Cyborg e Comunicazione

In questa rubrica prenderemo in considerazione i diversi modi con cui la carne si lega alla tecnologia, modi apparentemente anche non invasivi ma che modificano pesantemente il nostro comportamento e il modo di relazionarci con l’ambiente che ci circonda.

L’innesto di elementi tecnologici in un corpo, nella carne per intenderci, genera un “cyborg”. Nel 1960 lo scienziato, musicista e neurofisiologo viennese Manfred E. Clynes, insieme allo psichiatra americano conosciuto per il suo lavoro sulle sostanze psicotrope Nathan S. Kline, teorizzarono un essere umano tecnologicamente potenziato capace di sopravvivere in ambienti extraterrestri inospitali. Ed è forse ai loro studi che si è ispirato l’artista australiano Stelarc (pseudonimo di Stelios Arkadiou) egli teorizza infatti un corpo completamente disidratato costituito più che altro da silicio, un essere immortale che contempla l’universo nutrendosi di luce solare.

Se guardiamo con gli occhi di un architetto, notiamo che il sistema della comunicazione di massa si manifesta attraverso le sue interfacce quali: computer, smartphone, televisione, carta stampata e radio. Queste interfacce ci connettono attraverso i sensi a quello che viene definito il “cyberspazio”, lo spazio virtuale che spesso ci ospita e che è oggi una vera e propria estensione dello spazio fisico.

Stefania Rocca in Nirvana di G. Salvatores

Ma quanti sono i modi in cui la tecnologia si interfaccia con il corpo? Se intendiamo il corpo prima ancora di un oggetto composto da acqua e minerali come un sistema di relazioni, capiamo subito quanto la comunicazione di massa influisca sul nostro corpo/comportamento. Ed è proprio il corpo il terreno su cui oggi si consuma la guerra, il territorio di conquista per i governi e per le multinazionali, è il corpo umano stesso. Uno degli effetti più evidenti di come la comunicazione si incarna nei corpi sono il body building, il tattooing e la chirurgia estetica, fenomeni questi che tendono a farci assomigliare tutti alle copertine delle riviste di fitness o di moda, immagini non reali e fortemente ritoccate al computer, a cui i corpi vogliono assomigliare.

Ma il punto di svolta di tutta l’analisi è che il corpo non è considerato semplicemente un oggetto ma un sistema di connessioni e di percezioni, quando viene a cessare questo sistema di interazioni viene meno anche la sua stessa esistenza concetto che filosoficamente oggi indichiamo con “mit dasein”(esserci-con).

Marcelì Antunez Roca

La rivoluzione digitale e la sua popolarizzazione ha impresso una prepotente accelerazione ai cambiamenti socioculturali, è mutato il modo stesso di concepire lo spazio e il tempo, un fenomeno questo che coinvolge l’intero pianeta. Le videoconferenze ci permettono di essere presenti in più parti del mondo contemporaneamente e di dialogare con persone in diversi continenti stando seduti a casa nostra, ma siamo solo all’inizio della rivoluzione tecnologica che ha già ampiamente dimostrato, nel bene e nel male, il suo potenziale carico di cambiamenti.

Consigli:
Libri: Il Corpo, di U. Galimberti, perché la prima forma di comunicazione è il corpo emozionato, perché è il territorio su cui si combatte la terza guerra mondiale.
Musica: The dark side of the Moon, Pink Floyd – visto che è fino al lato oscuro della comunicazione che vogliamo andare.
Artista: Marcelì Antunez Roca perché è cyborg inside. Utilizza la tecnologia e la carne per le sue performance.
Film: Nirvana di G. Salvatores perché quando Naima (Stefania Rocca) inserisce la chiavetta direttamente nella corteccia celebrale, l’abbiamo invidiata in molti.

Sull’Autore

Autore e regista, fin dagli anni novanta si occupa di arte e nuove tecnologie. Ha realizzato performance, video installazioni interattive, video sperimentali, video live set. Attualmente tiene corsi di alta formazione sulla comunicazione digitale alla Giffoni Academy.

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