Fermarsi per ripartire, intervista al giovane scrittore emergente Andrea Sposito

Oggi parliamo di Andrea Sposito, giovanissimo scrittore emergente nato a Rimini l’11 Marzo 1997. Studia Economia, lavora e scrive tantissimo. Ci parlerà, in questa intervista, innanzitutto del suo primo romanzo e dell’incredibile viaggio di Alessandro – il protagonista – alla ricerca di se stesso; ci parlerà poi anche di quanto sia difficile entrare nel mondo dell’editoria oggi e di quanto siano importanti i social media per la promozione.

Così potremo affrontare anche noi un viaggio meraviglioso all’insegna del divertimento, del dolore, della gioia e dell’incertezza, tutte sensazioni a noi familiari, a prescindere dall’età o dalla storia personale di ciascuno. Vi presento un giovane, grande scrittore, capace di coinvolgere i suoi lettori passo passo nello svolgimento della storia, tenendoci per mano fino alla fine.

Allo stesso modo Andrea, con uno stile da lui ben ricercato e un labor limae non indifferente, ci permetterà di sentire il profumo del mare in qualsiasi città noi ci troviamo.

Di cosa parla Fermarsi per ripartire?
Il libro racconta la storia di Alessandro, un ragazzo di 19 anni che  durante i giorni prima dell’esame di Stato si sente confuso, non sa cosa fare, vuole partire e cambiare aria, appunto per ricominciare: questo è stato e sarà il suo motto fino alla fine: “partire per ricominciare”. Alessandro ha un rapporto conflittuale con il padre, è circondato da amici fedeli e fondamentalmente non si è mai potuto lamentare; ora però si accorge di aver sempre fatto quello che volevano gli altri. Gli balenano in testa mille possibilità, con l’iniziale proposta di andare a lavorare all’estero come animatore turistico. Eppure tutti i suoi piani nel giro di pochissimi giorni andranno in frantumi per via degli sconvolgenti cambiamenti che incideranno sulla sua vita. A questo punto inizierà a farsi domande sul tempo che passa e sull’importanza del fermarsi per ripartire, piuttosto che non fermarsi affatto e rimanere dove si è.

Secondo te si potrebbe dire che il viaggio che intraprenderà questo ragazzo sarà molto più umano e psicologico piuttosto che fisico?
Assolutamente sì. Tutto gira intorno alle domande che si pone sul suo futuro, ora può prendere le redini del suo destino. E anche prendendo la decisione di non partire sistemerà tutto quello che aveva lasciato incompiuto fino a quel momento: se inizialmente vedeva il viaggio come opportunità per cambiare, ora inizia a vederlo come un fuggire, senza alcuna meta; rimanendo invece potrà metter i puntini sulle “i”, interrogandosi e risolvendo qualche dubbio sul relativismo delle partenze e del tempo.

Quanto c’è di autobiografico in questo libro?
Non  è nato con l’intenzione di essere autobiografico, è vero però che c’è tanto di me: c’è un nome vero e Alessandro potrebbe essere un mio alter ego,  ed è anche un nome che sceglierei per me stesso. Non posso poi negare di aver attraversato anch’io ai tempi questo periodo di scombussolamento psicologico. In fin dei conti quello che racconto è un passaggio della vita che molti affrontano o se non l’hanno già fatto affronteranno, per cui chiunque può identificarsi. Ci tengo poi a specificare che non cito Rimini, la mia città, o altri posti ricollegabili a me stesso. Questo romanzo nasce a tutti gli effetti per essere una fiction.

Dunque dove è ambientato il racconto?
Ecco appunto, quello che ho voluto fare è avere dei personaggi principali abbastanza generici per lasciare sempre più spazio ai lettori. Non c’è una città, non ci sono luoghi fisici esistenti, così che chiunque leggendolo, in qualsiasi parte d’Italia, possa sentirlo sempre più suo.

Quando hai scritto il romanzo avevi già chiaro il pubblico a cui rivolgerti oppure lo hai scoperto dopo?
Io pensavo di scrivere questo romanzo già da tanto, tanto tempo e come il protagonista mi sono fermato per ripartire; in più mi sono successe tante cose, per esempio mi hanno rubato il pc con i file dentro e ho dovuto ricominciare. Non c’è mai stato un target, ho tenuto una scrittura giovanile, scorrevole, fruibile, non troppo impegnativa e ci tengo proprio a renderlo esplicito; essendo un libro fiction ho pensato anche a chi non ha mai letto, persone non particolarmente appassionate di lettura, insomma. Le tematiche sono molto giovani, quindi molti fatti e avvenimenti riguardano principalmente lettori giovanili, questo non è esclude che anche un pubblico più adulto possa appassionarsene.

Con chi hai pubblicato?
Essendo troppo giovane non ho ancora scelto una casa editrice, è partito tutto dicendomi “intanto inizio”. Le persone che mi leggevano mi hanno spronato a finirlo e a pubblicarlo; il primo libro l’ho corretto io insieme al mio amico Davide, l’ho impaginato io e per la copertina mi hanno aiutato due miei amici grafici, nel frattempo davo esami e lavoravo. La mia scelta è stata quella di autoprodurmi con IL MIO LIBRO (https://ilmiolibro.kataweb.it/), il cugino di LULU, il sito americano da cui è partito 50 Sfumature: sostanzialmente è un gruppo editoriale online, che ti dà sia la possibilità di leggere e fare a tuo modo l'”opinionista” sia di produrti da solo, io ho scelto ovviamente la seconda opzione. Ora il mio libro sia trova via ebook, in stampa, su IL MIO LIBRO, sul sito della Feltrinelli (hanno una sorta di partnership) e su Ibs.

Cosa significa avere venti anni e immettersi nel mondo dell’editoria? Quali sono le difficoltà e quali le agevolazioni?
Sono senz’altro molti di più i contro. Da parte mia c’è molta pazienza e penso che il successo arrivi sempre quando meno ce lo si aspetta; le case editrici non ti lasciano molto spazio, o sei un fenomeno social, o hai pochissime possibilità. 

Quanto sono importanti i social per la promozione di libri?
Sono fondamentali. La storia è importante, essere bravi è importante, ma nel 2018 l’unica vera vetrina sono i social; posso prendere come esempio Massimo Bisotti e moltissimi altri. È l’unico modo per farsi notare dalle grandi case editrici.

C’è qualcosa che tieni particolarmente a dire?
Bisogna crederci sempre, non focalizzarsi solo su una cosa: io studio, faccio il cameriere, organizzo serate e penso già al secondo libro, cerco di imparare più che posso, tenendomi impegnato. Poi qualcuno che crederà in noi arriverà, prima di tutto, a prescindere dalla casa editrice, bisogna credere in se stessi con la consapevolezza che gli ostacoli verranno superati.

Qui sotto vi allego i link attraverso i quali potrete acquistare e leggere Fermarsi per ripartire:

https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/narrativa/346310/fermarsi-per-ripartire-2/

Sull’Autore

Virginia, 21 anni, ironica, pungente, polemica. Bologna, Pesaro, Artù, la musica, il cinema, la cucina e tutto il buon cibo che vi si correla. Forse non riuscirò mai a fare questo lavoro seriamente, prendo le cose senza alcuna leggerezza (perlopiù).

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