Godard oggi: Louis Garrel e Michel Hazanavicius a Bologna con «Le redoutable»

Se siete degli amanti della Francia degli anni ’50-’60, della Nouvelle Vague e di quel mito intoccabile che è Godard, c’è una notizia che vi lascerà a bocca aperta: la Cineteca di Bologna ha organizzato un incontro con l’attore Louis Garrel e il regista Michel Hazanavicius, vista l’uscita della pellicola Il mio Godard, presentata in anteprima al Festival di Cannes. L’evento è previsto per il prossimo 18 ottobre alle 19.45. Purtroppo, le postazioni sono state già tutte prenotate in entrambe le sale adibite per l’occasione: nella principale, i più fortunati potranno godere della presenza dei due artisti, mentre nella seconda verrà proiettato il dibattito su un grande schermo.

Un brevissimo accenno sulla carriera delle due personalità forse può aiutare: The Dreamers di Bertolucci, uscito nel 2003, è il film in cui Garrel, figlio d’arte, venne lanciato nel mondo del cinema per la prima volta, per poi diventare un simbolo del cinema d’autore francese, richiesto da molteplici registi. Non solo, lo ricordiamo anche nella pellicola Les Amours imaginaires della giovane e talentuosa scoperta Xavier Dolan, in La Belle Persone di Christophe Honoré e moltissimi altri…
Per quel che riguarda Michel Hazanavicius, invece, siamo di fronte a un grande attore, regista e sceneggiatore francese, niente meno che al premio Oscar per The Artist, un omaggio al cinema muto sapientemente apprezzato dal pubblico e dalla critica.

Il mio Godard

Il mio Godard

Nell’ultimo periodo, i due si sono cimentati in un grande progetto: mettere in scena la vita di un’icona come Jean-Luc Godard nel film Il mio Godard, infelice traduzione del titolo originale Le redoutable. Nella pellicola ci si sofferma su vari aspetti biografici del regista, a partire dal rapporto con l’attrice Anne Wiazemsky (interpretata dalla giovane Stacy Martin). D’altra parte, è proprio dal suo romanzo autobiografico che trae ispirazione questo film. Si prosegue poi con l’avvicinamento alla scena politica, in particolare al maoismo e al Maggio francese, fino al percorso lavorativo non sempre florido di Godard.

Hazanavicius osa molto scegliendo di raccontare un intoccabile, ma lo fa – dice lui – come se si trattasse di un’icona pop, tipo Andy Warhol o John Lennon: svestendolo dunque dell’immagine di mostro sacro e raccontando ogni sua sfumatura in un omaggio che, in qualche angolo, suona anche come una satira un po’ irriverente. L’idea, ci racconta, è arrivata quando, un giorno in stazione, accorgendosi di non avere nulla con sé da leggere, decise di comprare il romanzo di Anne Wiazemsky. Qui, si parla della storia d’amore che la legò a Godard, di come i due si conobbero sul set del film La Cinese, quando lei aveva solo diciassette anni.

Nonostante i vent’anni di differenza, l’amore travolgente li condusse al matrimonio, felice e faticoso, come felici e faticose sono tutte le cose belle. La pellicola si pone proprio questo obiettivo: raccontare questo grande artista, in tutte le sue forme, attraverso gli occhi di una giovane donna come Anne, con tutto l’amore e la cura necessaria a delineare una personalità ricca come quella in questione.

garrule come godard

Le redoutable

Sull’Autore

Classe 1996. Sospesa tra le Marche e l'Emilia. Vive a Bologna, dove cerca risposte alle sue domande. Studia Lettere Moderne e collabora anche con il blog Parte del Discorso. Curiosa di tutto, esperta di niente.

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