#360pagine – Murakami Haruki, letteratura tra Oriente e Occidente

Murakami Haruki è sicuramente l’autore giapponese più amato e conosciuto al mondo. Da anni candidato come papabile vincitore del Nobel per la letteratura, ha incantato lettori di tutte le età e provenienza con le sue parole e il suo stile unico.

Murakam

Photo credit TIME magazine, Markus Jans

Stile contraddistinto da una commistione culturale, dove Oriente e Occidente si incontrano, facendone qualcosa di peculiare, un tratto caratteristico. La sua scrittura è una scrittura molto delicata e intima, che riesce a sfogliare le varie sfumature dell’animo umano attraverso i personaggi creati dalla sua penna.

Fondere la suggestione alla vita è un’altro dei suoi segni distintivi: i romanzi di Murakami sono principalmente onirici e mischiano una realtà molte volte sofferta a elementi fantastici e provenienti dal mondo dei sogni. Prendendo spunto dalle tradizioni giapponesi, l’autore riempie le sue storie surreali di creature fantastiche, mostri e fantasmi. Come dichiara egli stesso, molte volte a far nascere la sua produzione letteraria è proprio l’incontro dello stesso con questi peculiari personaggi che popolano i suoi racconti, che “appaiono” a lui per poi prender vita nelle sue storie. Una forma di “animismo” , dove le narrazioni nascono come un flusso irrefrenabile e che Murakami stesso descrive come necessario, qualcosa che la scrittura stessa gli impone.

Un’altra caratteristica che lo contraddistingue è il costante riferimento alla musica, suo grandissimo amore: nei suoi scritti notiamo un’ampia cultura musicale, dalla classica al rock, dal folk al jazz. La musica dà ritmo alle sue parole ed è parte tanto essenziale della sua narrazione, che invade e accompagna ogni storia che lo scrittore racconta. La musica è anche parte integrante della produzione letteraria dell’autore: Murakami infatti quando scrive, lo fa con le cuffie nelle orecchie.

“Quello che apprezzo di più, soprattutto per quanto riguarda i romanzi, è non riuscire a comprenderli completamente. Non nutro alcun interesse per le opere di cui mi sembra di capire tutto.”
– 1Q84 

Nato a Kyoto e cresciuto a Kobe, Murakami Haruki è sempre stato un solitario, introverso e molto riservato. Come i personaggi dei suoi racconti, passava il suo tempo in compagnia dei libri e dei suoi dischi. Ha studiato all’Università nel periodo in cui a Tokyo prendevano piede i movimenti studenteschi, a cui però lo scrittore non è mai stato interessato, non perché fosse un brillante studente (anzi), ma piuttosto poiché troppo timido.
Allo studio, infatti, ha sempre preferito un buon libro: è stato appassionato sin da giovane ai grandi della letteratura europea, tra cui Fitzgerald, Carver, Kafka, Irving e Dostojevskij. Letture considerate troppo “libertine” per la rigidità delle scuole giapponesi dell’epoca, che non hanno contribuito a migliorare la sua condotta scolastica.

Scrisse il suo primo racconto, Ascolta la canzone nel vento (Kaze no uta o kike), nel 1978, ai tempi in cui era il proprietario di un Jazz Club. Questo suo primo scritto lo farà emergere vincendo il premio Gunzo e iniziandolo così alla sua carriera di scrittore.

Le sue opere sono state tradotte in quasi cinquanta lingue e hanno venduto milioni di copie. Fra loro ricordiamo alcuni dei suoi titoli più famosi, come Norwegian Wood, Dance Dance Dance, Kafka sulla spiaggia, 1Q84.

Murakami

Ascolta la canzone del vento, di Haruki Murakami. Photo Credit Farley Santos, by flickr

Nell’ottobre del 1986 Murakami si sposta dal Giappone in Europa, dove vive per un periodo in Grecia e in Italia: qui creerà il romanzo che è considerato da molti il suo capolavoro, Norwegian Wood (Norwei no mori). Caso letterario sin da subito vendendo due milioni di copie in un anno, questo è un romanzo che si discosta dalla precedente e successiva produzione dell’autore.

Abbandonato qui lo stile assurdo e paradossale, Murakami scrive Norwegian Wood con l’intento di farne un’opera su modello dei grandi pilastri letterari occidentali.  Nel farlo darà vita a un libro unico, che si avvicina ai grandi romanzi di formazione, ma che esplora un’intimità tutta giapponese. Un libro introverso ed emotivo, come egli stesso lo definisce, il suo “romanzo d’amore”, anche se l’amore qui non è la sola componente. In questa sua opera Murakami riesce ad affrontare magistralmente più temi: i drammi adolescenziali, la morte, la malattia mentale, la separazione, la solitudine.

“L’immaginazione è libera come un uccello, vasta come il mare. Nessuno la può frenare.”
– Il Paese delle meraviglie

L’autore è uscito da poco nelle librerie italiane con il suo ultimo libro, Ranocchio salva Tokyo. edito da Einaudi e illustrato dai bellissimi disegni di Lorenzo Ceccotti. Il racconto, già pubblicato nella raccolta Tutti i Figli di Dio Danzano, ha una storia apparentemente bizzarra che vede protagonista un ranocchio gigante e bancario di mezz’età con la pancetta e un’esistenza mediocre e abitudinaria. Un racconto che, oltre a dimostrare la vivida immaginazione dello scrittore, nasconde un messaggio molto forte: abbandonare la passività della vita, perché anche la persona più normale può trasformarsi nella più straordinaria, anche senza saperlo.

Murakami è uno degli autori più pubblicati al mondo: un autore pop, che riesce a entrare in empatia con i suoi lettori, a far vibrare quelle corde che pochi riescono e sono riusciti a fare. Nonostante la sua popolarità, rimane fedele a se stesso e alla sua brillantezza, creando degli autentici capolavori per stile e originalità dei contenuti. La bellezza dei suoi libri sta proprio in questo, qualcosa quasi impossibile al giorno d’oggi a livello editoriale: far diventare best seller dei veri gioielli letterari.

 

Fonti
Intervista a Murakami Haruki di Espresso

Sull’Autore

Classe '88, varesotta trapiantata nella bella Trieste, divoratrice di libri e serie TV. Quando ero bambina da "grande" sognavo di fare la giornalista, e ora che sono diventata grande scrivo di quel che più mi piace.

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