Vincenzo Maisto e le pancine del web

Sarebbe bastato che io scrivessi soltanto la parola Pancine nel titolo e avreste già capito di chi e cosa volevo parlare. La follia delle madri di nuova generazione che condivide post assurdi sui gruppi Facebook a tema maternità è il trend del momento. Le espressioni tipiche di questo sottogruppo (“no critiche!”, “abbasso le invidiose!”), unite a certi eufemismi per indicare i fenomeni fisiologici più comuni (il Barone rosso che arriva ogni mese?), sono entrati nel linguaggio comune sotto forma di meme, e si annidano in ogni angolo del web 2.0.

Il merito è da attribuire alla pagina Il Signor Distruggere (conosciuta prima con il nome “Distruggere i sogni altrui esponendo la realtà oggettiva”), che ha messo in un luce una categoria di donne di cui la modernità pare si sia dimenticata. Ma soprattutto è di colui che la gestisce, Vincenzo Maisto, un blogger salernitano che grazie alle pancine e ad altri personaggi strambi dell’internet si è costruito una carriera, trasformandosi addirittura in uno scrittore e arrivando a pubblicare due libri.

I ciondoli della femminilità immancabili per ogni pancina che si rispetti.

Ma quanto c’è di vero dietro ai post da migliaia di like che puntualmente propina su Facebook e su altre piattoforme social, come Instagram e Twitter? Da un po’ di tempo, c’è chi storce il naso e si fa due domande, specialmente su Twitter. Perché se è vero che l’idea retrograda di donna come angelo del focolare è ancora ampiamente diffusa e condivisa dalla maggior parte delle donne stesse, è vero anche che certe situazioni descritte sono al limite del paradossale. C’è chi cerca delle prove della reale esistenza delle pancine, sebbene sia parecchio difficile considerata la segretezza che avvolge i gruppi, ai quali solo Maisto e i suoi informatori sembrano avere accesso, e chi comincia a fare due più due incappando in curiose coincidenze che sembrerebbero ricondurre i post riportati sulla pagina tramite screenshot ad altre fonti.

Tutte le pancine sono appassionate di cake design.

Certo, qualcuno potrebbe dire che, fake o meno, gli scenari che ci propone Maisto risultano comunque divertenti. Ma su cosa si basa esattamente l’ironia della pagina, se il presupposto principale su cui regge tutto inizia a vacillare? In altre parole, che ne è del cinico realismo di cui la pagina si fa portatrice, di quale realtà oggettiva stiamo parlando? Ma soprattutto, per quanto ancora ci appassioneranno le avventure de Il Signor Distruggere?

Sono sei anni che Vincenzo Maisto si occupa di social in questo modo. Sei anni in cui non solo ha cambiato nome alla pagina, optando per uno più semplice e che gli attribuisce un’identità facile da ricordare, ma in cui ha anche spaziato fra diverse tematiche. Dagli annunci di lavoro strampalati ai limiti della legalità, ai regali imbarazzanti che si ricevono per Natale, il leitmotiv è stato sempre lo stesso: ironia pungente e frecciatine al veleno. Le famose Pancine sono solo l’ultimo capitolo di questa saga, in cui però si cede forse un po’ troppo all’autoreferenzialità, lasciandoci il dubbio che questo ultimo capitolo non sia in effetti quello finale.

Sull’Autore

Siciliana, appassionata di mille cose diverse, sono una contraddizione a forma di donna. Asociale fino al midollo, diffidente come un gatto. Scrivo perché questa vita non mi basta. Mi chiamano Vanessa, *shrug*

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