Tommaso: un film da pazzi

Tommaso è un attore con una vita apparentemente invidiabile, tuttavia qualcosa non funziona. Tommaso si sente in trappola, stiracchiato come poco burro su troppo pane”; non sa cosa genera questa tensione, ma la sente su di sé. La sua psicoterapia va avanti, ma senza risultati: Tommaso ha un incudine al posto del cuore e l’ossessione vi martella forte sopra.

La sua relazione con Sonia è agli sgoccioli e lo sa: è questione di tempo, non la vuole più, è stanco di lei e probabilmente anche lei di lui. Però esita, non la lascia e diventa freddo, inerte. La situazione prevedibilmente diviene insopportabile per Sonia che ben presto lo molla. Un distacco duro certo, ma ora Tommaso assapora la libertà di ricercare qualcosa di diverso da Sonia, una versione migliore, aggiornata, senza tutti quei piccoli ma insopportabilmente fastidiosi difetti fisici.

Già, libero. Ma libero di fare cosa? Tommaso, pur essendo attraente e pur godendo di una certa fama, si riscopre orribilmente impacciato in ogni tipo di approccio. È solo, con le proprie ossessioni e i propri morbosi desideri, tutto va male, anche il lavoro. Vuoto totale.

Momento di lucidità. Sempre maldestro e agitato come un diciottenne in ZTL a Milano, il nostro tormentato eroe la sfanga e riesce a portare al cinema un’adorabile ragazza: Federica. I due si trovano bene e intraprendono una dolce relazione amorosa, disapprovata però dalla madre di Tommaso (una donnona avvizzita e sempre a corto di contanti).

Tutto sembra andare per il verso giusto, il lavoro ha ripreso quota e Federica è una compagna fedele e divertente. Tuttavia qualcosa di ripugnante viene percepito dall’occhio sottile dell’attore. Una ributtante escrescenza sul labbro di Federica, qualcosa che, non si capisce come, prima non c’era. Col tempo anche l’attaccatura dei capelli pare strana, come se una diabolica Penelope stesse cucendo sugli occhi di Tommaso una tela di celato orrore che annebbia e distorce una verità profonda.

La storia con Federica non tarda a finire (a causa dell’evidente disagio e conseguente chiusura di Tommaso) e questo uomo pieno di difficoltà decide di chiudere con le persone e rifugiarsi nella sua casa in campagna. La storia prosegue, un’altra persona si avvicina al protagonista, ma questa volta sarà diverso.

Film del 2016, si distingue per lo spessore del tema trattato e per la sua finezza: Tommaso è una lente di ingrandimento sul disturbo narcisistico. Nulla è all’altezza, nulla è degno e ogni passo diviene un salto verso un futuro di infelicità. Una narrazione ripetitiva e patologica scritta, diretta e interpretata da Kim Rossi Stuart.

Consiglio la pellicola ai cultori del genere e a chi i disagi psicologici li tratta durante lo svolgimento del proprio mestiere.

Sull’Autore

Classe 1994, vivo a periodi alterni nella magica Bologna. Studio arti visive al Dams, scrivo, suono, canto e disegno. Quando capita faccio anche l'imbianchino.

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