Intelligenza Artificiale

Questo primo secolo del nuovo millennio è quello delle novità; l’ultimo scorso, il secolo breve, ci ha lasciato in eredità la “velocità futurista” con la quale dovremo fare i conti nei prossimi secoli. La vita è in costante evoluzione e la tecnologia che ci ha permesso, non solo di sopravvivere, ma anche di prosperare, è in procinto di diventare la nostra maggiore antagonista sul pianeta. Se n’è accorto Elon Musk, il fondatore di Tesla Motors, subito accusato di allarmismo ingiustificato da parte di Mark Zuckerberg, il quale dovrà ora muovere le stesse accuse pure a Vladimir Putin, visto che, di fronte a una platea di 16mila studenti russi, ha sottolineato le grandi opportunità dell’Intelligenza Artificiale, ma anche la sua enorme pericolosità.

Molte le pellicole cinematografiche che trattano l’argomento, alcune destinate a entrare nella storia come 2001 Odissea nello Spazio, capolavoro assoluto, visionario e premonitore di Stanley Kubrick, oppure Terminator Matrix dei/delle Wachowsky, che ci hanno messo in guarda dall’avanzare delle macchine, dal rapporto di forza che si sta instaurando, da come esse si stiano servendo dei nostri corpi e della nostra energia per sopravvivere. Il microchip sottocute è forse uno degli effetti più invasivi per il momento, ma sicuramente non è che l’inizio di una forma di controllo totale dei corpi. Un primo deciso passo verso la “cyborgizzazione” del genere umano. 

Ricordo che appena qualche decennio fa, quando ci si scandalizzava per qualche telecamera di controllo a circuito chiuso, c’erano battaglie in nome del diritto alla privacy, al quale abbiamo decisamente rinunciato. Abbiamo accettato definitivamente di essere costantemente online, di non avere privacy, in cambio dei nostri quindici minuti di finta celebrità. 

 

HAL da 2001 Odissea nello Spazio

Abbiamo abdicato a qualsiasi forma di libertà e vogliamo essere tracciati, seguiti, vogliamo che la nostra giornata sia di dominio pubblico, dimentichiamo di rivendicare l’autonomia del corpo e vogliamo solo essere parte della nostra “tribù digitale”. Oggi vogliamo essere accettati come entità digitale prima ancora che come entità fisica, il corpo forse per la prima volta sta perdendo pericolosamente il primato di supporto della nostra coscienza. 

Così come il cinema è stato considerato per tutto il Novecento forse il più potente strumento di controllo delle masse, oggi è l’IA (Intelligenza Artificiale) lo strumento per eccellenza, grazie alla capacità di elaborazione di tutte le informazioni che viaggiano all’interno della rete, un’intelligenza in grado di elaborare quantità enormi di dati e di imparare in base alle esperienze, oltre che assorbire intelligenza e informazioni da tutti gli utenti collegati.

Mario Klingemann (Quasimondo) Immagine prodotta da Intelligenza Artificiale

Fonti:

Musica: Wake up – Rage against the machine (colonna sonora di Matrix)

Film: 2001 Odissea nello Spazio (il film di Stanley Kubrick tratta della supremazia dell’IA sull’uomo ed è un capolavoro del 1968, che ancora oggi è avanti più di un secolo nel tempo)

Artista: Mario Klingemann (Quasimondo), perché utilizza l’IA per le sue allucinate creazioni digitali.

 

Sull’Autore

Autore e regista, fin dagli anni novanta si occupa di arte e nuove tecnologie. Ha realizzato performance, video installazioni interattive, video sperimentali, video live set. Attualmente tiene corsi di alta formazione sulla comunicazione digitale alla Giffoni Academy.

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