Pecunia (non) olet: Slovenia, il paradiso del riciclaggio

“Tempi duri per la Slovenia!”
Proprio dell’agosto 2017 è l’ultimo report di valutazione della MONEYVAL, il Comitato di esperti (del Consiglio d’Europa) sulla valutazione delle misure di lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Un report che si aggiunge agli scandali che hanno investito le due più grandi banche slovene di proprietà statale: la Nova Ljubljanska Banka (NLB) e la Nova Kreditna Banka Maribor (NKBM).

Al 26 settembre 2017 risale l’adozione unanime da parte del Parlamento sloveno di due report che accusano l’ex governo di Borut Pahor (attuale Presidente della Slovenia) del coinvolgimento nell’operazione di riciclaggio di ben un miliardo di euro a favore del regime iraniano. La transazione è avvenuta nel 2008 tra la NLB e l‘Export Development Bank of Iran, banca ben nota alle istituzioni internazionali in quanto già sottoposta a embargo per la “prestazione di servizi finanziari a società connesse ai programmi iraniani di proliferazione nucleare e gestite dal Ministero iraniano della difesa”. Nel biennio 2008-2010, l’ingente importo è stato trasferito in “piccole” somme negli oltre 30.000 conti correnti sparsi per il mondo ed intitolati nientepopodimeno che a: Donald Duck, Mickey Mouse, Anna Karenina ed altri!

Borut Pahor, Presidente attuale della Slovenia in attesa delle votazioni del 12 novembre 2017 che lo vedrà al ballottaggio con Marjan Sareć (Credits: Borut Pahor/Facebook)

Borut Pahor, Presidente attuale della Slovenia in attesa delle votazioni del 12 novembre 2017 che lo vedranno al ballottaggio con Marjan Sareć (Credits: Facebook)

Quello che potrebbe diventare il “più grande scandalo di corruzione nella storia del Paese” vede coinvolti: Danilo Türk (l’allora Presidente della Slovenia), Borut Pahor (ai tempi, Primo Ministro), i ministri della Finanza, dell’Interno, della Giustizia e degli Esteri ed una sfilza di grandi nomi (tra cui l’allora Direttore del Dipartimento di Polizia, il Direttore della Commissione per la Prevenzione della Corruzione – oggi Ministro della Giustizia – e il Presidente dell’Ufficio per la prevenzione del riciclaggio di denaro sporco).

I fenomeni di riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite e di finanziamento del terrorismo hanno assunto dimensioni tali da necessitare un intervento globale di prevenzione e contrasto. Secondo la stima dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine, annualmente viene riciclato tra il 2 e il 5% del PIL globale. Il Gruppo Egmont delle Unità di Informazione Finanziaria (specializzate nella ricezione delle segnalazioni di operazioni potenzialmente riconducibili al riciclaggio o al finanziamento del terrorismo) ha rilevato, nell’ultimo rapporto, un incremento delle segnalazioni di transazioni sospette:

Incremento segnalazioni transazioni sospette

Numero dei report di transazioni sospette ricevuti dal Gruppo Egmont (Fonte: Egmont Group)

Il caso della Slovenia

Danilo Türk, ex Presidente della Slovenia (Credits: Danilo Türk/Facebook)

Danilo Türk, ex Presidente della Slovenia (Credits: Facebook)

Quello della Slovenia è un caso singolare. Sebbene, a livello internazionale, non sia un grande centro finanziario e non registri un così alto tasso di criminalità, la stabilità e l’affidabilità del settore finanziario attraggono riciclatori di denaro da ogni dove. Recente è la pubblicazione sul Sole 24ore dell’inchiesta targata Irpi su operazioni sospette della NKBM che potrebbero vedere coinvolta anche la mafia italiana. Insomma: la Slovenia dimostra di ben meritare il titolo di “Svizzera dei Balcani”.

Data la posizione geografica, la Slovenia gioca un ruolo di rilievo quale Paese di transito nel traffico di stupefacenti ed alto è il rischio di radicalizzazione e finanziamento del terrorismo. Il nuovo sistema antiriciclaggio sloveno (conseguente al report MONEYVAL del 2010), per quanto complessivamente efficace, presenta ancora delle criticità:

  • la limitatezza dell’analisi dei rischi concreti;
  • la necessità di perfezionamento delle misure antiriciclaggio;
  • l’insufficienza di indagini per riciclaggio rispetto al numero di condanne per reati generanti profitto (evasione fiscale, frode e altri reati economici);
  • la non sistematica applicazione della confisca dei profitti di reato ed il basso livello di esecuzione delle relative decisioni.

Inoltre, sebbene annualmente la polizia affronti 5 casi su 10 di sospetto finanziamento terroristico, non sono ancora seguite delle formali indagini da parte delle autorità slovene. Il quadro si complica ulteriormente se a ciò aggiungiamo la totale assenza di indirizzo autoritativo nell’applicazione (da parte degli istituti finanziari) di adeguate misure mitigatrici dei rischi di finanziamento terroristico.

Tra il dire e il fare…

Nella lotta al riciclaggio lo sforzo congiunto delle autorità finanziarie, giudiziarie ed investigative risulta quanto mai fondamentale. Tra le autorità finanziarie si nota la Banca centrale della Slovenia che, per il settore bancario, è chiamata a vigilare sulla effettiva applicazione della normativa da parte dei soggetti obbligati, godendo di poteri ispettivi e sanzionatori. Peccato però che tra il dire e il fare ci sia di mezzo il mare… anzi, l’oceano! Dall’ultimo report della Banca centrale slovena viene in rilievo la particolare ritrosia ad applicare sanzioni pecuniarie limitandosi essa, nell’ambito dell’esiguo numero di ispezioni effettuate tra il 2010 e il 2015, a richiamare i trasgressori o, al più, ordinare l’eliminazione delle violazioni.

Ispezioni Banca centrale Slovenia e misure adottate

Ispezioni effettuate dalla Banca centrale della Slovenia nel periodo 2010-2015 con annesse misure adottate per le violazioni rilevate (Fonte: MONEYVAL)

Sull’Autore

Laureanda in Giurisprudenza presso l'Università degli studi di Messina, con una passione smodata per il diritto internazionale e penale, amo la mia terra natia ("a bedda Sicilia"), la musica, il tè e il mare. La mia insaziabile fame di conoscenza, mista ad una sana ambizione ed un irrefrenabile desiderio di mettermi sempre in gioco, mi hanno spinta a scrivere per l'Antro di Chirone e i Mangiatori di Cervello!

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