Veleno IV: Neve a Ferragosto

Pablo: “Ma non hai mai creduto neanche alla storia degli abusi sessuali?
Uomo: “È come se domani tu mi dicessi che nevica in Ferragosto. Può capitare, ma è quasi impossibile.”

Prosegue come ogni lunedì l’inchiesta giornalistica/podcast Veleno, un caso che ancora oggi rimane anomalo. Ad aumentarne l’alone di mistero, questa puntata dal titolo Neve a ferragosto. Una antitesi, una cosa quasi impossibile, impensabile, così come le accuse rivolte al parroco della bassa modenese, Don Giorgio Govoni, presunto capo della setta di cui abbiamo parlato negli articoli precedenti. Agli abitanti, ai parrocchiani sembra una cosa assurda ma per i bambini, gli assistenti sociali e la Procura non ci sono dubbi. Può davvero un prete conosciuto da tutti come un benefattore, un punto di riferimento per l’intera comunità, un uomo del popolo, essere invece il dirigente di riti satanici, ordinando gli omicidi di piccole vittime provenienti da un’oscura tratta di esseri umani e caricandone infine i corpi sul suo furgone bianco?

Sul sito de La Repubblica trovate -essendo Veleno anche un prodotto multimediale- la sua ultima intervista. L’ultima, sì, perché Don Giorgio morirà nello studio legale del suo avvocato, colto da un infarto.

Come in un domino dove la prima tessera provoca la caduta di tutte le altre, la morte del prete inizia a scatenare l’indignazione degli abitanti della bassa modenese; ancora oggi le persone intervistate da Trincia, infatti, si rifiutano di credere a quelle accuse. Tra l’altro la sentenza proclamerà il prete innocente.

Credits: la Repubblica

In foto ritroviamo Martaproprietaria di una trattoria di cui Don Giorgio era cliente giornaliero, che oggi lo ricorda così.

Però, secondo la Procura modenese, il parroco e la banda avevano agito in tre cimiteri che, dalle descrizioni dei bambini, sembravano essere quello di Massa Finalese, quello di Finale Emilia e quello di Staggia, proprio la frazione in cui viveva il sacerdote.

Qui Trincia riesce nuovamente a disorientare l’ascoltatore della puntata, introducendo un elemento importante che fa riflettere. Si reca infatti nei cimiteri sopra citati a fare un sopralluogo, intervistando tutti coloro che si trovano abitualmente nei pressi del cimitero: fioristi, abitanti della zona. Nessuno si è mai accorto di nulla o ha mai trovato qualcosa di sospetto. Eppure i cimiteri indicati sono piccoli, trafficati: come mai nessuno si è mai accorto di nulla? Nemmeno una signora la cui casa da sul cimitero.

La camera da letto si affaccia su una distesa di lapidi.
Pablo: Eh la miseria, lei proprio…
Alessia: Ha una vista!
Pablo: Da qui si vedono le tombe, cos’è, saranno 30 metri… 20 metri?
Federica: Sì, sì!
Alessia: Ma questa casa quindi nel 1997 c’era… c’era già?
Federica: Sì… avoglia!!
Pablo: Quindi diciamo che se qui fossero entrate delle persone incappucciate di sera a fare dei riti satanici con delle torce? Lei qua da camera sua…
Federica: Con delle torce? Ma sì… li avrei visti!
Pablo: Lei li avrebbe visti?
Federica: Non ho mai visto niente!

Credits: la Repubblica

Pablo: Ma le sono mai venuti a chiedere, Polizia o Carabinieri, se ha mai visto qualcosa?
Federica: Mai. Mai, mai mai….
Pablo: No, è impossibile però, scusi….
Federica: È la prima volta. Mai nessuno, è la prima volta che qualcuno mi chiede qualcosa.
Pablo: È pazzesco…

Come mai? Mentre sorgono questi dubbi, creando una gran confusione mentale, altri bambini vengono portati via da altre famiglie coinvolgendo la maestra che avevamo lasciato nell’ultimo articolo. A quest’ultima sono stati sottratti tutti e 4 i figli. La cosa che rende intrigante la vicenda è il fatto che questi bambini vengano sottratti alle famiglie basandosi soltanto sulle accuse rilasciate dai bambini, da un giorno all’altro. La gente comincia ad avere paura.

Antonella: Eravamo impauriti. Perché sapere che una mattina alle 5 puoi essere svegliato dalla polizia e portato in questura, e poi non vedere più i tuoi figli chiaramente è una cosa che ti fa paura. Perché come è capitato a loro, se i bambini cominciano a parlare, cominciano a dire “ma io ho giocato con questo, sono con quell’altro” ed escono dei nomi, possono venire a cercare anche te.

E se invece i mostri fossero altri e non il prete, la maestra o i diavoli che di notte vanno nei cimiteri? Adesso in giro c’è una minaccia molto più grande, stavolta anche per i genitori… “Il vero pericolo non arriva con il calare del buio, ma alle prime luci dell’alba.

Confessione spontanea da parte dei bambini? O dietro vi è un burattinaio che inculca nelle mente di questi poveri innocenti qualcosa? E se la risposta è “sì”, come?

Se tutto ciò vi incuriosisce e se anche voi adesso avete una “pulce” nell’orecchio, vi consiglio di ascoltare questa serie.

Tutte le puntate disponibili su: larep.it/veleno

Sull’Autore

Appassionato di cinema, letteratura, musica e tutto ciò che è cultura. Affamato di sapere. Cerco la precisione in ogni dove, sono i dettagli che fanno la differenza. Spero di scrivere per lavoro un giorno, nel frattempo, scrivo per passione.

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