Emergenza casa: un diritto del cittadino, un dovere dello Stato

Dopo il caso di Via Curtatone è ancora polemica. Sgomberi anche a Firenze e Bologna.

A oltre un mese di distanza dagli eventi di Roma del 19 agosto, l’emergenza abitativa resta un tema caldo e niente affatto endemico alla capitale. Dopo le operazioni di sgombero di quello che è diventato un recente baluardo del diritto alla casa, il palazzo di via Curtatone, un effetto domino ha riaperto vecchie ferite, portando sit-in di protesta e manifestazioni in molti altri capoluoghi italiani. Il popolo dei “senza casa” fa, così, eco ai colleghi romani anche a Bologna e Firenze. Secondo una lista stilata dall’ex commissario straordinario del Campidoglio, Francesco Paolo Tronca, nella delibera 50 dell’aprile 2016, nella capitale sarebbero più di cento gli immobili occupati abusivamente. Un dato che si va a sommare ai circa 3mila rifugiati che, da anni, ne usufruiscono indebitamente e ai quasi 9mila assistiti nei centri autorizzati.

Se, però, Roma è impegnata in uno scaricabarile fra Comune e Regione, nel capoluogo toscano è il Movimento di Lotta per la Casa a ricordare le responsabilità dello Stato: “I quattro giorni di resistenza in piazza Indipendenza di centinaia di uomini e donne che hanno dovuto affrontare idranti e manganellate della polizia hanno imposto un primo freno a scellerati piani di sgombero del Ministro Minniti”. Immediata la risposta del Viminale che, a inizio settembre, ha concordato con i sindaci le linee guida sulle modalità degli sgomberi. È stata istituita una cabina di regia nell’ambito del Ministero, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti dell’Anci (Associazione Nazione dei Comuni Italiani), della Conferenza delle Regioni e dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. L’obiettivo è quello di pervenire ad una mappatura dei beni immobili privati e pubblici inutilizzati, sulla cui base proporre un piano di riorganizzazione per l’effettivo riuso degli edifici ai fini abitativi.

Le disposizioni del Ministro Minniti non trovano, tuttavia, l’accordo del primo cittadino di Firenze: “Va data accoglienza a chi effettivamente versa in condizioni di difficoltà sociale e ne ha il diritto” afferma il Sindaco Nardella, trovandosi eccezionalmente concorde con Forza Italia, la principale forza di opposizione nel Consiglio Comunale. La stessa opinione pubblica appare sufficientemente unanime nel condannare l’occupazione abusiva. Nonostante i presidi dei rappresentanti dei Movimenti per la casa e le numerose persone ancora in attesa di un alloggio popolare, che solo a Roma raggiungono la soglia di 10mila famiglie, secondo un sondaggio del quotidiano Il Messaggero l’83% degli italiani approva senza indugi le operazioni di sgombero, biasimando inoltre la resistenza degli occupanti illegali.

Di quella piccola percentuale restante fanno invece parte gli attivisti del collettivo Làbas che, a Bologna, hanno incessantemente manifestato contro lo sgombero dell’ex Caserma Masini, di proprietà della Cassa depositi e prestiti e indebitamente occupata dal 2012. Le operazioni della polizia hanno destato delusione e sconforto di chi, pur senza alcuna delibera del Comune, aveva patrocinato un’intensa azione di riqualificazione degli spazi dell’edificio, rendendolo un punto di riferimento anche grazie al dormitorio autogestito, Accoglienza Degna. “Il dato drammatico è che al momento ci sono 14 migranti e 20 persone senza una casa”, è il commento degli attivisti.

Fonti
Repubblica: Sgombero a Roma, corteo migranti e senza casa. Santa Sede: “Violenza inaccettabile”
Il Messaggero: Sondaggio, l’83% degli italiani dice sì agli sgomberi
Il Resto del Carlino: Bologna, sgombero Làbas; il sindaco: “Decisione dei pm. Ora nuova sede”

Sull’Autore

Aspirante giornalista e scrittrice in erba. Vivo a Bologna, dove studio Lettere Moderne all’Università. Amo la politica, i complotti e gli animali. Ho pochi obiettivi sicuri nella vita, primo fra tutti vincere il Pulitzer

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