Road kill cuisine: animali spiattellati per gourmet d’eccezione!

Chi tra voi abita fuori città prima o poi, probabilmente, ha stirato suo malgrado con la macchina qualche sfortunata bestiola. Mentre procedevate mortificati realizzando che sì, quel povero leprotto l’avevate preso in pieno prima di avere il tempo di evitarlo, vi siete mai chiesti, almeno per un attimo, se non fosse il caso di accostare e caricarlo nel bagagliaio per farci, chessò, il ragù?

Se avete ammesso che in effetti avete quantomeno pensato di fermarvi, tornare indietro di qualche decina di metri e vedere almeno come fosse messa la carcassa, siete in buona compagnia e anzi: magari la prossima volta potreste caricare davvero quel fagiano nel bagagliaio e seguire i consigli di qualche esperto di road kill cuisine. D’altra parte parliamo di carne come quella delle vaschette del supermercato con la differenza, per giunta, che quella dell’animale selvatico raccattato dall’asfalto è anche certamente priva di tutti gli additivi chimici alimentari propri della grande distribuzione, no? Certo, non siamo abituati a vedere lo spezzatino in quella forma, ma fino a non moltissimi anni fa era piuttosto normale macellare e pulire da sé l’animale che poi sarebbe finito in pentola.

Inoltre, una lunga serie di piatti tipici e tradizioni culinarie testimoniano che quasi tutto è potenzialmente commestibile, non solo in periodo di carestia: in effetti, molto dipende esclusivamente dalle nostre abitudini. Un ipotetico menù di road kill cuisine dalle nostre parti comprenderebbe per lo più ricci, lepri o fagiani, ma se abitassimo da qualche parte sulla Route 66 potrebbero essere anche tassi, volpi, castori e addirittura orsi o alci.

È proprio in America che grattare gli opossum dalla strada è diventato di gran moda negli ultimi anni, al punto che cercando sul web si trovano guide e suggerimenti di ogni genere per cucinare al meglio il piccione che vi è planato davanti al paraurti all’improvviso (oltre a un sacco di meme sui redneck, che si dice siano i maggiori consumatori di road kill).

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La prima domanda che dovete farvi, nel caso vi troviate nella situazione, è la stessa che vi fate davanti al cartoccio di prosciutto comprato qualche giorno addietro e dimenticato in frigo: “Che aspetto ha? Sembra commestibile?”. O per meglio dire, nella versione road kill, “quanto è spiaccicato?”. Chiaramente un animale preso di striscio e sbalzato sul ciglio della strada, visibilmente integro e appena morto, è un buon ingrediente; a nessuno verrebbe invece in mente di scrostare una talpa spiaccicata da un camion per mangiarla – se non altro perché sarebbe un lavoro davvero lungo e splatter per una quantità di carne molto prossima allo zero.

Similmente, è opportuno tenere conto di altri dettagli per stimare lo stato di conservazione della carcassa: le condizioni climatiche incidono fortemente sulla velocità di putrefazione e la presenza o assenza di mosche è un indicatore della freschezza della carne. Anche il rigor mortis, l’odore, la brillantezza dell’occhio e altri particolari consentono di stimare con relativa certezza quanto è buono da mangiare l’animale. Sebbene sia un filo controintuitivo, la presenza di pulci è indice del fatto che l’animale sia morto da poco, come ci insegna questa preziosa guida su Wikihow.

Una volta risolto il problema di come capire se potete mangiarlo, la seconda cosa che sarebbe opportuno chiedersi prima di finire nei guai è se questa pratica è legale dove abitate (o comunque dove siete, lì di fianco al fagiano defunto che state pensando di portare a casa). Purtroppo non sono riuscita a trovare informazioni precise sulle leggi italiane, ma negli USA quasi ogni Stato ha una sua precisa legislazione in merito.

In Alaska, ad esempio, un alce investito è proprietà dello Stato e viene macellato e distribuito alle mense dei poveri, mentre in Montana è consentito raccogliere e mangiare road kill semplicemente contattando la polizia e chiedendo un permesso (gratuito e concesso a chiunque). In alcuni Stati è assolutamente vietato cibarsi di animali investiti, per esempio in California, Nevada e Washington. In West Virginia, al contrario, oltre che legale la pratica è talmente comune che esiste persino un Road kill Cook-Off, appuntamento annuale in cui i migliori chef di animali spiaccicati si sfidano a duello con tanto di giuria, ricchi premi e cotillon. Qualora vi fosse venuta voglia di un hamburger di opossum, il prossimo si terrà a fine settembre.

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Ora che abbiamo fugato i primi dubbi in merito, passiamo alla domanda fondamentale. Non quella che ha come risposta “42”, l’altra: “perché dovrei farlo?”. Ora, il mio intento non è convincere voi che state leggendo che dovreste farlo. Posso però dirvi perché trovo ragionevole l’opzione di recuperare una carcassa dalla strada per farci uno spezzatino e no, giuro che non ha nulla a che fare con la mia imperitura attrazione per il macabro.

Anzitutto, oltre all’ovvia questione del risparmio, lasciare una carcassa a marcire sull’asfalto anziché mangiarla (ove possibile) è uno spreco di carne ed è anche pericoloso. Va da sé che un intero alce in mezzo alla strada è dannoso anche per l’essere umano perché può provocare ulteriori incidenti, ma raccogliere gli animali più piccoli evita, per esempio, l’uccisione inutile degli animali spazzini che andrebbero a cibarsi dei resti e verrebbero investiti a loro volta.

Addirittura Peter Singer e la PETA (un manipolo di gente con cui condivido, a essere sinceri, solo l’ossigeno che respiro) sostengono che anche per chi segue una dieta vegetariana sia accettabile nutrirsi di animali investiti: dopotutto si tratta di carne di un animale cresciuto in libertà che si è alimentato secondo la sua naturale dieta, che non è mai stato costretto in una gabbia né imbottito di medicine e antibiotici. Ciliegina sulla torta, la mancanza di packaging fa sì che anche le emissioni legate a lavorazione e imballaggio siano nulle, riducendo quindi gli sprechi energetici. Insomma, anche per alcuni tra i più sfegatati amanti della natura sembra che cibarsi di animali investiti sia niente più e niente meno che un modo per apprezzare la fauna autoctona anche nella sua bidimensionalità.

Ovviamente lungi da me l’idea di sguinzagliarvi sui vostri mezzi a quattro ruote per un’inusuale caccia al fagiano! Qualora però vi capitasse in futuro di stirare una scalognata creatura e decideste di dare alle sue spoglie degna sepoltura nel vostro stomaco, sappiate che il web è dalla vostra parte: su Amazon potete infatti acquistare uno dei numerosi libri a tema. Flattered Fauna, ad esempio, è un viaggio più scientifico che macabro nella fauna in due dimensioni che possiamo incontrare sulla nostra strada, ottimo argomento per rompere il ghiaccio a una cena di lavoro. The Original Road Kill Cookbook è invece un po’ l’Artusi della road kill cuisine: le sue ricette fusion spaziano dalla cucina pakistana a quella tedesca e inglese, tenendo conto del fatto che in diversi Paesi si possono spiaccicare diversi tipi di animali. Se poi il tempo per cucinare scarseggia, Quick-Fix Cooking with Road kill è perfetto per la donna in carriera troppo tosta per fermarsi a comprare un banale pollo arrosto sulla via di casa quando ha ospiti a cena.

Amanti della cucina gourmet, patiti di Masterchef, foodies tutti: andate e fate vostra la filosofia della road kill cuisine! Garantisco che ne vale la pena, se non altro per godervi la faccia del vostro collega più odioso quando, sbirciando con la coda dell’occhio la vostra collezione di inconsueti ricettari, vi chiederà dove avete preso quell’ottimo pollo in umido, appena più saporito e coriaceo del normale, che avete appena servito in tavola.

Sull’Autore

Bolognese, amante della birra, fonico e web editor - non necessariamente in questo ordine. Scrivo da sempre, quasi sempre per uso personale. Mentalmente iperattiva, fisicamente bradipo: se mi vedi correre è meglio che corra anche tu perché probabilmente c'è qualcosa che mi insegue. Nel tempo libero suono, leggo, scrivo, traduco, organizzo eventi, assaggio birre, viaggio, organizzo viaggi persino in viaggio, torno e ricomincio da capo; nel tempo libero dal tempo libero mi annoio, ma non ho mai tempo per farlo.

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