Somaliland, nuovo Presidente e vecchi schieramenti

Dopo numerose pressioni a livello internazionale, finalmente nella Repubblica indipendentista del Somaliland si sono svolte le elezioni presidenziali, le terze nella storia del Paese. Un appuntamento che è stato tenuto d’occhio da diversi osservatori, visto che erano passati ormai sette anni dall’ultima chiamata alle urne; inoltre l’ex colonia britannica è in rapporti tesi con il governo centrale di Mogadiscio, del quale non riconosce l’autorità ormai dal 1991. Sul tema avevamo intervistato Ayan Mahamoud, capo della delegazione del Somaliland nel Regno Unito e nel Commonwealth, qualche mese fa.

Il nuovo Presidente del Somaliland, Muse Bihi Abdi (Credits: Pagina Facebook di Muse Bihi Abdi)

I candidati in corsa per il governo di Hargeisa erano tre: Muse Bihi Abdi (Peace, Unity, and Development Party), Abdirahman Mohamed Abdullahi “Irro” (Waddani) e Faisal Ali Warabe (For Justice and Development). A uscire trionfante dalle urne è stato il primo, compagno di partito dell’uscente Ahmed Mohamed Mohamoud “Silanyo”, che ha raccolto il 55% dei consensi, distanziando di quasi 15 punti il secondo classificato, Irro, arrivato al 40,73%. Da sottolineare inoltre la grande partecipazione al voto, con ben l’80% degli aventi diritto che si sono recati alle urne. Fatto non scontato in un lembo d’Africa martoriato dalla carestia e con diversi problemi di vicinato.

Secondo quanto riportato da Al Jazeera, il nuovo capo del governo Bihi è un ex ufficiale del Somali National Movement (SNM), il gruppo armato che negli anni ’80 combatté contro la dittatura di Siad Barre per ottenere la propria indipendenza. Viene spontaneo chiedersi se questo trascorso non possa che incentivare il divario tra Hargeisa e Mogadiscio, ma forse c’è qualche speranza di riavvicinamento: “Sia il Presidente Farmajo che il Presidente Musse Bihi hanno ragioni di mantenere un certa distanza, probabilmente anche una certa ostilità – ci spiega Michael Walls, professore all’University College London (UCL) ed esperto della Somalia – ma la questione è più grande di loro ed è possibile che le circostanze geopolitiche li facciano riavvicinare: Farmajo è stato infatti il primo presidente somalo a congratularsi con il Somaliland per come si sono svolte le elezioni.

Oltre alla rivendicazione d’indipendenza, c’è anche una differenza di posizioni nella Crisi del Golfo tra i due Paesi: “Il Somaliland è già strettamente allineato al blocco saudita e degli Emirati Arabi Uniti – continua Walls -, non c’è bisogno di prendere una posizione ulteriormente marcata. Le divisioni sono nel sud della Somalia. Musse Bihi continuerà a mantenere strette relazioni con Dubai in particolare, ma sarà la continuazione dell’attuale politica piuttosto che un nuovo inizio.

Stazione degli autobus di Hargeisa, capitale del Somaliland (Credits: tristam sparks/ Flickr)

Ci sono stati particolari endorsement da Londra, invece, verso qualche candidato? L’accademico smentisce, ma conferma l’interesse occidentale verso questa tornata elettorale: “Le potenze occidentali, incluso il Regno Unito, gli Stati Uniti, l’Unione Europea e altre missioni diplomatiche, hanno tutte supportato fortemente le elezioni. Il Somaliland ha una forte tradizione di elezioni e molte delle pressioni era proprio per incoraggiare a continuare in questa direzione. Non dovrebbe sorprendere, visto il continuo caos nelle altre parti della repubblica somala, anzi sarebbe il contrario se ciò non fosse avvenuto”.

Adesso bisognerà aspettare le mosse di Bihi per capire in che direzione si muoverà il Somaliland, i cui rappresentati all’estero svolgono da anni attività di lobby per raccogliere consenso internazionale per la propria indipendenza. Un obiettivo che potrebbe dipendere molto dalle tensioni tra Arabia Saudita e Qatar, poiché gli EAU, stretti alleati di Riyad, stanno investendo moltissimo nelle infrastrutture dell’ex colonia inglese. Mentre Mogadiscio tentenna ed è scenario di una caccia all’uomo sempre più intensa tra le forze armate americane e i miliziani di al Shabaab.

Sull’Autore

Nato in Friuli nel 1995, vivo e studio a Gorizia, dove seguo il corso di laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche dell'Università di Trieste. La passione per il giornalismo nasce al liceo, subito dopo quella per il calcio mi porta a diventare arbitro. Collaboro anche con Sconfinare e Messaggero Veneto, per MdC sono il Caporedattore della sezione Società e Diritti.

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