Esodo, la fuga come ritorno

L’Esodo è stato questo andare d’onda
da un nome all’altro, fino al punto estremo
in cui non si poteva nominare, fino al punto
estremo del volto, dove il nome si perde.
Vieni
a vedere l’avanzata del mare,
un assedio di cui si è perso
l’inizio e perciò ci somiglia.

Vincitore del premio letterario nazionale Poié – le parole sono importanti di Gallipoli, Esodo è una raccolta di poesie e un esordio prezioso. Il suo autore, Michele Maggini, marchigiano di Montecorsaro espiantato a Bologna, si presenta fin da questo primo appello con una voce consapevole e ben distinta, una voce che si interroga e interroga l’uomo. La domanda, che è anche un’accusa, è se in qualche modo abbiamo perso il significato presente. È un quesito che getta le luci e le ombre di una riflessione riguardante, inevitabilmente, anche il nostro passato e il futuro: abbiamo ancora coscienza delle nostre radici? Quale futuro ci aspetta?

La copertina di Esodo

In Esodo un monito sembra alzarsi dall’alba dei tempi, giungendo fino a noi: è necessario un ritorno alle origini. L’esodo biblico è marea umana che abbandona la propria terra e si smarrisce poco prima di rinascere e ritrovarsi, una fine che cova -nella sua stessa natura finale- un nuovo inizio. Ed esodo anche nel senso di exodus, ἔξοδος, della conclusione della tragedia greca, dove lo spettatore è solo e diretto ascoltatore del coro. Per questo, la logica di Esodo è antropocentrica: l’autore si scalza dal ruolo di intermediario per permettere al lettore di essere travolto in pieno dallo spalancarsi della parola poetica.

Un auspicato, ma sentito e rabbioso bisogno di ritrovarsi non poteva, però, evitare il confronto con la tradizione. Siamo comunque nani che siedono sulle spalle di giganti, lo sa Maggini e prima di lui lo scriveva T.S. Eliot: un poeta deve commisurarsi con chi l’ha preceduto, condizione necessaria per fare poesia. Esodo presenta echi e richiami da Dante a De Angelis, passando per la matrice storico-letteraria greca e latina, i miti della classicità, gli episodi della Bibbia: non una nozionistica da sfoggiare, ma una consapevolezza imprescindibile, che deve stare alla base dell’atto poetico e della ricerca a una risposta.

La raccolta si conclude con ANNALES, un solo componimento che tira le fila dell’intera opera, un’opportunità che si schiude nelle mani del lettore: ora che sai le coordinate della storia, vieni / con me, ti dirò dall’estremo del volto / la costruzione dei nomi, degli anni, degli eroi che non sono eroi.
L’epica è matura, la “marificazione” come rinascita è avvenuta: accogli l’invito, e ritorniamo daccapo per ricominciare ad andare avanti.

Esodo, edito da ‘round midnight edizioni, è disponibile QUI.

Sull’Autore

Classe '96, nato bresciano, studente di Lettere Moderne presso l'Alma Mater di Bologna. Oltre al mio blog "Parole alla Tempesta", scrivo per "Mangiatori di Cervello" e altri progetti.

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