Immigrazione e sostituzione etnica: un diss fantastatistico

Avete presente le discussioni su “immigrazione e sostituzione etnica“? Non è un caso che, dalla recente crisi migratoria, molti fenomeni del web siano arrivati alla ribalta grazie alle loro ehm… distinte analisi. Lasciando perdere il classico super man leghista e i gentiluomini dalla testa rasata, abbiamo anche i vari Ghisberto, Tommaso Longobardi, Nina Moric ecc.

Divertente, se non fosse per il fatto che non è divertente

                                              Divertente, se non fosse per il fatto che non è divertente

Ci stanno sostituendo con i ne**i!” oppure “Entro il 2020 l’Italia sarà musulmana!” o ancora “Il piano Kalergiiiiii?!1!2“.

19397130_834863853337817_3349682906539850486_n Ecco, seguendo le loro stesse opinioni ho pensato “Ma a quale ritmo dovrebbero arrivare per riuscire a sostituire la popolazione italiana?“. Da questa ed altre domande nasce un piccolo esperimento matematico. Usando la loro matematica (quella che non viene usata nell’economia dello sviluppo), ho elaborato alcune piccole simulazioni per rispondere alla questione della “sostituzione etnica”. Reitero, è pura fantastatistica, nel senso che non esiste alcun modello proprio dell’economia dello sviluppo o di altre discipline in queste simulazioni, semplicemente ho usato la loro matematica. Sbagliata, ma è la loro.

Innanzitutto, il massimo valore registrato in Italia in termini di immigrazione è stato 180 mila persone nel 2014. Attualmente, la popolazione immigrata (poniamo siano compresi anche gli irregolari) è dell’ordine di 5 milioni.  Vi renderete conto di come sia facile manipolare dati e renderli verosimili e tendenti alle interpretazioni di ciascun individuo. Ma, come vi ho detto, si tratta di fantastatistica, quindi non dovete realmente considerare questi dati come realtà.

Dunque, il primo scenario ipotizzato è che, dato il trend massimo degli ultimi anni, ogni anno, lo stesso numero di immigrati entri nel Paese a scapito di 180.000 ITALIANI (scusate, mi sale il gentismo patriota) che, invece, emigrano all’estero. La popolazione di stato stazionario rimane di 60.000.000 di abitanti. Quindi, se prima la popolazione era formata per italiani dal 90,03% (per essere un Paese africanizzato…) contro il 9,97% da immigrati (e già questo dato è un piccolo regalo ai razzisti poiché attualmente, in base a questo articolo dell’ISPI, la popolazione straniera su quella italiana supera appena l’8%). Facendo la progressione di sottrarre quote di italiani e di aggiungere la stessa di immigrati, il risultato è che la quota sarà equamente divisa nel periodo tra il 2148 e il 2151 per continuare fino al 2237, quando gli immigrati avranno sostituito la popolazione italiana (entro 210 anni da oggi).

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Ora capite da soli quanto questa previsione sia difficilmente applicabile, poiché non solo ogni anno non arriva una quota costante, ma è solo il massimo valore di ingresso, inoltre non si tiene conto di quanti cercano di andare via dall’Italia dopo essere entrati. Questo è il motivo per cui ho deciso di non inserire i clandestini nell’analisi ponendo, per pura semplicità, che il numero di immigrati che poi emigrano verso altri Paesi europei, compensino perfettamente gli immigrati irregolari.

La seconda simulazione considera invece il caso il cui gli immigrati, come successo nel 2015 non riescano a compensare l’emigrazione italiana, tenendo così la popolazione di stato stazionario inferiore rispetto a quella usata precedentemente. Secondo i dati dell’ISTAT, la popolazione italiana sarebbe diminuita di 139.000 persone, un’emigrazione di 179.000 italiani contro l’immigrazione di 40.000 immigrati. Ergo, se mantenessimo questo valore (togliendo quindi alla popolazione attuale il numero di italiani emigrati sommando il numero di immigrati entrati in Italia), lo stato stazionario della popolazione prima posto non sarebbe più valido, poiché la popolazione diminuirebbe a un tasso maggiore dell’immigrazione (qui, di nuovo, si considerano i dati in assenza di natalità).

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In questo caso, non solo la popolazione convergerebbe, ma arriverebbe a essere completamente sostituita entro il 2297. Vi rendete conto anche voi di come io stia descrivendo una grottesca e irrealistica apocalisse, poiché la popolazione dovrebbe diminuire fino a sole 16,4 milioni di unità nell’arco di circa 280 anni. Spero capirete che la “sostituzione etnica” sia una colossale presa in giro sostenuta dall’oratoria. L’obiezione che il fascioleghista medio potrebbe pormi è “Eh ma ho ragione poiché, come si vede, la popolazione straniera aumenta più della popolazione italiana e quindi la fine dell’italia è più vicina di prima“.

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L’andamento esponenziale si verifica semplicemente perché, tanto più diminuisce la quota di popolazione italiana sul totale di stato stazionario (che diminuisce quando l’emigrazione è maggiore dell’immigrazione) tanto più velocemente aumenta la quota di immigrati sul nuovo totale di stato stazionario. Un’ulteriore prova è data dal fatto che se calcolassimo il valore annuale di variazione della quota, scopriremmo come, anche in questo caso, siano estremamente speculari, ovvero tanto più diminuisce la popolazione italiana, tanto più cresce la ragione tra la quota di popolazione straniera e la popolazione totale.

Il terzo caso è più complesso: inseriamo la natalità (pregando che il mio docente di economia dello sviluppo non legga mai questo articolo). Innanzitutto, le donne italiane sono oltre 29 milioni, secondo l’ISTAT contro le 2.640.000 straniere, il 8,53% del totale. Ora sarebbe necessario utilizzare i dati relativi alla fecondità, alla quota di donne immigrate in grado di avere figli, alla loro quota sul totale, al tasso di crescita e di scolarizzazione, all’apertura o chiusura delle comunità, all’incrocio genetico, all’adattamento al sistema di welfare eccetera, ma stiamo andando troppo oltre. Questo è un articolo fantastatistico, non devo analizzare le cose eccessivamente nella realtà, solo dimostrare come questo approccio di “immigrazione e sostituzione etnica” sia fallato dalla stessa logica matematica (o che, di riflesso, la logica matematica sia fallata dall’approccio all’immigrazione) Quindi divertiamoci e sputtaniamo tutto!

Poniamo che la popolazione immigrata di genere femminile e feconda rappresenti sempre il 50% della popolazione immigrata femminile totale, più alto della quota di donne autoctone la quale, per semplicità, sarà del 35%. Ora, questi dati sono inventati. Come ho detto prima, stiamo prevedendo un’apocalisse demografica. L’ultimo dato statistico rilevante è il numero di figli per donna. Se l’ISTAT ha dato una media di 1,37 figli per donna italiana, dovremmo anche supporre che il numero di figli nati da immigrati sia maggiore (della serie “Sti ne**i non fanno altro che scop**e come dei conigli con i nostri fottuti 35 euro”). Poniamo che ogni immigrata abbia una media di 4 figli.  Dovremmo porre che sia tolta la quota di italiane emigrate la quale, di fatto, fa scendere la fecondità totale. Ma, per dimostrare quanto le idee dei fascioleghisti siano campate in aria, la popolazione italiana autoctona non produrrà figli e scenderà di una quota costante, pari al numero di emigrati.

Ecco, perché il nostro modello sia più verosimile non possiamo porre una funzione temporale discreta che segua il ciclo temporale di un batterio, quanto un modello simile di propagazione, ma anticipando i tempi di ciclo generazionale. Ogni generazione, secondo una buona parte dei modelli OLG di sviluppo, dura circa 30 anni e comprende due generazioni (una giovane e una anziana) coabitanti, mentre qui il ciclo è stato ridotto a 18 anni con media di 4 figli a immigrato (anche i maschi!).  Ora, per semplicità, non inseriamo la mortalità e poniamo che la popolazione abbia vita infinita. Anche ponendo che ogni immigrata produca 4 figli e che questi, dopo 18 anni, produrranno altri 4 figli e così via, la popolazione italiana scomparirebbe nell’arco di… 398 anni! 

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Nonostante questa apocalisse demografica, la popolazione italiana totale crescerebbe fino a superare i 182 milioni di individui, di cui solo lo 0,06% ITALIANI autoctoni a vita infinita. Ora, per quanto possa essere in linea con l’idea dell’OMS circa la natalità futura nel mondo (che ho già trattato tempo fa), vi rendete conto della forzatura dell’analisi? 4 figli in riproduzione infinita con vita infinita degli agenti e quota fissa di emigrati italiani e, inoltre, assenza della natalità degli autoctoni. Capite perché ho parlato di fanta-statistica?

E non è tutto, poiché, anche se fosse un modello valido, il sorpasso della popolazione migrante su quella autoctona avverrebbe tra il 2126 e il 2127, cioè tra più di un secolo, ponendo sempre che la popolazione vari arrivando a una popolazione doppia rispetto alla Germania attuale. Dai, non fatemi ridere. Ciò che viene proposto da queste persone è uno scenario di rapida proliferazione di figli di immigrati nel primo caso (senza stato stazionario). A voi sembra possibile che la popolazione italiana e immigrata possano essere uguali in numero entro il 2092? Anche se fosse (quindi non debbono esserci nascite da parte degli italiani, ma solo emigrazione) andremmo in là nel tempo verso il 2350. Vi pare possibile?

La mia era fantastatistica, ma anche questo non scherza!

             La mia era fantastatistica, ma anche questo non scherza!

Qual è la conclusione di ciò, cari miei fascileghisti (o, pardon, gente che “Io non ho nulla contro gli immigrati ma solo contro l’invasione volontaria e i clandestini e ragiono con la mia testa, ma ripetendo frasi a memoria“)? Con questa analisi ho dimostrato che o è sbagliata la matematica con cui “analizzate” il fenomeno migratorio oppure è proprio la vostra analisi su “immigrazione e sostituzione etnica” ad essere sbagliata. O la matematica sbaglia oppure sbagliate voi. Della serie “2012: nemmeno un temporale”.

Sull’Autore

Classe 1993, vengo da Finale Ligure (SV) e sono caporedattore della sezione "Economia politica e attualità". Mi sono laureato in Scienze internazionali e diplomatiche a Genova con una tesi in economia internazionale sulla Single Euro Payments Area (SEPA). Il mio interesse per l'economia nasce dal corso di Economia politica del primo anno (odiato dal 90% degli studenti, compreso chi lo ha già passato). I miei principali interessi riguardano la diffusione della teoria economica (in particolare dell'economia monetaria e dei modelli di crescita) e lo studio di modelli macroeconomici (che, a volte, traduco e/o riassumo su questa piattaforma). Collaboro con MdC per la rubrica "Europa for dummies" e sulle questioni relative a "democrazia-populismo-popolo del web".

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