Chi cazzo è Liberato?

Milano. Mi Ami Festival. Venerdì 26 maggio 2017, ore 1:10. Sul palco Dr. Martens sta per cominciare l’aftershow. Le luci si abbassano. Il palco viene ricoperto da un mare di fumo che rende difficile la vista. Qualche led luminoso colora l’atmosfera. Il momento sta per arrivare: l’artista più atteso della serata sta per esibirsi mostrandosi per la sua prima volta dal vivo. Dalla folla si alza il coro “LI-BE-RA-TO! LI-BE-RA-TO!”. Quattro figure nella penombra salgono sul palco: alcune familiari, altre no. La musica parte, il pezzo è “Nove Maggio”, la folla è in delirio. Ma.. chi cazzo è Liberato?

Già, chi è Liberato? È la domanda che da qualche mese ci poniamo un po’ tutti, ma a cui nessuno è ancora riuscito a dare una risposta. Lui finora si è presentato soltanto così: “Mi chiamo Liberato, sono nato a Napoli e faccio musica”. Niente volti, niente nomi. Solo musica. In pochi mesi dalla sua comparsa su YouTube “Nove Maggio” ha superato le 500.000 views e il suo secondo pezzo “Tu t’e Scurdat’ ‘e me” (pubblicato, guarda un po’, il 9 maggio 2017) sfiora le 800.000 views. Ma chi c’è dietro a questo nuovo fenomeno della scena musicale italiana? Basi e beat da urlo, testi completamente in dialetto napoletano e video in super-HD con Francesco Lettieri alla regia (sul quale torneremo dopo). Non di certo roba per l’ultimo arrivato, tantomeno per uno sconosciuto.

L'anonimato

Liberato si inserisce quindi nella scena come un progetto avvolto dall’alone di mistero dell’anonimato e portatore di un’innovazione musicale che spazia dall’R&B a un indie pop neo-melodico. Di chi sia la voce, nessuno lo sa. Ma il progetto appartiene all’Etichetta Bomba Dischi. L’indizio lo avevamo già: Francesco Lettieri è lo stesso video-maker di Calcutta. Inoltre sul palco, durante la prima esibizione al Mi Ami Festival, si è esibito un collettivo formato proprio da Calcutta, Izi, Priestess e Shablo, tutti della stessa etichetta musicale. La voce live però, per gli orecchi più attenti, non era la stessa registrata e pubblicata. Per quanto impegno ci possa aver messo, Calcutta l’accento napoletano “nun lo tiene”. La curiosità intorno al personaggio però è aumentata ancora, lasciando i fans nella confusione più totale e senza certezze. Che Liberato sia Calcutta stesso? Che il vero cantante continui a nascondersi nel mistero alimentando l’hype con trovate come questa? Difficile rispondere a questi interrogativi. Ma va bene così, il progetto piace, funziona e vende. Ce ne fossero.

Gli artisti sul palco del Mi Ami Festival

Video pieni di cliché che mescolano passione per Napoli, riferimenti religiosi e la vita dei ragazzi in città, rispolverando la nostalgia di un romanticismo che sembra oggi perduto. I ritmi elettronici e incalzanti entrano in testa e non ne vogliono sapere di andarsene. Le strofe, seppur difficili da cantare in modo corretto senza urtare la sensibilità di un orecchio napoletano, raccontano di storie d’amore e tradimenti. Napoli è sempre il denominatore comune. Ogni parte è curata minuziosamente: dai testi ai video, alle basi e all’attenzione volta a mantenere il mistero sull’identità.

Ascolta “Nove Maggio” – Liberato

In attesa di nuovi sviluppi, non ci interessa scoprire chi sia Liberato; l’importante è che continui sulla strada che ha intrapreso, offrendosi come un progetto capace di essere nello stesso momento tutti e nessuno, il nuovo che avanza e un richiamo alla tradizione. Il tutto avvolto in un po’ di mistero, che fa sempre figo. Liberato noi non ci scordiamo di te.

Sull’Autore

Claudio 22 anni. Nato a Pesaro, ma vivo a Bologna dove studio Relazioni Internazionali. Mi definiscono piuttosto polemico, ambizioso e arrogante; ma ho anche dei difetti.

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