L’essere perfetto

Cyborg e comunicazione. 

“Inseguendo i nostri sogni di libertà ci siamo ritrovati schiavi della burocrazia, del consumismo e della ricerca della felicità” (Yuval Noah Harari); in qualche modo dobbiamo pure ribellarci, reagire attraverso l’arte e la cultura, la scienza ed il sapere.

Le nostre case ed i nostri elettrodomestici sono iper-connessi, le nostre auto, i nostri oggetti di uso comune sono connessi ai nostri sensi, ma la nuova frontiera è il corpo: oggetti che si fonderanno con il sistema nervoso saranno la nuova moda, perché è così che dovrà accadere. Se volete essere cool allora dovete assolutamente impiantarvi questo device! Chi sarà disposto a farlo, se non le nuove generazioni? Ma chi controlla questo sistema basato sull’informazione? Un sistema di corporazioni composto da politici e rappresentanti di importanti multinazionali tecnologiche? Oppure è già un sistema che si controlla da sé, dotato di una propria scintillante e primitiva coscienza?

NEXUS/Tra Corpo e Macchina è un ciclo di incontri ed esposizioni che si tiene a Milano allo spazio MIL. Quello che mi ha colpito di questa manifestazione sono le neuroprotesi, una scienza inaugurata nell’ormai lontano 1957 che oggi è molto evoluta: arti meccanici dotati di sensori tattili, protesi visive, uditive e sensomotorie direttamente collegate al cervello tramite il sistema nervoso periferico.

Elettrodo intrafascicolare

 

Esempio di arto artificiale dotato di sensori e collegato al sistema nervoso periferico

In questo nuovo millennio, la pratica artistica forse porterà ad indurre direttamente nel sistema nervoso centrale le emozioni che vogliamo far provare allo “spettatore”. Potremo mettere in rete esperienze da fruire direttamente tramite la corteccia celebrale, esperire il mondo attraverso cloni robotici come nel film di Jonathan Mostow Il mondo dei replicanti (Surrogates), basato sul fumetto di Robert Venditti, perché direttamente connessi attraverso un sistema di sensori biomeccanici. Oppure compreremo esperienze e ricordi digitali come in Atto di Forza (Total Recall), film del 1990 diretto dal Paul Verhoeven e tratto da un racconto di Philip K. Dick (del 2012 il remake di Len Wiesman).

Sarà forse il codice binario la materia che plasmeranno gli eredi di Michelangelo, di Shakespeare o di Bach, ma dovranno sempre e comunque fare i conti con l’animo umano, con la sua sensibilità; dovranno toccare le parti interiori legate all’emozione, all’armonia. Nel frattempo, nella città post industriale di Essen in Germania, l’artista e biohacker statunitense Tim Cannon, con l’aiuto del body modification artist Steve Haworth, si è fatto impiantare nel braccio un piccolo computer che invia dati biometrici tramite una connessione wireless al suo smartphone; forse sono ancora goffi tentativi, ma la strada è segnata.

Il braccio di Tim Cannon

Così, mentre la ricerca e la sperimentazione per collegare direttamente le macchine al cervello avanzano molto velocemente, i corpi si preparano a subire la mutazione attraverso il dolore. Alcuni esempi si trovano su Instagram, dove #blackoutattoo è un hashtag molto in voga. Nei risultati della ricerca si fondono antiche pratiche tribali decorative, come il tatuaggio completo o la scarnificazione, al cyberpunk. Possiamo a questo punto facilmente intuire quanto le nuove generazioni siano pronte agli innesti tecnologici: si farà la fila per impiantarsi i microcircuiti all’ultima moda per accendere le luci di casa, pagare al ristorante o mettere in moto l’automobile solo con il pensiero. La comunicazione si incarna e modifica il corpo, si materializza già in una pratica artistica estrema chiamata body modification art. Un esempio è il trentasettenne venezuelano (sposato e già padre di due figli) Henry Damon, il quale si è sottoposto a numerosi interventi chirurgici per assomigliare a Red Skull, un personaggio della Marvel Comics. Damon si è tatuato il viso, impiantato protesi sottocutanee, tatuato la parte bianca dell’occhio e infine si è fatto asportare il naso in modo irreversibile.

 

Henry Demon alias Red Skull

 

 

Body pain tattoo

 

 

Esempio di scarnificazione

 

 

 

Musica: Hanumann, Mutation of the sound. Perché la Goa Trance è la colonna sonora di incubi e sogni.

Film: Doom Generation (1995) di Gregg Araki. Un prodromo della nuova guerra di classe.

Libro: Il Corpo dell’Artista di Tracy Warr, ed. Phaidon. Parla di come il corpo sia divenuto soggetto e materia di opere d’arte.

Sull’Autore

Autore e regista, fin dagli anni novanta si occupa di arte e nuove tecnologie. Ha realizzato performance, video installazioni interattive, video sperimentali, video live set. Attualmente tiene corsi di alta formazione sulla comunicazione digitale alla Giffoni Academy.

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