Facebook per bambini: la nuova scelta azzardata (e discutibile) di Zuckerberg

Facebook per bambini. Ebbene sì, siamo arrivati anche a questo. Non che i bambini non fossero già presenti sulla nostra amata piattaforma, sia chiaro. Ma almeno fino a oggi si erano solo visti degli ibridi: bambini con la testa a forma di emoji, per esempio, o dodicenni che a una prima occhiata sembrano aver superato la pubertà da un bel pezzo. E la loro presenza non è mai stata del tutto lecita. Facebook infatti ha da sempre imposto un limite di età impedendo ai minori di sedici anni di potersi iscrivere al social network. Un limite che, di fatto, veniva aggirato senza problemi, modificando a piacimento le cifre dell’anno di nascita.

                               Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Facebook (Credits: Mark Zuckerberg/ Facebook)

Ma ora Mark Zuckerberg fa sapere che no, è arrivato il momento di “legalizzare” la presenza di minori sul social, abbassare il limite d’età e renderlo accessibile anche a utenti che hanno dai sei ai dodici anni. Dodici e non quindici, per l’appunto, visto che è assolutamente risaputo che quella fascia d’età è già presente su Facebook, sebbene i teenager del mondo abbiamo una maggiore predilezione per i sistemi di messaggistica istantanea possibilmente basati sulla condivisione di foto e video (Snapchat, Instagram, etc.).

La nuova app, che è già possibile scaricare dagli store, si chiama Messenger Kids e si potrà gestire unicamente tramite l’account di uno dei genitori. Ai bambini infatti non sarà permesso inviare richieste di amicizia o rispondere alle stesse e nemmeno potranno essere individuati tramite l’uso della barra di ricerca. I bambini potranno però scambiarsi fra loro gif animate o sticker e questa al momento sembra l’unica utilità della nuova applicazione.

Ma cosa ci guadagna Facebook? Per il momento dalla Silicon Valley fanno sapere che non verranno raccolti i dati dei minori per scopi pubblicitari: in altre parole i bambini saranno fuori dalla targetizzazione e quindi non saranno sottoposti ai post sponsorizzati che in genere ci vengono propinati. Al contempo però la compagnia di Mark Zuckerberg raccoglierà informazioni sui dispositivi utilizzati per connettersi, ma anche i contenuti stessi dei messaggi. Dati che, secondo quanto fanno sapere, verranno utilizzati all’interno dell’app stessa per apportare migliorie di vario genere e rendere l’esperienza più significativa possibile.

Mettere Facebook nelle mani di un bambino (o mettere un bambino nelle mani di Facebook) è da considerare una soluzione al passo coi tempi? In effetti pensare che venga usato solo da utenti maggiorenni è in un certo senso utopistico. Ma ha senso legittimare l’uso dei social per i minorenni e parlarne come se questo fosse uno dei diritti fondamentali dell’infanzia?

Sull’Autore

Siciliana, appassionata di mille cose diverse, sono una contraddizione a forma di donna. Asociale fino al midollo, diffidente come un gatto. Scrivo perché questa vita non mi basta. Mi chiamano Vanessa, *shrug*

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