#360pagine: L’eleganza del riccio

L’eleganza del riccio di Muriel Barbery è un romanzo forte ma delicato che ha sconvolto ogni sua previsione editoriale. È diventato un best seller in Francia nel 2006, per poi scalare anche le classifiche italiane nel 2008, a sorpresa di tutti gli esperti del settore.

L’eleganza del riccio è stato uno dei primi libri che ho letto affacciandomi alla soglia dell’adolescenza e mi ha stupita nel suo modo di essere qualcosa di totalmente inusuale e inaspettato. Parla delle vite di due persone distanti in quasi tutto: la giovane e borghese dodicenne Paloma e la portinaia del palazzo in cui la ragazzina vive, Renée Michel, che sembra essere lo stereotipo di se stessa.

La vita che Paloma conduce nell’appartamento di famiglia in rue de Grenelle è uguale a quella di ogni altra adolescente, se non fosse che la ragazzina è convinta di avere la totale comprensione di tutto ciò che è bellezza nel mondo e ciò che non lo è. Ciò la spinge a dichiararsi stufa di vivere in mezzo all’ipocrisia della sua famiglia e della gente che la circonda, portandola alla drastica decisione di suicidarsi il giorno del suo tredicesimo compleanno, con una dose eccessiva di sonniferi della madre.

Il romanzo inizia con la spiegazione del piano di Paloma attraverso il suo diario e il conseguente countdown verso la sua morte, intervallato dalla narrazione della portinaia, che svela il suo fermento interiore: Renée non è ciò che dice di essere e non rispecchia le caratteristiche di una tipica portinaia ignorante, che guarda la tv tutto il giorno, è scontrosa, pigra e interamente votata al benessere del proprio gatto. Al contrario, Renée è una donna di grandissima cultura, amante della musica classica – che ascolta di nascosto nel retro, mascherandola con i rumori di qualche reality di poco conto sulla tv accesa. La donna si intende di filosofia occidentale e in particolar modo di cultura giapponese, ma preferisce nascondersi dalla spocchia degli inquilini del palazzo, rendendo lo stereotipo la sua difesa.

Paloma le è molto simile in questo: intelligente oltre la media, la ragazzina cerca di mascherare i propri successi per avere un po’ della tanto agognata “pace” di cui parla nel suo diario, essendo figlia di una famiglia in cui l’intelligenza è la miglior caratteristica a cui ambire. Entrambe vivono nell’ombra, fingendosi persone che non sono, e trascorrono le loro vite senza aspettative se non quella di rimanere nascoste.

Il trasferimento di un nuovo inquilino in rue de Grenelle darà una piega inaspettata al romanzo, costringendo le due protagoniste al confronto fra loro e –soprattutto– con loro stesse. Monsieur Kakuro Ozu riuscirà a smascherare sia Paloma che Renée in un battito di ciglia, lasciando entrambe spiazzate dalla velocità con cui l’uomo le ha “scovate”. Il distinto signore giapponese inizierà con un corteggiamento discreto a Renée la quale, incredula, si troverà a dover affrontare il mondo esterno alla sua comfort zone senza il solito travestimento.

Paloma fa amicizia con Renée e la analizza seguendo le sue solite modalità: la ragazzina pensa che sia assurdo che nessuno nel palazzo si sia reso conto della cultura della donna, in quanto la portinaia non fa uno sforzo eccessivo nel nasconderla. Ed è qui che si intravede un altro dei temi del romanzo, una sottile e garbata lotta di classe; gli inquilini sono troppo snob per dare rilievo alla vita di una portinaia e di conseguenza non si accorgono delle sue capacità, inconsapevoli dei vantaggi che potrebbero trarne tutti quanti.

Frame dal film

Ma è nella lotta fra interiorità ed esteriorità che il romanzo trova il suo perché. È un libro per tutti coloro che hanno nascosto o nascondono per qualche ragione il loro vero io in un posto lontano della propria psiche, per preservarlo e proteggerlo dalla crudeltà, spesso disarmante, del mondo moderno. Sarà proprio Paloma, con la sua spietata intelligenza fuori dal comune, a dare il titolo al romanzo, definendo l’eleganza celata di Renée come quella di un riccio: “Fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti.”

Un romanzo che lotta contro l’ipocrisia spesso onnipresente delle classi alte, che combatte il classismo con un’ironia leggera e un ritmo di narrazione serrato, volto a un lieto fine, almeno finché il destino non verrà a scombinare le carte sul tavolo, rimettendo ciascuno “al suo posto”.

Sull’Autore

Nata nel 1996 nelle fatate lande altoatesine. Nerd, sono una causa persa sotto svariati punti di vista. Amo il vino rosso, i cuccioli e i libri scontati. Studio Lingue e Culture per l'Editoria e in generale faccio troppe cose per riuscire a gestirle tutte. Da pochissimo è uscito "Neon", il mio romanzo d'esordio edito da Chiado Editore.

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