Stand-up comedy: far ridere mettendosi a nudo

La stand-up comedy, già nota in America e Inghilterra, sta finalmente emergendo anche in Italia.

Tra i meriti di Netflix c’è quello di aver portato al grande pubblico italiano un peculiare formato di spettacolo dal vivo: la stand-up comedy. Sulla celebre piattaforma di streaming possiamo trovare sia spettacoli originali, sia vecchie pietre miliari del genere. Ma prima che la major ci mettesse le mani, sul web erano già presenti svariati spezzoni di comici più o meno famosi, sottotitolati amatorialmente. Cos’è dunque la stand-up comedy?

A differenza del cabaret, che può combinare diversi stili, la stand-up comedy è tendenzialmente caratterizzata dalla sola presenza del comico e dall’assenza della quarta parete. I temi vengono trattati con un piglio satirico e irriverente e il linguaggio è rigorosamente senza filtri. Lo stand-up comedian è autore di se stesso e ciò attribuisce una maggiore veridicità a ciò che egli dice sul palco. Nella maggior parte dei casi, ciò che viene raccontato è il proprio vissuto con tutte le sue sfumature, spesso drammatiche e opportunamente rielaborate per renderle divertenti.

stand-up comedian richard pryor

Richard Pryor nello spettacolo Live on the Sunset Strip

Uno dei presupposti fondamentali di questa forma espressiva è l’esposizione di un punto di vista alternativo e spesso dissacrante, sulla realtà che ci circonda. L’intento è spingere indirettamente il pubblico a porsi degli interrogativi sul proprio modo di pensare, di vedere la quotidianità. Comici del calibro di Richard Pryor, George Carlin o Bill Hicks, per citare alcuni dei “mostri sacri”, hanno fatto del monologo comico un vero e proprio strumento finalizzato a scombussolare gli animi. Ma anche qualora questo non succeda, rimangono sempre le risate.

Stand-up comedy: prevalenza del performer, linguaggio colloquiale e assenza della quarta parete.

A causa del linguaggio e dei contenuti spesso controversi, in Italia la stand-up comedy ha sempre faticato a trovare un proprio spazio. Ne troviamo un vago esempio in alcuni monologhi di Giorgio Gaber, negli spettacoli di Daniele Luttazzi o in Tuttobenigni 95/96, ma la notorietà del genere inizia ad arrivare con il collettivo Satiriasi, le cui esibizioni sono facilmente reperibili sul canale YouTube.

Satiriasi stand-up comedy

Il collettivo Satiriasi, nato nel 2009 e scioltosi nel 2016.

Dopo questa esperienza, in Italia molti locali hanno iniziato a interessarsi alla stand-up comedy: il Santeria Social Club a Milano; il MAITE a Bergamo; il BrewDog Bar a Bologna; il Kestè a Napoli; l’Altroquando a Roma. Infine, a partire da mercoledì 11 ottobre, il Monk Club di Roma ospita, ogni due mercoledì, la rassegna State Comedy Live, che vede al suo interno gran parte dei componenti del collettivo Satiriasi, più alcune nuove leve.

In un Paese con una tradizione comica notevole, ma che si è ridotto ben presto a un umorismo sempliciotto e spesso basato sul tormentone, prendere “in prestito” da un altro Paese un genere di comicità per poterci mettere del proprio può rivelarsi un’ottima tecnica di svecchiamento. In un periodo di generale smarrimento e incertezza come quello in cui viviamo, una comicità dissacrante può forse dare il suo piccolissimo contributo al benessere di chi la ascolta. L’unico dovere del pubblico sarebbe la volontà di mettersi in discussione, senza preconcetti e finti perbenismi.

Sull’Autore

Esisto dal 1993 e già mi sono stancato. Sono nato a Roma, ho studiato al DAMS di Roma Tre e nel tempo libero (cioè sempre) scrivo e guardo film o serie TV. Sarei anche uno stand-up comedian, ma molti dissentono da questa affermazione.

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