Il Vietnam e La Fiera dei Cuori Infranti

Ognuno affronta la fine di un rapporto in modo diverso. A seconda dell’età, della lunghezza della relazione e della predisposizione personale si possono avere diverse reazioni. La letteratura cinematografica hollywoodiana consiglia un periodo di disperazione passato sul divano, seguito da telefonate imbarazzanti all’ex e prese di coscienza rivoluzionarie alla “Mangia, Prega, Ama”. Il tutto condito con scorte di vino e chili di gelato. Questo se sei una donna. Per gli uomini credo che la prassi includa, sempre per gli standard hollywoodiani quanto mai attendibili, macchine veloci, whisky (o altro liquore), donne in minigonna e una solitaria lacrima versata al bancone di un bar.

                            FYI: The Notebook e Fast and Furious 7.

Quello che è certo è che nel momento del bisogno c’è un intero mondo che dalla musica, al cinema, alla letteratura si stringe intorno ai nostri cuori spezzati. Chi non ha desiderato essere Queen Bey (Beyoncé Knowles-Carter) con una mazza da baseball e tacchi 20 a spaccare macchine, mente. Per quanto si vorrebbero dimenticare quei momenti di fragilità che tirano fuori la nostra parte più imbarazzante, una volta passati ci lasciano con una maggiore consapevolezza di noi e di quello che vogliamo (si spera). Ma cosa succede a tutti quei pezzi della nostra storia accumulati nei mesi/anni? I peluches, i regali, le foto, le lettere, i disegni che hanno accompagnato la nostra storia e che d’ora in avanti ci ricorderanno immancabilmente la fine di qualcosa? Se siete fan della famiglia Gilmore potete ricorrere al metodo “inscatolamento” e conservare tutti questi ricordi in una qualche soffitta o garage polveroso. Oppure, potete comprare un biglietto per il Vietnam e andare a vendere tutti questi dolorosi cimeli al primo mercatino per cuori spezzati.

Al 58 di Tô Ngọc Vân Street di Hanoi la prima domenica di ogni mese dal maggio del 2017 un gruppo di ragazzi organizza una fiera dei cuori infranti o “Cho nguoi yeu cu” per i linguisti. Il suo fondatore è Dinh Thang, givoane imprenditore vietnamita a cui è venuta l’idea discutendo con un gruppo di amici. “Questa fiera è solo una delle tanto belle idee che io e i miei amici abbiamo avuto dopo una chiacchierata su ex-ragazze, ex-ragazzi, ecc.” aggiungendo “dopo le rispettive rotture ci siamo resi conto che ci rimanevano in casa tantissimi oggetti lasciati da ex amanti che non volevamo avere in giro perché ci portavano ricordi dolorosi. Però molti di questi oggetti erano ancora in ottime condizioni e ci preoccupava l’idea che buttandoli via avremmo creato anche un danno ambientale, così abbiamo iniziato un mercatino dove le persone potessero portare i loro vecchi ricordi e scambiarli”.

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                                                    Credits: Facebook Chợ người yêu cũ.

Da allora l’iniziativa si è allargata e ogni domenica del mese il capannone si riempie di gente pronta a vendere o scambiare vecchi pegni d’amore. Molti sperano che nel trovare un nuovo proprietario questi oggetti avranno un’altra opportunità di rendere felice qualcuno, altri semplicemente hanno trovato un modo diverso di fare affari. Ai posteri la domanda su quante relazioni uno deve aver avuto per accumulare talmente tanta oggettistica degna di essere venduta. Ma questo è un altro discorso.
Dinh Thang spiega che per molti venire al mercatino è una sorta di terapia, un modo per chiudere, non solo simbolicamente, un capitolo della loro vita e andare avanti. Il Vietnam sta recentemente sperimentando un periodo di crescita della percentuale di divorzi, le nuove generazioni hanno molta più libertà di quanta non ne avessero quelle precedenti ma ancora c’è un fortissimo stigma che rende il processo di separazione ancora più doloroso.

Se non volete far uscire un vostro album con 12 tracce dedicate singolarmente ad ogni vostro ex (già stato provato ed è un po’ ripetitivo) considerate un week-end ad Hanoi.

Sull’Autore

Scrivo da quando non sapevo leggere e inventavo scarabocchi sui fogli. Crescendo mi sono sempre affidata alle parole cartacee trovandole spesso più efficaci di quelle solo dette. Studio scienze politiche internazionali in Galles ma ho il cuore a Bologna. Viaggio per curiosità e per avventura perchè mi piace raccontare le storie del mondo. Niente batterà mai un piatto di tortellini.

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