#IlGiroDelMondo: Colmar, Alsazia

Colmar è una di quelle città il cui centro sembra provenire direttamente dalle pagine di una fiaba illustrata ad acquerello. Nel cuore dell’Alsazia – ve la ricorderete per le troppe battute al riguardo fatte al liceo sull’eterna spartizione di Alsazia e Lorena tra Francia e Germania, se siete delle persone tristi appassionate di storia come me – questa pittoresca cittadina non soltanto è posizionata tatticamente sulla dolce via del vino alsaziana, ma vanta anche il soprannome di “Venezia di Francia”.

Natale a Colmar © CRTA – Zvardon

Perla meravigliosamente conservata di architettura medievale, camminare per Colmar è come fare un viaggio nel passato. Tra la Collegiata di San Martino, antica cattedrale gotica del XIII secolo dai tetti punteggiati di muschio che rappresenta ancora la chiesa più importante della città, e la stravaganza della rinascimentale Casa delle Teste, dall’alto della cui facciata 111 volti grotteschi scolpiti nella pietra color sabbia osservano i passanti, si dipana la storia dell’architettura dell’Europa continentale. Così, vediamo ad esempio l’Antica Dogana, risalente al XV secolo, specchiarsi su una piazza omonima che raggruppa tutto attorno una serie di squisite, antiche costruzioni a graticcio tipiche della regione e comuni alla tradizione condivisa da Francia e Germania nei secoli.

In pieno centro storico si può ammirare anche la caratteristica Casa Pfister: in pietra e legno, sopravvissuta a secoli di battaglie che hanno spazzato l’Alsazia, si riconosce per la sua guglia appuntita e per gli affreschi originali che ancora la adornano. Tutto attorno al centro storico si dipanano, di giorno in giorno, i mercati con i prodotti tipici della zona: foie gras, choucroute e il dolce tipico – il Kougelhopf – oltre a, naturalmente, i deliziosi vini alsaziani, tra cui spiccano degli ottimi Pinot. D’inverno, com’è forse ovvio, le vie si animano di luci e voci per i mercatini di Natale. 

Ciò che forse, però, più di tutto il resto distingue Colmar dalle altre città della zona – in fondo, le case a graticcio e i colori tenui li ha anche la vicina Strasburgo – è il quartiere dettoPetite Venise. Qui, attorno ad una serie ben ordinata di canaletti, si specchiano una miriade di case da fiaba che portano la mente ai colori di Burano. Certo, non sarà mai Venezia, ma tra geranei, ponticelli e riflessi, il romanticismo non può che sprecarsi.

Sull’Autore

Studentessa di Giornalismo e Diritti Umani a Parigi. Appassionata di troppe cose per elencarle tutte. Per MDC mi occupo di viaggi e polemiche.

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