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#IlGiroDelMondo: Ginevra

La tentazione di rubare le parole al giornalista francese Gérard de Villiers nell’affermare che “a Ginevra, quando uno si stanca di passeggiare davanti alle banche e agli orologi, non gli resta altro che gettarsi nel lago” è forte. In caso, però, anche dopo questa premessa poco incoraggiante vi restasse il pallino di visitare la capitale mondiale della diplomazia – e del calvinismo – qualche cosa da fare non è poi così difficile da trovare.

Il famoso Jet d’eau, ossia la fontana più alta d’Europa.

A farla da padrona a Ginevra – come, d’altronde, nella Svizzera intera – è una natura tranquilla, posata, elegante. Circondata dalle meravigliose Alpi svizzere, rifugio degli appassionati di sport invernali così come dei funzionari e gli studenti che vogliano fuggire da una città estremamente costosa e ricongiungersi con la natura – Ginevra è certamente famosa per il suo enorme lago, al centro del quale troneggia, per gran parte della giornata, uno spettacolo simbolo della città: il Jet d’Eau, un altissimo spruzzo d’acqua che è anche una delle fontane più alte d’Europa.

Attorno alle acque placide del Lago di Ginevra si specchiano un susseguirsi di grandi palazzi, molti dei quali sedi di ambasciate o di organizzazioni internazionali di qualche tipo, attorniati da spaziosi giardini. Culla storica della diplomazia in un Paese che si fa vanto di aver mantenuto la neutralità mentre il resto del mondo andava a fuoco diverse volte, Ginevra è punteggiata di edifici simbolici, tra cui spicca il Palazzo delle Nazioni, sede europea delle Nazioni Unite costruita negli anni ’30 in stile beaux-arts. Molto interessante è anche il Museo della Croce Rossa Internazionale, che spesso ospita mostre fotografiche, artistiche o storiche su tematiche legate al diritto umanitario – suona nosioso, ma fidatevi di me.

L’altro volto di Ginevra è, invece, spiccatamente religioso e perfettamente rispecchiato da un altro dei monumenti simbolo della città: il Muro dei Riformatori, all’interno di Parc des Bastions, che racconta la storia di diversi personaggi, rivoluzionari a proprio modo, della storia europea: da Giovanni Calvino a Guglielmo d’Orange passando per Oliver Cromwell. Lungo il muro si può inoltre leggere il motto della città, Post Tenebras Lux, ed una serie di simboli legati al cristianesimo.

I più curiosi possono immergersi nel Museo internazionale della Riforma, collegato dallimponente Cattedrale di San Pietro da un’intrigante galleria sotterranea che corre sotto all’area più storicamente ricca del centro: la Città Vecchia, dove si possono ammirare diversi antichi edifici, oggi modernizzati, a ripercorrere la ricca storia della città.

Se Ginevra non spicca allora forse per i propri prezzi accessibili o per il calore delle proprie temperature – specie d’inverno, se mi scusate la banalità – certamente regala scorci di quella classica bellezza europea, nascosta nei dettagli dei centri storici.

Sull’Autore

Studentessa di Giornalismo e Diritti Umani a Parigi. Appassionata di troppe cose per elencarle tutte. Per MDC mi occupo di viaggi e polemiche.

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