AgendaSetting: quale futuro per il turismo 2.0 di Airbnb

Una settimana fa, sempre qui su #AgendaSetting, titolavamo “un algoritmo vi seppellirà” riferendoci all’annosa questione dell’intelligenza artificiale e del machine learning applicati ai sistemi dei giganti del web. Il tema è caldo, ancora più questa settimana dopo l’intervento di Renzi alla Leopolda e l’annunciazione di una legge anti fake news che ci proteggerà da tutti i mali. Il Foglio oggi (28/11) titola “L’algoritmo della legge”, e pubblica la bozza del disegno di legge. Il tema è caldissimo.

La legge però è molto simile a quella già in vigore in Germania, inoltre difficilmente sarà discussa prima della prossima legislatura. Non lascia presagire una reale regolamentazione in quel wild world che è la fabbrica della disinformazione sul web: i contenuti prima saranno individuati, poi multati tra i 500mila e i 5milioni di euro se l’azienda non provvederà a eliminarli. A dirla tutta sembra più una guerra a Lega e M5S che alle fake news, come si evince dal discorso di Renzi che annuncia azioni legali contro la moglie di Renato Brunetta, che dichiarò di essere Beatrice Di Maio, account Twitter che pubblicò foto diffamatorie contro esponenti del Pd.

Restiamo sull’attualità parlando di sharing economy e affitti brevi. Innanzitutto segnalo l’uscita del nuovo numero di Wired “Il Mondo nel 2018”, come sempre un gioiello d’impaginazione che parla dell’immediato futuro per vari settori quali tecnologia, scienza, media, mobilità con la presenza anche di una breve intervista a uno dei cofondatori di Airbnb Joe Gebbia, che introduce una visione del turismo 2.0.

“Ogni paese deve iniziare a pensare fuori dagli schemi, guadagnandosi la fiducia delle persone. Il viaggio riguarderà sempre più le connessioni umane e sempre meno un elenco di attrazioni da visitare. Di Tour Eiffel ce n’è una sola e inevitabilmente tutti si ammassano là, ma se si sposta il fuoco dell’esperienza ci si accorge che il numero di Tour Eiffel di ogni paese è infinito”.

Siamo sicuri che dalle parti di TripAdvisor non saranno d’accordo, mentre in Italia qualcosa si muove. È cronaca di questi giorni infatti che l’Antitrust avrebbe dato parere negativo riguarda la cedolare secca sugli affitti brevi al 21% introdotta con la manovra bis, che “appare potenzialmente idonea ad alterare le dinamiche concorrenziali tra i diversi operatori, con possibili ricadute negative sui consumatori finali dei servizi di locazione breve”.

La misura scoraggia il pagamento digitale, di fatti rinnegando l’impulso al sistema economico questo nuovo modello, che va si regolato ma non mortificandone l’appeal. Insomma, parafrasando le parole dell’Antitrust, Airbnb (et similia) fornisca il registro delle prenotazioni e paghi le tasse su quelle senza imporre una tassazione maggiorata ai consumatori. E tanto basta per definire questa, quanto meno, una novità.

Infine, ecco un articolo pubblicato su The Atlantic e tradotto da Internazionale a firma di Ian Bogost. Si parla di biciclette, di una sorta di tachimetro di nuova generazione che rende migliore l’esperienza di guida. Da una parte computer, digitale, ipertecnologico, da una parte un semplice tachimetro dalle componenti meccaniche. Di questo si parla, di cosa intendiamo oggi con la parola analogico, di un futuro possibile per i computer, presenti ovunque, eppure invisibili.

Oggi i computer cercano di trascinare al loro interno le attività che le persone svolgono al di fuori di essi. Ma Omata mi sta spingendo altrove. Mi invita a concentrarmi sull’attività non informatica che sto praticando, invece di ricordarmi di tutte le altre, digitali, che potrei scegliere al suo posto. Cosa succederebbe se più computer avessero questa stessa ambizione? Ian Bogost – The Atlantic.

Sull’Autore

Napoletano, emigrato a Roma. Scrittore per passione, giornalista per devozione. Nella valigia di cartone gli opendata, i tweet di Gasparri e altre cose più o meno serie. Articolista per Mangiatori di Cervello, vincitore dell'Amazon Scholarship 2016, autore del blog CrocifissoInvano.

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