#AgendaSetting: Paradise Papers, il secondo leak più grande della storia

Questa settimana cominciamo con doveroso minuto di silenzio per il social media manager di Luigi Di Maio.

In questi giorni è stata pubblicata l’inchiesta “Paradise Papers” condotta dall’International Consortium of Investigative Journalists che ha indagato su oltre 13 milioni di documenti, sottratti per lo più alla società do consulenza offshore Appleby. Lo scandalo è sempre lo stesso, ovvero il deposito di patrimoni personali e societari presso istituti di credito caraibici, cambiano i nomi: Elisabetta II d’Inghilterra, Bono Vox, Lewis Hamilton, Apple, Nike, Facebook ecc. Di per se la manovra non dovrebbe rappresentare reato, ma questo nuovo enorme leak (fuga di notizie) genererà tutta una serie di indagini destinate a scoperchiare questo nuovo vaso di Pandora.

Dovremmo abituarci ai numeri sensazionali di questo genere d’inchieste, Paradise Papers infatti rappresenta la seconda più grande fuga di notizie e dati sensibili dai tempi dei Panama Papers, pubblicati un anno fa. Alla lunga il caso potrebbe assumere dimensioni maggiori di WikiLeaks nel 2010 e SwissLeaks nel 2015. I dati sono stati raccolti da 381 giornalisti di 67 paesi diversi, i primi approfondimenti potremo leggerli sull’Espresso di domenica e seguirli nella prossima puntata di Report. Nel frattempo qui c’è il long form pubblicato dai tedeschi di Süddeutsche Zeitung, primi a rendere pubblici i dati (e, come vedete sotto, ad aver azzeccato dei gran titoli).

Paradise Papers – The Shadowy World of Big Money

Cambiamo completamente argomento tornando a uno dei grandi amori di questa rubrica: le mappe. Nasce l’Atlante digitale dei cammini, una rete di sentieri da percorrere rigorosamente a piedi, lasciando a casa la fretta. Selezionati attraverso un’accurata serie di criteri, i cammini censiti dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo sono 41, dall’Appia alla Francigena passando per la Bologna-Firenze ai sentieri dei briganti. Un’idea affascinante e dal sapore romantico, unita ad una resa grafica chiara ed essenziale.

Cammini d’Italia – Credit: MIBACT

Ci salutiamo con un articolo di approfondimento pubblicato su Il Tascabile da Mafe De Baggis: L’Eterno presente della Rete. Basta leggere, almeno al sottoscritto, questa citazione:

Il timore è che il problema sia più chi scopre le mancanze altrui ogni giorno, non ritenendo di poter o dovere fare un passo in più che non sia indignarsi, lamentarsi, biasimare. Il mio incubo personale è che non so se è meglio essere ignorante o saputella, analfabeta o sentenziosa.

Il tema è tutto lì, nel percepire l’utilizzo dei social network da parte dell’utente medio non come una devianza che va accentuandosi giorno dopo giorno, cavalcando l’abusato stigma che Umberto Eco affibbiò agli imbecilli del web, bensì come un flusso di cui anche noi possiamo decidere la direzione, quindi applicando noi in primis una serie di best practice e creando contenuti che possano durare nel tempo mantenendo un certo livello di qualità. Quello che cerchiamo di fare qui insomma, alla prossima!

Sull’Autore

Napoletano, emigrato a Roma. Scrittore per passione, giornalista per devozione. Nella valigia di cartone gli opendata, i tweet di Gasparri e altre cose più o meno serie. Articolista per Mangiatori di Cervello, vincitore dell'Amazon Scholarship 2016, autore del blog CrocifissoInvano.

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