BLACK BUTTERFLY: Come passare da un 7 a un 6 in una sequenza (spoiler)

Black Butterfly, un thriller che avrei voluto vedere gustando un intero pacco di Macine del Mulino Bianco (e quindi perdere la vita) al posto dei soliti e noiosi poc-corn. A parte gli scherzi, questa pellicola firmata da Brian Goodman parte presentando la figura di un romanziere in bolletta (Paul Lopez) e un misterioso killer. Antonio Banderas, nei panni del romanziere sembra starci benone, anche se talvolta sembra di più un boscaiolo alcolizzato e iperteso.


Tra la scomparsa dell’amata moglie, le ristrettezze economiche e un’evidente dipendenza da alcol, Paul cerca di vendere il cottage comprato anni prima quando le cose andavano decisamente meglio. Per la vendita dell’immobile Paul si affida a un’affascinante venditrice di case, Laura (Piper Perabo). La vendita fallisce e le cose sembrano andare per le lunghe, così i due si trovano a pranzare insieme per parlarne. Mentre Paul riesce a strappare un appuntamento a cena alla bella agente immobiliare, si fa vivo un camionista particolarmente adirato a causa di un brutto sorpasso che lo scrittore aveva educatamente portato a termine con un dito alzato.

Paul è di indole pacifica e le prova tutte per evitare lo scontro, ma il camionista non ne vuole sapere e inizia a spintonarlo. Le cose sembrano precipitare quando un giovane (Jonathan Rhys Meyers) si mette in mezzo e salva lo scrittore da una considerevole quantità di legnate. Poco dopo, mentre Paul torna a casa, vede lo sconosciuto che cammina per strada e gli offre un passaggio. Dopo pochi scambi verbali lo scrittore ospita il vagabondo, che ha scoperto chiamarsi Jack, in casa sua.

Inizialmente le cose vanno bene, jack è disponibile e fa un mucchio di lavoretti per rimettere in sesto il cottage. Ben presto però emerge la vera natura di Jack, il quale imprigiona il povero Paul in casa sua, gli toglie l’alcol e lo obbliga con la forza a scrivere seriamente.

Black Butterfly procede così in un climax di violenza e tensione culminante in un interessante colpo di scena. Il film sembra finito, non è una roba da occhi a cuoricino però funziona, insomma, riguardabile tranquillamente. Ero già pronto per alzarmi dalla poltrona, giocherellavo già con la chiave della macchina dentro la tasca… ed eccola lì, la grande scivolata. Era tutto un cazzo di sogno. Neanche Banderas fosse Ebenezer Scrooge.

 

 

Il film può risultare significativamente mediocre (ma non nel senso dispregiativo del termine), ma più di questo forse è la mancanza di forza, di sangue e di conclusione a deludere. Alla fine tutto è una farsa e Paul ha finalmente una storia da scrivere, ma nulla che sia mai successo veramente, è come se avessero tragicamente mischiato un Thriller con “L’Erba di Grace” (con la differenza che Grace aveva davvero coltivato marijuana!).

Ultima considerazione: per tutta la durata di Black Butterfly ho pensato che se mai faranno un film sulla vita di Chris Cornell, dovrà essere assolutamente Jonathan Rhys Meyers a interpretarlo.

Sull’Autore

Classe 1994, vivo a periodi alterni nella magica Bologna. Studio arti visive al Dams, scrivo, suono, canto e disegno. Quando capita faccio anche l'imbianchino.

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