Bagnai, il genio

Ci siamo. Matteo Salvini in vista di entrare come membro del (probabile) governo di centro destra (forse come premier) ha tirato fuori le armi pesanti. Dalla sua due economisti celebri no euro, Italy first e favorevoli al processo di riappropriazione di ogni tipo di sovranità e controllo sulle frontiere: Claudio Borgi Aquilini e Alberto Bagnai.

Una mossa vincente quella di Salvini per molti aspetti, soprattutto quelli legati all’immagine partitica. Di fronte a un PD in disarmo, a formazioni di sinistra che prenderanno lo 0,minchia percento e un MoVimento 5 Stelle incerto, Salvini decide di sbancare, arruolando Borghi e (soprattutto) Bagnai nella sua legione euroscettica.

Prima di iniziare, vorrei solo precisare ai possibili Bagnai boys, i quali dovessero leggere questo articolo che “il genio” non è usato coma come espressione ironica, ma solo come citazione all’episodio dei Simpson Bart, il genio (S.01 ep.02). Lo  specifico perché quando fai una battuta su di lui (no, non LVI)  ti aggrediscono manco avessi insultato la loro mamma. Ok, cominciamo da ciò che sostiene Maurizio Blondet (so non essere la fonte migliore, ma mi serve per dopo) sul suo blog:

Piaccia a no, Salvini vi ha offerto un programma su cui vi chiama a decidere. […]  Forse che lo fa a parole, furbamente, per raccattare qualche voto “sovranista”  e senza la minima intenzione di eseguirlo?  No, è serio, e lo dimostra dandosi (e dandovi) i mezzi per attuare un progetto  politico serio e difficile come affrontare la crisi epocale della UE. I mezzi sono la candidatura di Borghi e Bagnai. Bagnai, per quel che so, è uno cui affiderei il ministero dell’Economia perché pilotasse l’Italia fuori dall’euro; ha la cultura (non solo economica) e il polso per farlo.

Mi vergogno a dovervelo far notare, ma nessun politico italiano ha mai scelto qualcuno che sa essere migliore di sé.

Insomma, Salvini ha candidato i migliori per il suo progetto e l’opinione non è data solo da Blondet.

Alla luce di questo, volevo porre alcune riflessioni.

Innanzitutto, le candidature di Bagnai e Borghi non hanno sicuramente un valore solo economico. Non riesco a immaginarmi Salvini con un taccuino mentre studia un modello di crescita con vincolo di bilancia dei pagamenti, o una funzione stocastica interna a un sistema di equazioni in un macromodello e nemmeno i suoi follower e, a dirla tutta, nemmeno i followers di Bagnai, i quali, spesso, non mi paiono poi tanto distanti dalla ripetizione a pappagallo di quanto detto da lui. Gente che va in giro ripetendo “Ciclo di Frenkel!11!11” “Condizioni di Marshall Lerner!11!!1!” “Modello di Kaldor-Verdoorn-Dixon-Thirwall!1!111“. Poi se tenti di spiegare loro la teoria del reddito permanente o il modello Diamond-Dybvig credono sia una supercazzola, ma ok. Chi glielo fa fare di studiare umilmente una materia prima di parlare? Non certo Bagnai.

Insomma, candidare Bagnai non era solo un fatto di conoscenza economica e polso, come sostiene Blondet, ma anche di follower. Salvini si è assicurato (indirettamente) il voto dei lettori di Goofynomics, scenarieconomici.it e tutti i blog e giornali della galassia euroscettica italiana, mandando definitivamente in confusione il M5S, che dopo l’uscita di Di Maio circa il decantato referendum sulla permanenza nell’euro si è trovato, di punto in bianco, visto (almeno in parte) come una forza politica di governo, contro un Paese che, almeno a urla, vuole uscire dall’euro (e, forse, anche dalla UE).

Secondo punto: sono stati candidati davvero i migliori? Chi mi segue da tempo lo sa, io sono critico con l’euroscetticismo, ma non perché sia favorevole all’austerità o agli aggiustamenti interni (che, a volte, sono necessari anche in cambi flessibili, ricordiamolo), ma perché trovo molte argomentazioni euroscettiche ridicole, specie in un momento in cui non solo si piegano i fatti alle opinioni, ma si usano strumenti e fatti (anche inconsistenti) per fare flame contro l’euro. Un esempio.

che è come dire

L’Italia della “LIRETTA” ha avuto la disgrazia del Vajont. La vostra moneta svautata ha evitato la tragedia? No? E allora fora di Ball #euroscetticibabbioni

Vi sembra logico? No, infatti. Ad ogni modo, ho già sentito dire in giro da molte persone che “Bagnai è un idiota“, “Bagnai non capisce nulla di economia“, “Bagnai dice solo di stampare moneta…”. Ora, chi mi conosce sa che Bagnai non mi piace per nulla, non solo come atteggiamento (crede di essere l’unico con un PhD in Economics al mondo), ma Bagnai non è affatto un cretino o un ignorante. Non è un Dio in terra, è un economista come potrebbe esserlo chiunque altro, americano o tedesco o scandinavo, uno che sa fare i calcoli.

Ma trovato l’economista, trovate le sue equazioni, poiché il comportamento umano rientra nelle scelta degli strumenti matematici e, quindi, anche di certi risultati.  Sapete come so queste cose? Perché io ho letto qualcosa di Bagnai nel linguaggio dell’Università, non della divulgazione. Ho letto il suo (con Morgenau OspinaGranvilleb) Withdrawal of Italy from the euro area: Stochastic simulations of a structural macroeconometric model (qui visualizzabile) e l’ho anche tradotto e riassunto su questo blog  qualche tempo fa, proprio perché è un prodotto notevole.

Ho inoltre visionato il suo Italy’s decline and the balance-of-payments constraint: a multicountry analysis (nonostante questo modello del 2006, The Dixon-Thirlwall model and Italian regional growth o Un modello obsoleto? Crescita e specializzazione dell’economia italiana del 2005 sembrino asserire cose diverse) e mi è parso interessante e l’idea non solo è interessante, ma è dotata di un impianto matematico non indifferente, nonostante le perplessità rimangano. Vedremo comunque se il suo modello con aspettative autorealizzatesi (gli effetti di un’uscita dall’euro) si realizzerà.

Sul fatto che siano i migliori… beh, sono quelli più in vista, non credo siano i migliori in termini di conoscenza di economia, econometria, economia monetaria, ecc in Italia. Cosa li rende migliori (togliendo i classici Rinaldi, Giacché, Savona) di un Brancaccio,  o di un Terzi, ad esempio?

Quindi mettiamoci l’anima in pace: Bagnai, almeno in Parlamento, ci arriva. Ci sono pochissimi dubbi e la galassia euroscettica (e forse alcuni ex grillini) lo voteranno. Bagnai ha avuto, dal 2011 ad oggi, un ruolo fondamentale: ha riportato il dibattito sulla moneta unica a un livello più trascendente (non della serie “Poi è arrivato un omino e vi ha detto di credere ai vostri occhi”, che sa tanto di autoerotismo) e, da quello, siamo andati in degenerazione con gli ultimi post sulla Brexit e sull’Europa fascista. Speriamo solo che questo nuovo habit permetta anche di riportare il dibattito a un livello più alto, specie su internet, anche se credo che, al contrario, la legittimazione popolare della conoscenza economica “dal basso” aumenterà a dismisura. Che la guerra civile abbia dunque inizio su Facebook e Twitter, è ora delle decisioni irrevocabili!

Sull’Autore

Classe 1993, vengo da Finale Ligure (SV) e sono caporedattore della sezione "Economia politica e attualità". Mi sono laureato in Scienze internazionali e diplomatiche a Genova con una tesi in economia internazionale sulla Single Euro Payments Area (SEPA). Il mio interesse per l'economia nasce dal corso di Economia politica del primo anno (odiato dal 90% degli studenti, compreso chi lo ha già passato). I miei principali interessi riguardano la diffusione della teoria economica (in particolare dell'economia monetaria e dei modelli di crescita) e lo studio di modelli macroeconomici (che, a volte, traduco e/o riassumo su questa piattaforma). Collaboro con MdC per la rubrica "Europa for dummies" e sulle questioni relative a "democrazia-populismo-popolo del web".

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