In Italia il “whistleblowing” è legge

Con 418 voti favorevoli e 357 contrari, la Camera ha approvato la legge a tutela dei dipendenti che denunciano irregolarità sul posto di lavoro

Dopo un odisseico iter parlamentare, finalmente in Italia chiunque denunci un illecito sul proprio posto di lavoro sarà tutelato. Risale, infatti, al 15 novembre 2017 il via libera della Camera alla legge sul Whistleblowing, atta a salvaguardare quei lavoratori (sia pubblici che privati), che decidono di segnalare condotte indebite di cui sono venuti a conoscenza in ambito lavorativo.

Con 418 voti favorevoli e 357 contrari, Montecitorio ha determinato un importante passo avanti, soprattutto per un Paese, come l’Italia, che non riesce ad abbandonare la vetta della classifica della corruzione in Europa. Tuttavia, prima di raggiungere i banchi della Camera, la legge, cui prima firmataria è la deputata del Movimento 5 Stelle, Francesca Businarolo, ha dovuto superare un non breve percorso burocratico.

Avanzata dalla parlamentare pentastellata nel 2013, ha superato il primo vaglio della Camera tre anni dopo per poi arenarsi nei cassetti della Commissione Affari Costituzionali al Senato. Solo grazie all’intervento delle associazioni Riparte il Futuro e Trasparency International Italia è stata avviata una raccolta di firme per chiedere al Parlamento di accelerare i tempi della discussione.

La legge, che si inserisce perfettamente nelle disposizioni già in vigore per far fronte alla corruzione, specialmente nell’ambito della pubblica amministrazione, intende fornire un solido strumento di tutela per il dipendente segnalante.

Prima sottoposto a ritorsioni e discriminazioni, ora il “soffiatore di fischietto” non potrà essere licenziato, trasferito, sanzionato o costretto in alcun modo a pagare sulla propria pelle l’onere di un atto di coraggio, piuttosto dovrà essere messo nelle condizioni di poter svolgere la propria denuncia con segretezza e tramite precisi canali di segnalazione. Viene, inoltre, garantito un rafforzamento del ruolo dell’Anac (Autorità Nazionale anticorruzione), la quale potrà multare l’ente accusato, dopo averne riscontrato la responsabilità per atti discriminatori nei confronti del whistleblower.

“Sono felice: in questi anni ho ascoltato decine di cittadini onesti che hanno fatto il proprio dovere denunciando la corruzione; la loro ricompensa è stato il mobbing o anche il licenziamento” è quanto affermato da Francesca Businarolo, “La legge è dedicata a tutte queste persone che rendono l’Italia un Paese migliore”.

Grande soddisfazione per la riforma è stata espressa anche dalla Presidente della Camera, Laura Boldrini, che ha definito il provvedimento “un rilevante passo avanti del Parlamento nella lotta all’illegalità e in favore della trasparenza” e dal presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, il quale ha parlato di una “norma di civiltà”.

Sull’Autore

Aspirante giornalista e scrittrice in erba. Vivo a Bologna, dove studio Lettere Moderne all’Università. Amo la politica, i complotti e gli animali. Ho pochi obiettivi sicuri nella vita, primo fra tutti vincere il Pulitzer

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