#AgendaSetting: governi e colossi del web in equilibrio precario

Rieccoci su #AgendaSetting, la rubrica che aspetta il Natale come Amazon attende il Black Friday. A proposito del colosso di Bezos, continuano le polemiche tra i governi e le grandi multinazionali del tech.

È un tema che ci accompagnerà per tutto il nuovo anno, la ridefinizione dei rapporti tra questo tipo di aziende (in possesso di un’enorme mole di dati e dividendi superiori a molti PIL nazionali) e governi o organismi sovranazionali che cercano di regolarne l’attività, frenarne in qualche modo la tendenza al più sfrenato liberismo. È un tema, da un bel po’ di tempo, e continuerà ad esserlo: se un governo diffida un’azienda che si occupa di e-commerce, sharing economy, social e via dicendo, si tratta di un governo dalle posizioni anacronistiche o uno che difende la propria economia?

Secondo la cronaca degli ultimi giorni Apple verserà nelle casse irlandesi 13 miliardi di euro (una legge di stabilità, praticamente) di tasse inevase, dopo le sollecitazione dell’UE cominciate nell’agosto 2016, quando scoppiò il caso dell’accordo fiscale tra Irlanda e la Mela di Cupertino. È pacifico che un governo sia felice di accogliere un’azienda come Apple, che porterà lavoro e introiti sul proprio suolo, diverso è se quest’azienda evade miliardi di euro, venendo meno a qualsiasi principio di concorrenza leale, in accordo col governo stesso. Considerata questa sanzione cambieranno gli interessi di Apple nei confronti dell’Europa? C’è da aspettarselo.

La sede di Apple a Cork

A questa notizia aggiungiamo che in terra nostrana l’Agcom ha diffidato Amazon per svolgere un servizio postale senza averne titolo. Il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni chiede dunque che Amazon regolarizzi la sua posizione “con riferimento al possesso dei titoli abilitativi necessari per lo svolgimento di attività qualificabili come servizi postali”. Amazon analizza la richiesta, ma dubito ritengano questa diffida un grande problema. Anche questo è un dettaglio su cui riflettere: la differenza che passa tra una nazione e un organismo sovranazionale nell’interfacciarsi (e fare a braccio di ferro) con i giganti del web.

Chiudiamo con un articolo firmato da Clara Mazzoleni su Rivista Studio sulla chiusura di Rotten.com, archivio di contenuti per gli amanti dell’orrido, dello splatter, di un certo genere di “violenza visiva” che una volta poteva essere rintracciata solo su Rotten, prima di diffondersi a macchia d’olio sul web, decretando la fine del sito online da ben 21 anni.

Infine ecco una foto dei fighissimi robot musicisti che si sono “esibiti” al Maker Faire 2017, tenutosi come sempre alla Fiera di Roma. La stampa 3D divenuta uno strumento di precisione, nuove idee sempre più performanti per problemi legati alla disabilità, eccezionali sviluppi in campo robotico, questo e molto altro lo potrete trovare sulla sintesi dell’evento andata in onda sui tg nazionali.

Dal Maker Faire 2017

 

Sull’Autore

Napoletano, emigrato a Roma. Scrittore per passione, giornalista per devozione. Nella valigia di cartone gli opendata, i tweet di Gasparri e altre cose più o meno serie. Articolista per Mangiatori di Cervello, vincitore dell'Amazon Scholarship 2016, autore del blog CrocifissoInvano.

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