La Rappresentante di Lista, i giovani d’oggi

La Rappresentante di Lista nasce nel 2011 dal primo incontro tra Veronica Lucchesi (voce) e Dario Mangiaracina (chitarra, fisarmonica, voce, sassofono) in teatro, per poi incontrare Enrico Lupi, Marta Cannuscio ed Erika Lucchesi (sorella di Veronica). Il nome della band nacque quando Veronica si iscrisse come rappresentante di lista per il referendum abrogativo sulla produzione di energia nucleare

Presto i ragazzi si fanno spazio nell’ambiente musicale italiano e, con il loro primo album (per la) Via di casa, inaugurano la loro collaborazione con la Garrincha Dischi, nota etichetta discografica indipendente.

È ora in corso il loro tour, iniziato a Luglio e che si concluderà ad Settembre; le ultime date disponibili sono:

  • 10/08, Sziget Festival
  • 22/08, festa di Radio Onda d’Urto
  • 07/09, Disanima Piano
  • 08/09, Il chiostro d’estate
  • 10/09, Rokkereto

Il tour sta avendo grande successo e noi non possiamo far altro che continuare a seguire questi intraprendenti ragazzi e augurargli buona fortuna!

Come nasce questo progetto musicale?
La Rappresentante di Lista nasce per caso, d’estate, sul mare. Lo scirocco tirava dal mare e lo gelava. Sulla costa sud della Sicilia può verificarsi questo strano fenomeno, e in pieno Agosto per giorni diventa impossibile fare il bagno. Noi chiusi in casa, una casa minuscola a due passi dalla spiaggia. Credo di ricordare che per un paio di giorni non si riuscisse a star fuori dal caldo. Quaranta gradi già quando il sole era appena alto sul mare. Noi ci conoscevamo poco, ed è strano star chiusi dentro una casa senza conoscersi. Quella casa piccola che varrebbe un ascensore o un’auto. Quindi parlare poco. La situazione era quella che capita quando dai un passaggio a qualcuno e ti prefiguri la possibilità di instaurare una grande amicizia, tante chiacchiere. Finalmente non farai il viaggio da solo. Poi tutto è diverso. In silenzio per tutto il viaggio. Noi per fortuna avevamo una piccola chitarra in casa ed iniziammo a scrivere canzoni.

Qual è il carburante che vi spinge a fare sempre di più?
Non credo che la domanda sia corretta, anzi. Anche la similitudine col mezzo di trasporto vorrebbe che la continuazione della domanda fosse: “che vi spinge ad andare”. Semplicemente a non fermarsi. Il meglio è nemico del bene. Quindi adesso ci limitiamo ad andare avanti. Non essendo per fortuna macchine, andiamo avanti a fatica. Ci arrestiamo e poi ripartiamo. Ci lasciamo travolgere dalla disperazione e poi andiamo. Non c’è alcun carburante. Non c’è il pericolo di arrestarsi, se non chiaramente alla fine. A Settembre smetteremo di suonare perché vogliamo scrivere e siamo già curiosissimi delle prossime curve, dei tornanti, dei rettilinei lungo i quali dare tutta la velocità che abbiamo in corpo.

Vi ritenete soddisfatti dei vostri ultimi lavori?
Quando leggo soddisfazione, penso a un regolamento di conti. Si tratta di un pensiero tutto del Sud. Chi ha letto Verga o chi ha visto la Cavalleria Rusticana potrebbe sapere di cosa parlo. Alfio chiede soddisfazione a Turi e lui, da buon tenore, va a piagnucolare da mamma Lucia (credo si chiami così). Quindi mi chiedo quale sia il torto che c’è dietro un disco. Credo che sia l’obbligo di fissare per sempre la materia viva di una canzone. Mi chiedo quale sia il momento della resa dei conti. Nell’ultimo atto della Cavalleria Rusticana, dopo che appunto Turiddu è stato per un duetto intero a piagnucolare con la mamma chiedendole di prendersi cura di Santuzza, esce di scena e un attimo dopo una donna corre gridando “hanno ammazzato cumpari Turiddu!”. Quell’attimo, all’alba, è il duello. Per noi il momento del duello è il concerto. Ma alla fine di questo duello non c’è alcun cadavere sulla rena, anzi. Se è andata come speravamo le canzoni imbalsamate nel disco rinascono e il nostro campo di battaglia si riempie di corpi vivi.

La vostra notorietà negli ultimi tempi è incrementata fino farvi notare anche dai meno esperti del genere. Cosa ne pensate?
La domanda è “qual è il genere”? Se vorrai, potrai rispondere sotto la nostra risposta.

Per quanto riguarda la notorietà: abbiamo permesso alla nostra musica di stringere relazioni con più persone possibile. Da oltre due anni attraversiamo lo stivale presentando le nostre canzoni. Questo è Bu Bu Sad, non è un tipo facile, ma se stai a chiacchierarci un po’ ti piacerà. La notorietà oggi ci sembra un atto passivo, quello che è accaduto invece è diverso. Abbiamo un solo grande riscontro di questo “successo” (nel senso di accaduto), e corrisponde al momento in cui le persone sotto il palco cantano con noi le nostre canzoni. In quei momenti c’è poco da pensare, c’è solo da continuare.

Di cosa parlano prevalentemente i vostri testi?
Nei nostri testi non c’è un argomento prevalente. Parlano di noi. Parlano d’amore perché l’amore è un mezzo fondamentale per affondare le mani nelle interiora di chi ci ascolta.

Qual è il sogno ancora irrealizzato?
Se lo diciamo non si realizzerà. Non è così?

Raccontatemi dei progetti futuri de La Rappresentante di Lista
Saremo in tour fino a metà Settembre. Poi inizieremo a scrivere il terzo disco. Ci darà un bel da fare. A Settembre uscirà Tregua, una nuova edizione del primo disco di Cristina Donà all’interno della quale sarà presente anche una nostra versione. Stiamo scrivendo un testo teatrale su Milano per un progetto della compagnia Animanera. Il resto è uno spazio di possibilità che non sappiamo ancora dove ci porterà.

Sull’Autore

Virginia, 21 anni, ironica, pungente, polemica. Bologna, Pesaro, Artù, la musica, il cinema, la cucina e tutto il buon cibo che vi si correla. Forse non riuscirò mai a fare questo lavoro seriamente, prendo le cose senza alcuna leggerezza (perlopiù).

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