South Park: verso una conclusione?

Alla sua ventunesima stagione, South Park di Trey Parker e Matt Stone inizia a mostrare lievi cenni di invecchiamento. E gli autori sembrano saperlo.

Era il lontano 1997 quando South Park esordiva sugli schermi americani e Eric Cartman si beccava la famigerata “sonda anale”. Allora nessuno avrebbe immaginato che questa serie avrebbe avuto un futuro longevo, a causa della volgarità gratuita e del sostanziale nonsense che permeava ogni episodio. Eppure già dalla terza stagione il cartone è andato via via maturando, fino ad oggi.

La serie ha sviluppato negli anni una dimensione satirica invidiabile. Nulla e nessuno è mai stato al sicuro dalle stoccate degli autori: dalle religioni, agli schieramenti politici, alla gente comune, senza distinzioni. Questo aspetto, unito a una forte irriverenza, ha provocato nel tempo molte controversie e addirittura l’abbandono da parte di uno dei doppiatori. Ciò nonostante la serie non si è mai fermata e ha anzi accentuato i suoi tratti più caustici e critici nei confronti della società contemporanea.

scene from south park season 21

La trovata più brillante delle ultime stagioni è stata quella di adeguarsi parzialmente all’ondata seriale televisiva degli ultimi anni. La diciottesima stagione era composta da episodi autoconclusivi, ma con al loro interno dei piccoli elementi di continuità. La diciannovesima raccontava diversi aspetti di un unico macro-argomento, la gentrificazione. La ventesima è stata la prima in cui hanno provato a raccontare una storia unica, ma l’esperimento non è riuscito appieno a causa di fattori esterni.

Dopo questo relativo fallimento, South Park ha recentemente concluso la sua ventunesima stagione. Ma qualcosa è cambiato…

L’esperienza della stagione venti ha probabilmente costretto gli autori a fare un passo indietro. La struttura degli episodi è tornata a essere autoconclusiva, con una singola sottotrama sviluppata lentamente: la storia tra Eric Cartman e Heidi Turner. Da questa disfunzionale relazione gli autori traggono l’umorismo migliore della stagione, cogliendo anche l’occasione per fare della metaforica ma feroce ironia sui sostenitori del Presidente americano.

South Park: Garrison/Drumpf

Non mancano, purtroppo, alcuni episodi sottotono. In particolare nella prima metà della stagione abbiamo ben quattro episodi in cui la satira che caratterizza il cartone riesce soltanto a metà, vuoi perché è sbagliato il bersaglio, vuoi perché lo è il tipo di ironia. C’è tuttavia l’apprezzato ritorno de “Il Procione”, in un episodio che prende di mira i colossi del web, nonché la larga diffusione delle fake news.

La seconda metà della stagione ha una notevole ripresa, andando a toccare temi di attualità internazionale. Dal tristemente noto Caso Weinstein alla diffusa nostalgia degli anni ’80, South Park dimostra di avere ancora il suo caratteristico mordente. Non solo: il tono di alcuni episodi si è fatto decisamente molto dark, come dimostrato dalla trasformazione di Heidi in una sorta di “Cartman al femminile”.

heidi on south park

Questo ci porta agli ultimi due episodi: pieni di riferimenti al film South Park: bigger, longer & uncut, sembrano quasi un’ammissione di colpa da parte di Parker e Stone. Attraverso il personaggio di Heidi, gli autori vogliono forse esternare il proprio timore di aver involontariamente creato una folta schiera di giovani Cartman nel mondo reale. Non è ben chiaro se questa consapevolezza si tramuti poi in un’interruzione della serie. L’unica cosa certa è che South Park è stata una piccola perla satirica e sarebbe un peccato vederla deteriorare!

Sull’Autore

Esisto dal 1993 e già mi sono stancato. Sono nato a Roma, ho studiato al DAMS di Roma Tre e nel tempo libero (cioè sempre) scrivo e guardo film o serie TV. Sarei anche uno stand-up comedian, ma molti dissentono da questa affermazione.