Esperimento SOX: allarme disinformazione

L’esperimento SOX (Short-distance Oscillations with boreXino) è un progetto del laboratorio INFN del Gran Sasso basato sull’osservazione dei neutrini e se avrà successo dimostrerà l’esistenza di componenti sterili nei neutrini, aprendo una nuova era nella fisica fondamentale e nella cosmologia.
Numerose testate giornalistiche hanno descritto il fatto, parlando di “esperimenti nucleari” o ipotizzando catastrofi della portata di Fukushima o Chernobyl. Ma cerchiamo ora di fare chiarezza e di, eventualmente, confutare o legittimare queste ipotesi.

Il laboratorio del Gran Sasso riveste un ruolo molto importante nel mondo scientifico, può infatti vantare il più sensibile rilevatore di materia oscura sul pianeta: XENO1T. Nel laboratorio gli esperimenti sono condotti in condizioni di “silenzio cosmico”, i raggi cosmici provenienti dall’universo sono schermati quasi totalmente dalla grande massa (il Gran Sasso, appunto) in cui è situato.

Laboratorio Nazionale del Gran Sasso

Ciò che ha suscitato polemica di questo laboratorio è l’esperimento che si terrà nella prima metà del 2018, SOX, che permetterà ai ricercatori di studiare i neutrini emessi da una sorgente al cerio144, un materiale radioattivo. La parola “radioattivo” potrebbe indurre un certo timore, tuttavia gli scienziati che si troveranno a lavorare ogni giorno con questo materiale, non si sono certo astenuti dal prendere precauzioni: la sorgente sarà posta in una “corazza” da 2,5 tonnellate, in lega di tungsteno, ferro e nichel. Tale capsula avrà uno spessore di 19 cm (più della corazza di un carro armato) e sarà in grado di isolare completamente le radiazioni del cerio, lasciando fuoriuscire solo il fascio di neutrini necessario all’esperimento.

La capsula è praticamente indifferente anche a sollecitazioni fisiche, nonostante il laboratorio rispetti perfettamente le norme antisismiche (tanto da rimanere intatto nonostante i recenti terremoti). In un ipotetico scenario catastrofico, un terremoto abbastanza potente da scalfire il contenitore metallico sarebbe anche abbastanza potente spazzare via l’intera Italia.

Immagine rappresentativa della capsula che conterrà la sorgente di cerio144

L’ipotesi che disastri simili a quelli di Fukushima possano verificarsi non ha alcun senso, l’unico elemento in comune fra SOX e una centrale nucleare è la parola “radioattivo”. In questo esperimento verrà usato un isotopo del cerio, fra i più stabili, all’unico scopo di generare e osservare neutrini. Non verranno rilasciate quantità di energia degne di nota (molto simili a quelle emesse da una normale radiografia in ospedale).

In una centrale nucleare avvengono invece reazioni di fissione nucleare, atomi di elementi chimici pesanti come l’uranio o il plutonio decadono, producendo quantità di energia simili a quelle di bombe atomiche come Little Boy o Fat Man (che colpirono rispettivamente Hiroshima e Nagasaki). A Fukushima, nello specifico, eventi sismici di particolare intensità provocarono la destabilizzazione di ben 3 reattori, con successivo surriscaldamento e meltdown dei noccioli (vedi anche L’energia distruttiva dell’atomo).

In ultimo, l’ipotesi che alcune parti di cerio possano essere disperse nella fonte d’acqua presente in prossimità del laboratorio è smentita dal fatto che non solo è impossibile che l’elemento esca dalla sua capsula, ma la capsula stessa verrà posta in un piccolo tunnel nella camera 1 di borexino (altro rilevatore del laboratorio), dove la quantità di contenuto radioattivo nell’aria sarà 10.000 volte inferiore a quello dell’aria standard che respiriamo ogni giorno.

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L’unico pericolo degno di questo nome, dunque, è l’allarmismo (volontario o involontario) alimentato dalla disinformazione, in particolare dalla divulgazione di informazioni false, vere solo in minima parte o non pertinenti. In ambito scientifico, le opinioni vanno legittimate da una buona capacità di discernimento, legata alla consapevolezza e alla conoscenza dell’argomento di cui si sta parlando.

Il sonno della ragione genera mostri.

 

Fonti:
INFN

Intervista a Marco Pallavicini, coordinatore del progetto SOX

Sull’Autore

'98. Una persona appassionata di scienza.

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