Lo spot Repower: e a parti invertite?

Nell’ultima settimana (mentre scrivo è il 25 Maggio 2017) mi è capitato di guardare in tv questo spot:

La company in questione è Repower e la regia è di Federico Brugia. Lo spot è abbastanza carino (però dai, la citazione di Whiplash è bruttina), in linea con lo stile proposto da Repower nelle precedenti campagne. C’è però una cosa che mi ha lasciato dei dubbi al minuto 0:29: “E uno (un trainer) per ricordarti che esistono (i limiti)”. E bum!, uno schiaffone. Lo schiaffo viene dato da una ragazza a quello che si presume possa essere il suo ragazzo. Siccome la voice-over fa riferimento a dei limiti che esistono e che non bisogna dimenticare, possiamo ipotizzare che il ragazzo abbia mancato di rispetto alla ragazza. Le avrà fatto qualche torto o sarà stato un po’ stronzo. Non lo so, fatto sta che lei gli rifila ‘na bella pizza.

Niente di eccezionale, in fin dei conti: se l’hai fatta incazzare (ma incazzare tantissimo) e lei ti dà una sberla non muore nessuno. E una sberla, in fondo, è solo una sberla. Poi ho provato a scambiare i ruoli degli attori: la ragazza protagonista del video, lei che manca di rispetto a lui, lui che le dà una sberla. PUTIFERIO E TERZA GUERRA MONDIALE, femministe e gruppi vari scandalizzati e indignati, opinione pubblica sulle barricate. Ma la sberla sarebbe sempre la stessa.

In tutto questo, Federico Brugia e Repower non c’entrano: hanno fatto bene a mostrare il ceffone. Perché questo è. Ma dobbiamo anche riflettere su una cosa: le differenze di genere e le discriminazioni in che rapporto sono con la parità? Una ragazza che schiaffeggia un uomo, vigente la parità di genere, dovrebbe poter ricevere uno schiaffo a sua volta. Ma un uomo non può schiaffeggiare mai una donna, mentre la donna può farlo. E questa è una discriminazione? (Si badi che sto parlando di schiaffi, non di sprangate sul cranio.) Nessuno, per quello che ho potuto leggere sul web, si è indignato per lo schiaffo che il ragazzo riceve. Perché un uomo uno schiaffo può riceverlo, ma non può darlo, e perché nella nostra società un uomo che viene schiaffeggiato da una donna è visto non solo senza indignazione ma anche con dileggio. A me questa sembra una discriminazione. Non grave, ma su cui riflettere.

Alla fine della fiera, mi sembra che il riassunto migliore sia in questo video di qualche anno fa:

Sull’Autore

Laurea triennale in Scienze della Comunicazione; appassionato di cinema, musica e sport. Sto ancora cercando di capire cosa farne della mia vita.

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