Catalogna e Kosovo: l’opinione dell’Aja

Mi è capitato, trovandomi sulla pagina di Huffington Post Italia, di trovare un articolo sulla “fuga” di Puidjemont. Mi sono così imbattuto in un commento sulla validità dell’indipendenza della Catalogna. Il commentatore (favorevole all’indipendenza) richiamava un estratto di una sentenza della Corte internazionale di giustizia (ICJ) dell’Aja risalente al 2010.

Nonostante io non sia un amante della materia, trovo alquanto strano che le istituzioni internazionali buttino alle ortiche l’integrità degli Stati e dell’ordine internazionale al grido di “Voglio una Verdania secessionista…”. Come prima cosa, sono andato a cercare la frase intera e ho scoperto come queste stesse parole siano state riportate spesso su internet negli ultimi tempi. Ma, fidatevi, quando tante fonti riportano lo stesso testo tradotto le possibilità sono due 1) il testo in inglese è molto semplice 2) uno l’ha tradotto e gli altri hanno copiato il primo e, ovviamente, non sono nemmeno andati a leggere l’originale. Quindi, sono andato a cercare tale atto giuridico. Esso è l’Accordance with international law of the unilateral declaration of independence in respect of Kosovo, Advisory opinion of 22 july 2010.

Ecco il primo errore del commentatore: non è una sentenza, ma un advisory opinion, alias un parere consultivo e, in quanto tale, non vincolante(ovvero, può essere impugnato come indirizzo per future questioni e deliberazioni). Il quesito fondamentale (p.407, traduzioni mie) recita:

“L’Assemblea Generale,
Consapevole degli scopi e dei principi delle Nazioni Unite,
Tenuto conto delle sue funzioni e dei poteri ai sensi della Carta dellaNazioni unite,
Ricordando che il 17 febbraio 2008 le istituzioni provvisorie di autogoverno del Kosovo hanno dichiarato l’indipendenza dalla Serbia,  consapevole che questo atto è stato ricevuto con varie reazioni da parte dei membri delle Nazioni Unite per quanto riguarda la sua compatibilità con l’attuale ordinamento giuridico internazionale,
Decide, conformemente all’articolo 96 della Carta delle Nazioni Unite a chiedere alla Corte internazionale di giustizia, ai sensi dell’art 65 dello statuto della Corte, di pronunciare un parere consultivo sulla
seguente domanda: “La dichiarazione unilaterale dell’indipendenza da parte delle Istituzioni provvisorie di autogoverno del Kosovo sono conformi al diritto internazionale?”

Quindi la questione parte da più lontano, ovvero dalla Dichiarazione di indipendenza del Kosovo dalla Serbia avvenuta il 17 febbraio 2008 con votazione dell’Assemblea della Repubblica del Kosovo. Tale atto di seccessione fu accolto dai paesi membri dell’ONU in modi contrastanti. Se per prime, Germania e Francia hanno riconosciuto l’indipendenza del Kosovo, altri paesi, quali la stessa Serbia e la Russia hanno apertamente mostrato ostilità, sollevando una questione piuttosto spinosa, quale il conflitto tra l’integrità dell’ordinamento nazionale e l’autodeterminazione dei popoli, specie a seguito di un lungo conflitto come fu quello in Kosovo.

Ora, il commentatore ha sollevato il fatto che tale opinione (da lui scambiata per sentenza) possa essere applicata alla Catalogna, poiché, secondo quanto riferito, la popolazione interna a uno Stato potrebbe dichiarare indipendenza (o farsi annettere ad altri Stati) e decidere, per il principio di autodeterminazione dei popoli, della propria indipendenza e lo Stato di riferimento non potrebbe fare nulla a tal proposito se non accettare la decisione sovrana.

I casi recenti non mancano, basti pensare al referendum per l’annessione della Crimea alla Russia. Ma, in questo caso, non è detto che una popolazione possa indire un referendum confermativo o abrogativo per modificare tratti della costituzione, perché, altrimenti, l’intera struttura del diritto costituzionale crollerebbe. Quindi, il commento è solo (oltre che un copia  e incolla) un demagogico tentativo di sovvertire le basi del diritto internazionale e la divulgazione di tali norme, poiché non esiste tale dichiarazione all’interno dell’opinione sul Kosovo. Quindi, anche in presenza di un atto vincolante, non esiste alcuna frase tipo “Quando esiste contraddizione tra la legalità costituzionale di uno Stato e la volontà democratica popolare, prevale la seconda...”.

Ma cosa dice, in sostanza, l’atto in questione? Dunque, come abbiamo visto, l’Assemblea generale dell’ONU aveva rimandato alla ICJ di dare una propria opinione (in base a quanto stabilito dall’art 65 della carta dell’ONU) del quesito: può un atto il quale dichiari unilateralmente l’indipendenza di un territorio essere giudicato valido (senza intaccare) il diritto internazionale? La Dichiarazione d’indipendenza del Kosovo viene qui inquadrata soprattutto nell’ambito della Risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza del 1999 con la quale si decise l’intervento “umanitario” internazionale in Kosovo. La domanda era se, dato il potere conferito all’United Nations Interim Administration Mission in Kosovo (UNMIK) dalla stessa risoluzione, esso potesse promulgare un atto come quello della dichiarazione d’indipendenza unilaterale. La ICJ (p.452)

120. (…) si rivolge quindi alla questione se la Dichiarazione di indipendenza del 17 febbraio 2008 abbia violato il quadro costituzionale istituito sotto l’egida dell’UNMIK. Il capitolo 5 del quadro costituzionale determina i poteri delle Istituzioni provvisorie di autogoverno del Kosovo. È stato sostenuto da un certo numero di Stati che hanno partecipato al procedimento dinanzi al Tribunale che la promulgazione di una dichiarazione di indipendenza è un atto al di fuori dei poteri delle Istituzioni provvisorie di autogoverno, come stabilito il quadro costituzionale.

121. Tuttavia, la Corte ha già dichiarato (v. Supra, punti 102-109) che la dichiarazione di indipendenza del 17 febbraio 2008 non è stata rilasciata dalle Istituzioni provvisorie di autogoverno, né è un atto inteso ad avere effetto o aventi attualmente effetto, nell’ordinamento giuridico in cui operavano le istituzioni provvisorie. Ne consegue che gli autori della dichiarazione di indipendenza non sono stati vincolati dal quadro dei poteri e delle responsabilità stabiliti per governare il comportamento delle Istituzioni provvisorie di autogoverno. Di conseguenza, la Corte constata che la dichiarazione di indipendenza non ha violato il quadro costituzionale.

In base a quanto scritto in questa opinione(p.452),

La Corte ha sopra concluso che l’adozione della Dichiarazione dell’indipendenza del 17 febbraio 2008 non ha violato il diritto internazionale generale, la risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza (1999) o il quadro costituzionale. Di conseguenza l’adozione di tale dichiarazione non ha violato alcuna norma applicativa del diritto internazionale.

Quindi nessun elemento sulla votazione interna è emerso dal quadro di riferimento, né sembra esserci (se non a  livello politico e di diritti umani) alcun fattore legato all’autodeterminazione tramite referendum, quindi il caso del Kosovo, per diverse ragioni, non può essere applicato alla Catalogna (nemmeno volendolo con tutte le forze, come il commentatore sopra).

In realtà, la Catalogna. qualora fosse chiamata di fronte all’ICJ per il referendum sull’indipendenza e per la volizione dell’integrità di uno Stato, potrebbe usare quest’opinione secondo cui un atto di indipendenza unilaterale non viola il diritto internazionale, ma vi sono vari motivi per cui tale opinione potrebbe non essere utilizzata.

  1. La Catalogna non ha motivazioni di separazione a seguito di perpetrate violazioni dei diritti umani da parte della Spagna. Come disse effettivamente il rappresentante del Kosovo Hyseni, la Serbia, la quale aveva chiesto all’ICJ una condanna all’indomani dell Dichiarazione d’indipendenza, aveva perso ogni possibilità di applicare i propri diritti sovrani in base al principio di Responsability to protect, secondo cui la sovranità comporta la responsabilità di proteggere tutte le popolazioni da crimini di atrocità di massa e violazioni dei diritti umani.
  2. Dobbiamo chiederci se la Catalogna e, in particolare, il popolo catalano, possano vantare le caratteristiche di uno Stato sovrano e di una popolaizone interna la quale possa invocare il principio di autodeterminazione dei popoli. Qualora la risposta fosse negativa, in base a quanto sostenuto all’epoca dalla Russia (la quale poneva che l’atto fosse illegale a causa della mancanza delle caratteristiche del popolo kosovaro le quali consentirebbero di potersi autodetermianre) la Catalogna non potrebbe invocare alcun diritto in tale contesto
  3. L’atto in questione non è vincolante, ergo l’ICJ potrebbe anche non tenerne conto.
  4. L’opinione riguardava il fatto che l’autogoverno del Kosovo (interno all’operazione di peacekeeping dell’ONU) avesse davvero i poteri di proclamare l’indipendenza dalla Serbia. In questo caso, non esiste una situazione da pacificare in Spagna per cui si debba richiedere un autogoverno in seno all’ONU o, comunque, un intervento nella pacificazione territoriale (come il Kosovo stesso o il caso dei gruppi terroristici in Alto Adige negli anni ’80). L’autodeterminazione dei popoli è quindi sicuramente il motore primo della Dichiarazione del 2008, ma ciò non toglie che non si trattasse di un referendum o di una consultazione, ma del fatto che l’atto in questione emesso da un governo provvisorio violi il diritto sovrano degli Stati.
  5. Anche qualora presentasse tale opinione, non solo l’ICJ potrebbe non considerarla, ma la Catalogna non potrebbe nemmeno sostenere che, all’epoca del Kosovo, la Spagna sostenesse l’indipendenza. Infatti, anche all’epoca, la Spagna sostenne la premimenza dell’integrità nazionale della Serbia rispetto all’autodeterminaizone del Kosovo.

No, sul serio, ma che cosa sta seccedendo?

Sull’Autore

Classe 1993, vengo da Finale Ligure (SV) e sono caporedattore della sezione "Economia politica e attualità". Mi sono laureato in Scienze internazionali e diplomatiche a Genova con una tesi in economia internazionale sulla Single Euro Payments Area (SEPA). Il mio interesse per l'economia nasce dal corso di Economia politica del primo anno (odiato dal 90% degli studenti, compreso chi lo ha già passato). I miei principali interessi riguardano la diffusione della teoria economica (in particolare dell'economia monetaria e dei modelli di crescita) e lo studio di modelli macroeconomici (che, a volte, traduco e/o riassumo su questa piattaforma). Collaboro con MdC per la rubrica "Europa for dummies" e sulle questioni relative a "democrazia-populismo-popolo del web".

Articoli Collegati