#IlGiroDelMondo: Saint-Malo, Francia

Al di fuori di quella manciata di grandi mete note, la Francia custodisce una miriade di piccole perle semi-sconosciute. Una di queste si specchia sull’acqua di un affascinante azzurro acceso del Canale della Manica, nella ventosa Bretagna, e risponde al nome di Saint-Malo.

Benchè formalmente Saint-Malo si estenda anche alle zone residenziali vicine lungo la costa, è il centro storico intra muros a fare di questo luogo una meta imperdibile della “costa smeralda bretone”. Questa cittadina medievale cinta da una spessa cintura di bastioni, distrutta quasi integralmente dai bombardamenti verso la fine della seconda guerra mondiale e poi ricostruita seguendo modelli identici all’architettura originale, si trova a pochi kilometri dal ben più famoso Mont Saint-Michel e con esso condivide l’esposizione costante all’incredibile fenomeno delle maree del Canale della Manica. Circondati normalmente da spiagge di sabbia rossastra ai piedi di scogli coperti di muschio – così come di muschio son coperti anche gran parte dei tetti delle abitazioni in città – i bastioni sono infatti stati costruiti a proteggere il centro dall’imprevedibilità del mare, che può ritrarsi per metri e metri oppure tentare di scalare le mura con onde gigantesche nell’arco di una giornata.

Famosa per essere stata un tempo una città corsara – oggi capitale francese della barca a vela – la storia e la sorte di Saint-Malo sono irrimediabilmente legate ad un rapporto viscerale con il mare che la circonda, tinto anche nelle giornate più grige e ventose di ammalianti sfumature di verde acqua ed azzurro chiaro. I bastioni sono completamente percorribili e permettono di ammirare i diversi porti che circondano la città da diversi punti, oltre che ammirare il brusio della vita quotidiana dei maulini dall’alto. In più, ammettono una vista meravigliosa sul Fort-National, il piccolo forte costruito sull’isolotto di Rocher de l’Ilet che, normalmente a pochi metri dalla riva, è talvolta raggiungibile a piedi grazie alla bassa marea. Altri due forti situati su altrettanti isolotti sono stati costruiti nel tempo a proteggere la città, ma questo rimane il più grande ed è aperto alle visite.

Il centro cittadino, accessibile attraversando delle enormi porte in pietra che bucano i bastioni, non è meno affascinante. Camminando tra le strette stradine di pietra lucida, interamente pedonali, ci si può perdere su e giù per le scale che seguono il terreno irregolare della città o seguire una mappa per non perdersi i gioielli architettonici nascosti in città, come la Cattedrale Gotica di San Pietro di Saragozza, la Casa del Quebec – dedicata all’esploratore di Saint-Malo che fu il primo europeo a scoprire la regione oggi canadese – o ancora il Castello dall’aspetto settecentesco ma in realtà ben più antico.

Cosa più importante, però, è lasciarsi trascinare. Dal canto dei gabbiani che proviene da qualche parte tra i tetti e le fronde degli alberi e diventa la colonna sonora naturale del vostro viaggio. Dal profumo invitante di crêperie e bulangerie, con le loro delizie al caramel-beurre salé o dalle ostriche fresche dei ristoranti locali. Dalle risate che provengono da una delle tantissime birrerie artigianali – magiche per ripararsi dal freddo del vento che si insinua tra le vie. O, ancora, dal rincorrersi delle onde che si infrangono, ancora ed ancora, su scogli e bastioni. In lontananza, centianaia di piccole barche a vela e – chissà dove – l’Inghilterra.

Sull’Autore

Studentessa di Giornalismo e Diritti Umani a Parigi. Appassionata di troppe cose per elencarle tutte. Per MDC mi occupo di viaggi e polemiche.

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