RomaEuropa Festival: a trentanove Anni Luce da qui

“A trentanove anni luce da qui c’è un altro sistema solare che forse nasconde la vita. Forse.”

Questo il sottotitolo di “Anni Luce: Osservatorio di futuri possibili”, la rassegna di RomaEuropa Festival dedicata alle realtà emergenti dal sottobosco teatrale italiano, curata da Maura Teofili con la collaborazione di Carrozzerie n.o.t; così il festival torna a scommettere e osservare, assumendosi un certo margine di rischio, la ricerca di nuovi linguaggi che nascono oggi sotto la pressione della temuta irraggiungibilità di un’affermazione, spingendo i talenti verso futuri possibili, a trentanove anni luce da qui.

Dal 3 all’8 Ottobre 2017 sono andati in scena, negli spazi del MACRO Testaccio – La Pelanda, le pièces di Azzurra De Gregorio, Industria Indipendente, Giuliano Scarpinato, Dante Antonelli con il collettivo SCHLAB. Successo di pubblico e critica, tutto esaurito e repliche extra. Dicono che per raggiungere le sorelle della terra su TRAPPIST-1 impiegheremmo circa un milione di anni, eppure a teatro il futuro è già possibile, e RomaEuropa non si è tirata indietro per dimostrarlo.

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Madre / foto: Paolo Lafratta

Azzurra De Gregorio, artista molisana la cui ricerca spazia fra performance e arti visuali, presenta Madre, che nasceva nel 2014 come ‘madre’ di tutti i lavori scritti e diretti da lei: un’ode alla figura materna, portata avanti da cinque performer che agiscono su questa scena simbolica, quasi un’istallazione, e danno vita alle diverse possibilità relazionali al di là di tutti i ruoli normati che silenziosamente comprimono le nostre anime e i nostri rapporti. Ne viene fuori un quadro sfocato, sfaccettato, evocativo.

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Lucifer / foto: Martina Leo

Industria Indipendente presenta Lucifer, che in qualche modo ha ancora a che fare con figure archetipiche, ma ai miei occhi non c’è volontà di portare ad ogni costo sul palco quel Lucifero là, quanto più questo Lucifer qua che è Piergiuseppe Di Tanno, una “bestia” per davvero, che con infinita consapevolezza del proprio corpo muove un personaggio inumano che ci somiglia, spasmodico e carico di tutte le tensioni che esistono e che forse proprio in lui hanno origine e ritornano; sincero, a tratti quasi naif, quasi puro. Intanto Lady Maru, DJ di punta per Amigdala e molto altro, scandisce il tempo con i BPM e crea il ritmo di Lucifer. Scandisce però anche il tempo della scena con delle incursioni fondamentali, che forse avrebbero meritato anche più attenzione da parte della regia.

giuliano scarpinato, se non sporca il mio pavimento, anni luce

Se non sporca il mio pavimento / foto: Giorgio Termini

Giuliano Scarpinato, dopo il successo di Fa’afafine porta a La Pelanda Se non sporca il mio pavimento (un mèlo). La storia è cronaca recente: il delitto della professoressa Gloria Rosboch per mano dello studente Gabriele Defilippi, un giovane seduttore “gender fluid” dalle plurali personalità. Scarpinato regala soprattutto immagini, grazie anche al lavoro video di Daniele Salaris, alla fisicità dei performer ed alla scenografia. I profili dei personaggi sono specifici, riconoscibili e questo è stimolante, ma nel complesso aleggia il rischio di essere tutto un po’ noioso: il ritmo a volte sembra perdersi, poi all’improvviso un nuovo cambio ti richiama all’attenzione.

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Trilogia Werner Schwab / foto: Chiara Ernandes

Dante Antonelli insieme al collettivo SCHLAB presenta la Trilogia WERNER SCHWAB, un risultato completo dei lavori del collettivo sulla drammaturgia dell’autore austriaco, presentati nel corso degli ultimi due anni: Fak Fek Fik con Martina Badiluzzi, Giovanna Cammisa e Arianna Pozzoli è una riscrittura che vuole cominciare dove Le Presidentesse è finito. Duet con Valentina Beotti ed Enrico Roccaforte è il più recente, ma si colloca al centro della Trilogia, mentre in chiusura c’è Santo Subito + Kova Kova, con Gabriele Falsetta, Valeria Belardelli e Arianna Pozzoli: loro agitano i corpi di un condominio particolare. Tre ore di presente sconfinato.

Anni Luce è in ogni caso vincente, è la prova che – dove più dove meno – esistono linguaggi contemporanei potenti e capaci di comunicare qui ed ora. Ricorrenti nel linguaggio condiviso di tutta la rassegna figure archetipiche e nuove chiavi di lettura, famiglie e fluidità di ruoli, di genere, di movimento. È bello scoprire che viaggiare a trentanove anni luce è possibile, e che qualcuno è pronto a scommetterci su.

Sull’Autore

sono nato vent'anni fa a Roma, dove abito faticosamente. di giorno faccio parte del direttivo di Arcigay Roma e di notte lavoro per Amigdala. ma giorno e notte sono performer e spettatore. e sono qui per portarvi con me alla ricerca di nuovi sguardi nuovi amori nuove illuminazioni.