Gli scettici del clima

Il riscaldamento globale non esiste. Ecco, lasciate per un secondo assorbire questa frase prima di continuare a leggere. Sono gli “scettici del clima”, persone in tutto il mondo profondamente convinte di questo, persone che sono certe della nostra totale estraneità rispetto ai danni che possiamo tutti osservare al clima e all’ecosistema. Chi mi conosce sa che sono una mente estremamente aperta a tutte le opinioni, infatti difficilmente mi sbilancio in dichiarazioni personali ma per questa volta lo farò: “il riscaldamento globale esiste, noi lo stiamo causando ed è una seria minaccia al nostro stile di vita”.

Affrontiamo la cosa un passo alla volta e parliamo di chi attualmente sostiene che i cambiamenti climatici siano una bufala. I “negazionisti ambientali” sono un gruppo moderatamente ampio di persone provenienti da diversi paesi (anche se negli Stati Uniti si trova la maggiore concentrazione di questi soggetti) che negano il nostro coinvolgimento (c’è addirittura chi sostiene che l’effetto serra sia una cosa positiva) nei danni all’ecosistema.

Non sono stati mai considerati un grande problema, fino ad oggi almeno. Ora invece sono tornati alla carica da quando l’attuale presidente degli stati uniti Donald Trump ha preso delle posizioni controverse sul clima sostenendo la tesi degli scettici e puntando il dito contro la Cina come principale responsabile del riscaldamento globale. Il presidente Trump ha anche sostenuto un recente taglio del budget alla protezione ambientale e si è espresso a favore del ritorno all’uso del carbone.

Il cosidetto “Hockey bat” (ricorda la forma di una mazza da hockey). il grafico che illustra le temperature globali dall’anno zero a oggi

La radice di questa corrente è principalmente politica, le varie lobby del petrolio (in modo simile a quanto già fatto dalle industrie di tabacco in passato) hanno investito ingenti quantitativi di denaro nel tentativo di rovesciare l’opinione pubblica (sopratutto negli Stati Uniti) a favore di una visione più morbida e meno allarmante sugli effetti delle nostre azioni sull’ecosistema; con tutta la buona volontà del mondo, ho deciso di leggere le “basi scientifiche” sulle quali si fonda il movimento.

Molte delle tesi sostenute dai negazionisti climatici accettano l’effettivo innalzamento della temperatura come un dato di fatto ma sostengono che esso non sia causato da azioni umane. L’aumento della temperatura, secondo loro, è infatti causato da fattori ambientali; fenomeni come le macchie solari sarebbero i colpevoli della nostra situazione attuale. Spesso si sostiene anche che le misurazioni e le simulazioni effettuate dai climatologi non siano accurate perché non tengono in conto fattori cruciali. Sfortunatamente molte delle argomentazioni negazioniste non hanno alcuna base scientifica, si tratta molte volte di puro e semplice “cherry pick“, ovvero si portano a sostegno della propria tesi solo esempi positivi trascurando gli esempi negativi.

Una delle tesi preferite dai negazionisti è che dietro al riscaldamento globale ci sia solo una maggiore attività solare; nel grafico, in blu abbiamo l’attività solare, in rosso la temperatura. Non ci sono correlazioni

Esiste una mole infinita di altre “teorie alternative” e non ho assolutamente abbastanza tempo per esaminarle, le trovate quasi tutte su Internet (sono tentato di scrivere le fonti dalle quali ho letto ma vi invito a fare una semplice ricerca su Google). Alcune sono più o meno scientifiche e altre sono totali deliri cospirazionisti, in ogni caso nessuna di esse ha il supporto della comunità scientifica (dove il consenso sull’esistenza del riscaldamento globale è quasi al 100%).

Vorrei invitarvi a pensare alla questione in modo diverso per questa volta: immaginiamo che nessuna delle nostre azioni abbia effetto sul clima e proviamo a stare dalla parte dei negazionisti. Andiamo incontro a un problema diverso ma comunque importante: anche se non inquiniamo, il nostro mondo ha risorse limitate. Questo è un semplice dato di fatto, il petrolio e il carbone hanno una scadenza; se la scadenza arriva e non siamo pronti potrebbero esserci conseguenze molto molto più gravi di una nevicata a giugno.

Sitografia:
https://www.theguardian.com/environment/planet-oz/2015/mar/05/doubt-over-climate-science-is-a-product-with-an-industry-behind-it
https://ncse.com/library-resource/why-is-it-called-denial
http://escholarship.org/uc/item/2bz0416w#page-12
https://www.skepticalscience.com/argument.php

Sull’Autore

Classe 1996, studio scienze agrarie all'università di Firenze. Tra i miei interessi maggiori ci sono: le scienze naturali, il teatro, la filosofia e le felpe nere con il cappuccio. Probabilmente la più grande invenzione nell'ambito dei vestiti dai tempi dei pantaloni.

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Commenti

  • Elio 10 giugno 2017 at 13:02

    Riscaldamento globale? Che problema c’è? L’universo è pieno di pianeti abitabili che aspettano solo di essere distrutti dall’uomo.

    #usaegetta #idontcare #mortounpapasenefaunaltro

    Rispondi

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  • Elio 10 giugno 2017 at 13:02

    Riscaldamento globale? Che problema c’è? L’universo è pieno di pianeti abitabili che aspettano solo di essere distrutti dall’uomo.

    #usaegetta #idontcare #mortounpapasenefaunaltro

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