Sindaco per finta: quando la politica diventa uno show

Elezioni anticipate che si avvicinano e poi si allontanano, accordi elettorali in pompa magna silurati dai franchi tiratori, risse in parlamento e onorevoli in infermeria: ormai la politica assomiglia sempre di più ad uno show, ma a quanto pare qualcuno ha preso questa similitudine alla lettera. Ismaele La Vardera, 21 anni,  è un giovane con coraggio e fiuto per la notizia: nelle ultime elezioni comunali a Villabate, in provincia di Palermo, smaschera una serie di brogli elettorali registrando le parole di un consigliere comunale sul cellulare. La sua inchiesta viene trasmessa dall’emittente siciliana Telejato, nota per le sue campagne contro Cosa Nostra, e dal programma Le Iene, che gli dedica un ampio servizio sulla lotta contro l’omertà.

Nel  2017 arriva il salto in politica: Ismaele si candida a sindaco di Palermo. Il giovane gira la città in Ape car, si presenta agli elettori come “il Davide contro i Golia della politica”, ottiene persino l’appoggio del movimento Noi con Salvini e del partito Fratelli d’Italia. Alle elezioni si ferma al 2,5% dei voti ma non è affatto deluso perché diventare primo cittadino non è mai stato nei suoi piani: l’intera campagna elettorale era un espediente per documentare la malapolitica siciliana.

Il colpo di scena arriva qualche sera dopo le elezioni. Ismaele sta parlando con Francesco Benigno, attore nel film Mary per Sempre e candidato al consiglio comunale nella lista di La Vardera. All’improvviso Ismaele si fa serio e confessa: Io non ho fatto questa campagna per diventare sindaco ma per fare un documentario. Ho registrato tutti: Cuffaro, Miccichè… Li ho registrati a loro insaputa perché dicono le peggio cose”. L’aspirante consigliere comunale non deve averla presa bene perché poco dopo volano le mani; ad avere la peggio è proprio il finto candidato sindaco che finisce in ospedale con un collare al collo.

La vicenda diventa ben presto un caso mediatico: le forze che sostenevano la candidatura del giovane rimangono di sasso. Il quotidiano La Repubblica riporta le reazioni dei principali sponsor della candidatura di La Vardera. Giorgia Meloni si dice “molto amareggiata” dall’accaduto e nega la liberatoria per l’uso delle immagini riprese durante la campagna. Alessandro Pagano, coordinatore di Noi con Salvini in Sicilia, parla di “fatto gravissimo” e promette di agire per vie legali. Matteo Salvini si limita a difendere la sua campagna elettorale a prescindere dalla presenza di “qualche giullare”. Evidentemente lo smacco per la trollata subita è difficile da digerire.

sindaco per finta al cinema

Ismaele La Vardera – Il sindaco, dal 12 giugno (nei migliori cinema, NdR)

Una beffa probabilmente senza precedenti nella storia della politica italiana: nessuno, dai partiti che lo sostenevano ai suoi compagni di lista, si era accorto di nulla. Il fatto che La Vardera fosse sempre seguito da un operatore che lo filmava non è stato un campanello d’allarme sufficiente: tutti erano convinti che fosse un modo per documentare l’esperienza, invece era un docu-film sulle magagne della politica.

A complicare ancora di più la vicenda sono arrivate le ultime dichiarazione di La Vardera. In un video pubblicato su Facebook il giovane difende l’autenticità della sua campagna elettorale: “la mia candidatura non è stata un bluff”. L’angelo custode che lo seguiva passo passo con la telecamera sarebbe servito a “rendere trasparente la politica”. D’altronde “molti prima di me hanno documentato la loro elezione”, ha aggiunto La Vardera, “sto facendo male a voler raccontare la meravigliosa esperienza che  ho fatto negli ultimi mesi?” 

In questa storia, individuare colpevoli e vittime è molto difficile. L’iniziativa del giovane La Vardera è certamente inopportuna, per alcuni addirittura offensiva. Le elezioni sono il momento più alto della vita politica di un Paese e non possono essere lo sfondo di un reality realizzato alle spalle degli elettori, seppur con nobilissimi fini. Ma la “purezza” della politica è stata tradita ben prima dell’exploit di un giovane che girava in Ape car il capoluogo siciliano: è stata tradita quando coloro che sono stati eletti per servirci hanno trasformato la politica in un circo.

Sostenere la candidatura di La Vardera faceva parte dello show perché il giovane Ismaele è “un provocatore, la persona giusta per rompere vecchi schemi”. Sono parole di Raoul Russo, portavoce provinciale di Fratelli d’Italia, riportate dal quotidiano La Stampa. E allora non lamentiamoci troppo se Davide ha giocato un brutto scherzo ai suoi elettori: i veri colpevoli sono i “Golia della politica”, come li ha chiamati Ismaele, giganti con i piedi d’argilla.

Sull’Autore

Nato nel 1991 a Milano, vivo e studio a Torino. Laureato in Giurisprudenza con il massimo dei voti, le mie più grandi passioni sono il giornalismo e il diritto. Recito da quasi dieci anni in una compagnia teatrale portando in scena commedie divertenti, ma anche spettacoli che fanno riflettere. Mi interesso di politica, cultura, spettacolo e molto altro ancora.

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