La vostra vita non è un fumetto – Parte 1

La rubrica che spiega agli altri cosa significa fare il fumettista e a te come diventarlo.

Primo piano della vostra mano, prende le chiavi di casa da una ciotola con altre chiavi dentro.
Poi uscite dalla porta, di spalle, piano americano.
Vediamo una macchina dall’esterno, inquadratura leggermente dall’alto. Ci state per salire.
Primo piano, siete dentro la macchina, state guidando.
Campo largo, parcheggiate. Si intravede qualcuno ai bordi della vignetta, un vostro amico forse.
Scendete, vi salutate, campo medio.

Iniziate a parlare col vostro amico dell’idea malsana che vi è venuta, quella di fare fumetti. Mentre nella vostra testa echeggia ancora la risata beffarda di vostra madre. Guarda caso, vi dice che sa disegnare abbastanza bene – o magari ha un cugino o un amico che sa farlo, col quale vi metterà in contatto.

Siccome è vostro amico e, quindi, pazzo come voi, vorrà lanciarsi anche lui in questa folle avventura. Pensavate fosse più difficile trovare un disegnatore, vero? Infatti lo è. Il tutto è stato semplificato per mero scopo di “fiction”.
Adesso dovete dirgli cosa disegnare. Avete in tasca il soggetto della vostra storia.

Il soggetto è quella cosa simile al figlio tra una sinossi e un riassunto. Deve raccontare la storia, compreso il finale e quindi addio spoiler, ma in maniera abbastanza sommaria, seppure non troppo. Complice il fatto che ormai il raccontare storie personali va di moda e sembra vendere bene, avete scritto di quella estate passata in compagnia di quella ragazza, o di quel viaggio con gli amici. Sembra così interessante, avete provato così tante emozioni… dai, è l’idea del secolo.

Guardate il vostro amico, che fa una smorfia un po’ strana. Chiedete cosa c’è che non vada e dopo aver insistito un po’, lui sbotta. Fa schifo. E ha ragione.Avete appena commesso il vostro primo e più comune errore da fumettista, ossia quello di credersi interessanti e di non fare altro che raccontare uno spaccato della propria vita. Senza aggiungere nulla, senza dare spessore ma, anzi, essendo anche piuttosto banali.

Il lettore, tenetelo bene a mente, non vuole leggere un diario di qualcuno, non vuole farsi gli affari vostri. Un fumetto non è una rivista di gossip. Ma, per fortuna, una cosa giusta l’avete fatta. Vi siete confrontati con qualcuno, in questo caso il disegnatore.

Il vostro giudizio personale non sarà mai del tutto imparziale e questo non farà che male alla vostra storia. Credo sia importantissimo, o almeno parlo della mia esperienza, chiedere il parere ad altri e sentire, secondo loro, cosa non va. Più chiedete a persone schiette, meglio è. E ricordatevi di non chiedere “Ti piace?”, ma “Cos’è che NON ti piace?”. Costringerà il vostro interlocutore ad essere un po’ più schietto, è un piccolo trucco.

Siete ancora un po’ scossi dalle parole del vostro amico, sebbene la vostra delusione stia iniziando a trasformarsi in gratitudine, perché il suo commento pare avervi aperto un mondo.
E intanto, l’amico continua a rincarare la dose…

Sull’Autore

Lorenzo Coltellacci è un giovane fumettista romano, laureato in Lingue straniere e specializzato in Cooperazione internazionale. È l'ideatore e scrittore di KAMASMART, una guida per fare sesso in Smart pubblicata nel 2015 con Magic Press, di cui hanno parlato giornali e radio italiane e straniere. Attualmente attende l'uscita della sua prima graphic novel per Tunué, in arrivo nel 2018, mentre lavora ad altri progetti e gestisce un blog dove racconta della sua personale esperienza come fumettista: www.FumettoErgoSum.blogspot.it

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