Riccardo Zanotti e i Pinguini Tattici Nucleari

Oggi parliamo con Riccardo Zanotti, classe 1994, nato e cresciuto a Bergamo. Parliamo dei Pinguini Tattici Nucleari, la band per cui scrive e compone, che nasce a Bergamo e cresce con Riccardo che studia a Londra e fa avanti indietro tra Italia e Inghilterra. Parliamo così anche di un “giovanissimo” che si fa strada nel campo della musica, dove sappiamo che farsi strada è molto difficile.

Parliamo infine di quanto siano stati bravi ad affermarsi pur senza un’etichetta, elemento che li distingue da qualsiasi altro gruppo o cantautore attualmente sulla scena italiana che abbia avuto maggiore se non pari visibilità. Crediamo che, per avercela fatta, devono essere proprio bravi!

Come nascono i Pinguini Tattici Nucleari?
I Pinguini Tattici Nucleari nascono una sera d’ottobre, in una birreria segreta di cui non si può e non si deve fare il nome. Ci si trova, si discute, si parla del mondo. Un po’ come in quella canzone, “eravamo quattro amici al bar”. Ad un certo punto, uno di loro decide di ordinare una singolare birra che trova sul menu. Si chiama Nuclear Tactical Penguin: una birra scozzese molto strong, si parla di 32 gradi. Gli altri ridono e si convincono ad ordinare tutti la stessa birra, “Sì! Dai! Vedrai che figata!”. Gli occhi della cameriera da lontano scrutano. “Eh! Ci sta! Chissà di cosa sa!”. I passi della cameriera si fanno via via più vicini. “Mh… Chissà… Qualcuno mi anticipa?”. La cameriera è ormai di fronte a loro. Alla fine questi quattro amici al bar decidono di non ordinare la birra. Del resto costa quaranta euro a bottiglia. Ma fanno qualcos’altro: creano una band, con lo stesso nome. I valori in cui crediamo oggi sono gli stessi in cui credevamo allora: l’amicizia, la solidarietà e il non pagare mai troppo per una birra.

Come definiresti il genere musicale che seguite?
Non penso abbia una definizione, forse ha una thefinizione. Ma non me ne preoccupo: io, che scrivo le canzoni e i testi, cerco solo di fare quello che mi viene. Non penso di seguire alcun genere. Faccio quello che mi suona bene, cercando di fare quello che tutti i bravi cantautori dovrebbero fare: plagiare senza farsi beccare.

Tra Bergamo e Londra, cosa hai imparato?
Ho imparato che spesso uno parte per fuggire, ma non si riesce mai a fuggire veramente da se stessi. Quelli come me sognano da una vita di fuggire da se stessi: abbiamo un grave difetto di pronuncia della s e quindi “se stessi” ci fa paura. Purtroppo questo disagio a Londra non è cambiato molto: là si dice myself, c’è comunque la s. Alla fine penso che tutti i posti siano uguali, quando hai un difetto di pronuncia. Però c’è da dire che qui a Bergamo mi sento più amato.

Senza etichetta discografica, eppure…
L’etichetta discografica in parte ci sarebbe potuta servire, ma siamo riusciti a raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati anche senza. Però è sicuro che una buona etichetta ci avrebbe aiutato a raggiungerli prima, e con meno dispendio di energie. Col tempo siamo diventati amici di parecchi “tizi delle etichette” che lavorano benissimo e duramente, e fanno raggiungere ai loro artisti traguardi che difficilmente potevano raggiungere da soli. Da questo punto di vista, in Italia ci sono etichette indipendenti che lavorano molto bene. Quindi sì, per noi è valso l'”eppure”, ma ci riteniamo molto, molto fortunati.

Ne state cercando una?
Su questo devo dire no comment. Scusami!

Puoi parlarci dei progetti futuri?
Al momento stiamo ancora continuando col tour di Gioventù Brucata, che sta andando benissimo. Nell’invernale abbiamo già fatto quattro sold out, il che è fantastico. Poi sto scrivendo nuove canzoni, sia per i Pinguini che per ____.

Cos’è la musica per te?
La musica per me è quella cosa che fa mettere insieme gli innamorati e poi li fa lasciare, quella cosa che ti fa tuffare e ti fa riemergere, quella cosa che ti fa vestire e che ti fa spogliare, quella cosa che ti fa pensare “non vedo l’ora di mangiare la Nutella” e subito dopo “cazzo, non mangerò mai più la Nutella”. La musica è qualcosa di ironico e bastardo, e anche un poco banale. Qualcosa di leggero ma che lascia il segno sulla pelle, come gli schiaffi di Bud Spencer.

 

L’immagine di copertina è una bellissima foto di https://www.facebook.com/Baamsdeon/

Sull’Autore

Virginia, 21 anni, ironica, pungente, polemica. Bologna, Pesaro, Artù, la musica, il cinema, la cucina e tutto il buon cibo che vi si correla. Forse non riuscirò mai a fare questo lavoro seriamente, prendo le cose senza alcuna leggerezza (perlopiù).

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