Perché proviamo piacere quando abbiamo paura?

Perché alcuni di noi provano piacere quando hanno paura? Nel giorno di Halloween, esaltazione del macabro e dell’occulto, cerchiamo di rispondere a questo curioso quesito.

Jack, vecchio e avaro fabbro irlandese, dopo una notte di festeggiamenti al pub incontrò il diavolo, con il quale fece un patto. Il 31 ottobre è conosciuto in tutto il mondo come il giorno di Halloween. Tradizionale festa anglosassone, oggi diventata così commerciale che viene celebrata in tutto il mondo. In questa particolare notte ci divertiamo a travestirci da tutto ciò che nella vita quotidiana ci spaventa: streghe, fantasmi, zombie ma anche pazzi serial killer pronti ad uccidere. Non solo in questa giornata, però, troviamo divertente e piacevole il terrore.

Molto spesso, infatti, dedichiamo il nostro tempo libero alla ricerca di sensazioni che ci facciano provare un brivido in più rispetto alla monotonia quotidiana. Guardiamo film e serie tv spaventose, dallo storico Jack lo Squartatore fino al più recente The Walking Dead; saliamo su giostre e attrazioni inquietanti; pratichiamo sport estremi al limite delle nostre possibilità fisiche. Ma perché siamo così tanto attratti dal rischio e dall’ignoto?

Un’emozione che fa sentire bene fisicamente e può anche rendere più forti” dichiara Margee Kerr, sociologa specializzata nel tema, quando parla della paura. La paura è la reazione innescata dall’amigdala, la parte del nostro cervello che gestisce le emozioni, quando ci troviamo in situazioni di rischio. È uno stato fisico e psicologico che può portare a due reazioni: fuggire o attaccare. Esistono due tipologie di paura: la “paura piacevole” (controllata) e la “paura reale” (incondizionata). Se il nostro cervello capisce che il tipo di paura che stiamo provando deriva da una situazione sotto controllo, la paura può essere piacevole. Questo è il caso di un film horror, un’attrazione in un parco divertimenti o una festa di Halloween.

La “paura reale” invece è strettamente collegata a un sensazione di dolore, fisico o mentale. Quando il timore viene percepito dal nostro cervello come legato ad una situazione che non possiamo controllare, come un lutto, una strage o un incidente, non proveremo certamente piacere, e in quel caso proveremo un terrore fuori controllo. Il terrore, inoltre, è qualcosa di molto soggettivo. A seconda del nostro livello percepito di sicurezza e di controllo avremo reazioni differenti da persona a persona. È per questo motivo che alcuni di noi adorano guardare film horror e altri invece non li considerano nemmeno, evitandoli.

In particolare, quando si tratta di un film horror, alcuni teorie stabiliscono che ciò che davvero ci spaventa è qualcosa che, più o meno inconsciamente, ci turba nella vita reale. Dalla più banale paura della morte, alle fobie più diffuse (animali esotici, sangue, malattie), fino ai timori più inconsci come la paura del buio, la solitudine notturna, i luoghi abbandonati e le leggende sui fantasmi. Eppure, anche quando chiudiamo gli occhi davanti a scene spaventose, abbiamo sempre la curiosità di farci raccontare come sia andato a finire quell’episodio. Questo a dimostrazione che queste esperienze ci turbano tanto quanto ci fanno piacere, perché nel momento in cui esorcizziamo un nostro timore più recondito, la nostra autostima cresce.

Altri studi psicologici, invece, sostengono che quando decidiamo di guardare un film piuttosto che un altro si innesca un meccanismo di difesa. Così, chi è stato vittima di violenza troverà più interessanti i film splatter, ad esempio. C’è anche chi sostiene che se i nostri film preferiti sono quelli sui serial killer è perché vogliamo reprimere inconsciamente il nostro desiderio di ferire il prossimo. Quest’ultima teoria è senz’altro la più inquietante. Perciò, se volete un consiglio, fate bene attenzione ai travestimenti scelti dai vostri amici questa notte, perché potrete capire tante cose su di loro!

Sull’Autore

Mi piace definirmi come un mix di curiosità, passione e ipocondria. Parlo di comunicazione, società e diritti.

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