#AgendaSetting: il conto salato dell’Italia fuori dal mondiale

Bentrovati su Agenda Setting, la rubrica che guarderà il prossimo mondiale, si spera, a trent’anni. Per passare subito dalla tristezza all’ansia.

Purtroppo o per fortuna nel nostro paese poche cose  hanno una risonanza così emblematica come il calcio. Al punto che l’eliminazione dal mondiale russo della prossima estate determinerà una serie di effetti a catena che non riguarderanno il solo movimento calcistico. Scendendo nel pratico, ecco un elenco di conseguenze concrete che ricadranno in primo luogo sulla FIGC, federazione italiana giuoco calcio, estratte dagli articoli di Panorama ed Eurosport:

    • Diritti TV: una perdita, per la FIFA, intorno ai 100 milioni di euro, con la non partecipazione della nostra nazionale che assicurava una media di share per ogni partita mai inferiore ai 9 milioni di telespettatori. Inoltre ci saranno da ridiscutere gli accordi con Rai, non più disposta a stipulare un contratto da 25 milioni di euro per trasmettere le partite degli azzurri non impegnati nella rassegna iridata.
    • Premi: il prossimo mondiale Russo sarà il più ricco di sempre con 342 milioni di euro complessivi da spartire, basterebbe superare i gironi per portare a casa intorno ai 20 milioni di euro, 25 se si arriva ai quarti. Cifre ipotetiche che mancheranno in concreto al bilancio FIGC.
    • Sponsor: rinegoziazione dei rapporti commerciali coi vari sponsor, che attualmente arricchiscono le casse della federazione per circa 22 milioni di euro annui.

Queste sono perdite certe, e bruciano. Se poi guardiamo a quelle potenziali comprendiamo le dimensioni della disfatta. Premessa: difficile definire quale sarà l’incidenza di questo fallimento sul PIL nazionale, è impossibile quantificare la perdita di bar, ristoranti, merchandising senza un mondiale da trasmettere e vendere, ma le predizioni sono state basate su quello che è stato il ritorno economico passato in caso di buona riuscita della nostra nazionale. Citando un’analisi di Repubblica:

La vittoria degli Azzurri in Germania nel 2006 ha regalato al pil – secondo i calcoli di Coldiretti – un +1%. Qualcosa come 16 miliardi, mica noccioline. Gli Europei 2016, per dare un’idea, hanno fatto decollare del 4% le vendite dei televisori, crollati del 10% sia l’anno precedente e quello successivo. Un semplice buon piazzamento – come certifica Goldman Sachs – sarebbe stato sufficiente per risparmiare al paese una finanziaria: l’approdo della nazionale ai quarti, dice uno studio della banca d’affari Usa, tende storicamente a ridurre lo spread tra Btp e Bund tagliando il prezzo degli interessi sul debito (65 miliardi nel 2016). Un successo finale avrebbe regalato a Piazza Affari un 3% in più di rialzo rispetto alle medie europee.

Passiamo alla reazione emotiva, e per prima analizziamo quella dei mercati con un esempio emblematico: la perdita del gruppo Rcs del 8,7% il giorno seguente l’eliminazione, ovvero circa 56 milioni di euro di capitalizzazione per il titolo che controlla la Gazzetta dello Sport. Qui almeno ci sarà la possibilità di rimediare, ma è pacifico prevedere che le vendite estive del giornale non saranno le stesse rispetto a competizioni passate cui l’Italia presenziava.

Poi c’è la reazione emotiva vera, quella del paese irreale. Sì, ho scritto bene, irreale, perché i commenti della politica italiana sono tutti fuori contesto, in alcuni casi deprecabili, e non tengono conto del fatto che (parole di Churchill) “gli italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre”. Insomma, la questione è seria, parliamo di calcio e federazione, non di come lo Ius soli abbia inciso in questa faccenda (0%). Eccoli invece tutti i commenti a caldo, feroci, viscidi, di alcuni esponenti del Parlamento, raccolti in un sagace articolo de L’Ultimo Uomo. Ripeto, paese irreale.

Infine lo sfottò. Cari svedesi, ormai siete una bestia nera per noi, ma non ci resta che augurarvi un buon mondiale, e non vi premurate troppo per il mister, la panchina se la tiene bella stretta fino alla fine del contratto!

Sull’Autore

Napoletano, emigrato a Roma. Scrittore per passione, giornalista per devozione. Nella valigia di cartone gli opendata, i tweet di Gasparri e altre cose più o meno serie. Articolista per Mangiatori di Cervello, vincitore dell'Amazon Scholarship 2016, autore del blog CrocifissoInvano.

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