisce allo Stato 7 miliardi di introiti annuali e detiene il monopolio del settore con il suo 28% del mercato globale. Ma anche in questa grande multinazionale del tabacco si sente aria di cambiamento. Infatti, sempre secondo Sidoli, il futuro si prospetta smoke-free. Sembrerebbe una contraddizione, invece IQOS, un nuovo prodotto lanciato da Philip Morris, è pensato proprio per rivoluzionare il mondo del fumo, proponendo un oggetto che, invece di bruciare il tabacco, lo scalda. Sidoli descrive questo come un “prodotto alternativo alla sigaretta che offre il compromesso per continuare ad assaporare il piacere del tabacco senza fare fumo”. Sembrerebbe il santo Graal del fumatore medio con senso di colpa. Un prodotto che, teoricamente, non inquina, non distrugge i polmoni e ha il design rassicurante di un Mac.

credits to Philip Morris

Sulla riduzione di nocività ci sarebbe da discuterne e se ne sta discutendo. In America, l’FDA (Food and Drug Administration) ha bocciato la richiesta di pubblicizare IQOS come prodotto più sicuro della sigaretta.In Italia, il Ministero della Salute ha rilasciato un rapporto dove stima che le morti attribuibili al fumo di tabacco variano dalle 70.000 alle 83.000 l’anno. Numeri esorbitanti, eppure non sembrano scalfire il consumo di questa sostanza. Un comunicato dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità) ci informa che non cala in Italia il numero di fumatori, anzi, rispetto al 2015 la percentuale è rimasta quasi invariata. Cosa possiamo capire da questo? Innanzitutto che l’impatto dei fumatori sulla sanità Italiana è quantomeno rilevante. Secondo una statistica 39.000 sarebbero le morti di cancro causato dal fumo, 13.000 per malattie respiratorie croniche, 22.000 per malattie cardiovascolari. Il Ministero della Salute è uscito da poco con una nuova campagna contro il fumo che vede protagonista Nino Frassica. Lo stesso Stato che però usufruisce di quei 7 miliardi di introiti prodotti dal consumo del tabacco. Che fare, che fare?! Inventiamo un prodotto che metta d’accordo entrambi!

Eccetto che non è possibile. Ci stiamo sforzando di trovare un modo salutare di approcciarci a un vizio. È un controsenso. Come inventare la birra a zero calorie, zero impatto su fegato e reni che però ha lo stesso sapore e ti fa anche ubriacare. Se vogliamo spostare il focus su un discorso ambientale potrebbe già avere più senso. Un prodotto che non inquini come le sigarette sarebbe una rivoluzione non da poco. Infatti, secondo una ricerca della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori il fumo di una sigaretta inquinerebbe più di un’automobile. Questo tuttavia richiedederebbe un boicottaggio in toto della sigaretta per passare in massa all’IQOS. Le possibilità che questo succeda sono veramente minime. Anche perché, checché  ne dica Sidoli, se anche solo in Italia si smettesse di consumare sigarette, le perdite per la Philip Morris sarebbero tutto tranne che irrisorie, anche continuando a fumare IQOS. Senza contare che, appunto, non è provato che faccia  meno danni.

Questo ci riporta al punto primario. La salubrità del fumo. Per chi ha visto Mad Men (guardatelo!) saprà che la prima puntata tratta esattamente di questo. Nel 1960 esce il primo report che condanna il fumo. Le agenzie di stampa non possono più publicizzarlo come salutare. Panico! Si teme che la gente smetta di fumare. Ma, come spiegano brillantemente in questa puntata, alla gente non importa veramente del rischio e non smetteranno solo perchè si è scoperto che fa male. Usare una macchina tutti i giorni può potenzialmente ucciderti. Eppure la gente continua a guidare. Non ci vuole un plurilaureato in psicologia per sapere che l’attrativa del rischio molto spesso vince tutti gli altri istinti. Sopratutto quando subentra il pensiero “tanto non succederà mai a me“. Il trucco è trovare una diversa strategia di marketing, qualcosa che rassicuri quel tanto che basta a far continuare le vendite. Il trucco è spostare l’attenzione.

La Philip Morris lo sta facendo con molta abitlità, lanciando un prodotto che “fa bene”. Il futuro ci dirà se questo avrà un impatto sul nostro settore sanitario, perché per ora le statistiche ci dicono quanto segue: costi dei ricoveri per problemi legati al fumo, 4,4 miliardi di euro; cure ambulatoriali per lo stesso problema, 2 miliardi; riabilitazione, 0,5 miliardi; prescrizione medicinali specifici, 2,1 miliardi. Tutti soldi statali. Sidoli reputa che la cosa più importante sia che “questi ex fumatori abbiano abbandonato il fumo” e siano passati ad IQOS, *pausa per le risate*. Poi magari fra un paio d’anni la Philip Morris riceverà il Nobel per la Pace per il suo contributo alla fine del riscaldamento globale e dei tumori ai polmoni. Nel caso scriverò un pezzo di scuse.

credits to Mad MenGO

Sull’Autore

Scrivo da quando non sapevo leggere e inventavo scarabocchi sui fogli. Crescendo mi sono sempre affidata alle parole cartacee trovandole spesso più efficaci di quelle solo dette. Studio scienze politiche internazionali in Galles ma ho il cuore a Bologna. Viaggio per curiosità e per avventura perchè mi piace raccontare le storie del mondo. Niente batterà mai un piatto di tortellini.

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