Quando è anche l’uomo a subire violenze

Durante lo scorso fine settimana abbiamo visto dar luce a un’importantissima manifestazione. Non una di meno si è svolta durante la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Senza nulla togliere all’importanza e al bisogno di risolvere tali problematiche, per le quali hanno manifestato dissenso migliaia di donne e non, ci tenevo a mettere in discussione anche un fenomeno al momento ancora – purtroppo – poco discusso, a volte anche sminuito. La violenza perpetrata da donne (e uomini) nei confronti di uomini.

William Pezzullo: sfregiato con l’acido dalla propria ex.

Questo tipo fenomeno, contrariamente all’immaginario comune, è spesso allontanato dall’attenzione dei riflettori, quando invece si tratta di questioni non proprio rare da riscontrare. Infatti, secondo uno studio condotto dall’Università di Siena (2011) sarebbero stati all’incirca 5 milioni le vittime maschili di violenze perpetrate da donne. Si parla principalmente di minacce e percosse, sia lievi che gravi.

Meno frequenti (8,4%) sono invece i generi di violenze che potrebbero mettere in serio pericolo l’incolumità della vittima. Si aggiungono a queste statistiche delle ricerche effettuate da un progetto europeo (Daphne III), il quale svela che in un campione di ragazzi tra i 14 ed i 17 anni – per un numero che varia da 1/10 fino ad ¼ – sono stati rinvenuti casi di molestie, o addirittura, di violenze sessuali.

È stato inoltre ampiamente dimostrato da uno studio dell’82, protratto dall’Arch Sex Behav e approfondito poi nel 2004 dal Journal of Clinical Forensic Medicine che “L’erezione può verificarsi in una varietà di stati emotivi, tra cui la rabbia e il terrore”. Dunque, i casi in cui un uomo può essere vittima di stupro non si limitano soltanto a quella che è la penetrazione anale, quest’ultimo può infatti avere un’erezione durante la violenza e addirittura provare un orgasmo.

Effettuare una ricerca in questo senso, nel tentativo di trovare dati attendibili nei confronti di tale fenomeno, risulta spesso molto spinoso. Infatti, tentando di digitare “violenza” sul datawarehouse delle statistiche Istat fuoriesce solamente “violenza contro le donne”, sotto la sezione “giustizia e sicurezza”. Senza parlare dei consigli forniti dai principali motori di ricerca, i quali molto frequentemente, durante la digitazione, propongono solamente “violenza sulle donne”.

Insomma, già in un primo approccio possiamo dire che i dati sulla questione sembrano non essere molto facili da trovare, il che, in piccolo, costituisce già parte della violenza. Con ciò non si intende trasmettere “gelosia” nei confronti delle violenze che purtroppo subiscono – ancora troppo spesso – le donne, ma, al massimo, gelosi della maniera in cui la questione viene trattata quando a subire la violenza è una donna.

Ci teniamo quindi a ribadire che è sempre più necessario far luce sulla questione, ricordando inoltre che, purtroppo, un uomo vittima di qualsivoglia violenza non può esporre la propria esperienza nei centri antiviolenza, i quali si occupano solamente di accogliere donne.

La violenza sessuale perpetrata da donne nei confronti di uomini è sì minore, ma ciò non giustifica questo clima generale di omertà e l’immenso gap riscontrabile nella presenza tra centri antiviolenza per uomini (solo uno a Milano,  Ankyra) e quelli dedicati esclusivamente alle donne. Dunque, oltre a una molto diffusa tendenza a non parlare di questo fenomeno, le vittime si trovano spesso a combattere contro le istituzioni che non possono occuparsi del loro ascolto.

Gli uomini che al giorno d’oggi sono vittime di violenze ne sperimentano quindi molteplici modalità allo stesso tempo: la violenza stessa, la violenza di una società che non riconosce l’esistenza del fenomeno e la violenza del non poter avere accesso a un servizio pubblico che sia in grado di occuparsi dei loro traumi.

Sull’Autore

Viterbo 1996, ma già in fila alle poste per tentare di ricevere la pensione. Attualmente vivo a Bologna, città dove studio Antropologia e mi occupo di cose che interessano a circa quattro gatti, argomenti per i quali rischio il linciaggio quasi ogni giorno. Avete tutto il diritto di odiarmi, ma per favore fatelo almeno quanto me.

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