App di dating: Once, Happn e miti da sfatare

La ricerca sui social dating continua e oggi presentiamo Once.
I programmi, rispetto quelli che ci eravamo prefissati, sono cambiati: infatti la prossima App di cui parlare sarebbe dovuta essere Happn.
L’abbiamo analizzata e provata ma ne è risultato che nonostante un riscontro di match superiore al 96% rispetto quelli richiesti, solamente tre utenti hanno accettato di partecipare alla ricerca, tutti gli altri hanno rifiutato constatandomi “Sono su questa App per divertirmi, non per fare il topo da laboratorio”.

Potrebbe risultare poco professionale riportare tali affermazioni, ma una giustificazione riguardo l’assenza di un articolo è necessaria: il numero degli utenti che ha accettato di partecipare a questa ricerca sulle app di dating non è sufficiente affinché si possano calcolare delle statistiche valide. 

Così mi sono lanciata (piuttosto scoraggiata) su Once. Ho letto, innanzi tutto, diversi articoli che ne parlano definendola: “l’app che ti può far davvero trovare l’amore“. Negativo, lettori, e dopo proseguirò spiegandovi il perché in base alla mia esperienza. Ma procediamo per gradi: come funziona Once?

Once nasce volendo ricreare il reale approccio umano degli incontri: concretizzando anche sul web la possibilità che si possa avere un incontro “speciale” al giorno, non di più. Diversi Matchmakers selezionano per te degli utenti a loro avviso validi affinché ci possano essere delle compatibilità umane e lasciano 24h di tempo per farvi entrare in contatto e chattare. Ma i Marchmakers potrebbero farvi una qualche sorpresina proponendovi anche due candidati in una sola giornata.

In cosa si differenzia dalle altre app di dating? Il profilo degli utenti non è libero e consultabile a chiunque in qualsiasi momento ma è solo visibile agli utenti che i Matchmakers hanno selezionato per te. Un’altra differenza rilevante è la dinamica “sociale” con cui nasce. Ho letto in diversi articoli e in diverse interviste un’osservazione ricorrente quale: “Once, a differenza delle altre app di dating, non è un supermercato“. Tinder, Happn, Badoo e altre infatti offrono la possibilità di swippare centinaia di persone al giorno rendendo gli utenti della merce più o meno vendibile ai compratori. Once, proprio per l’aspetto umano che vuole curare e ricreare, non lo permette, concedendo pochi match e facendo sì che siano selezionati in base ai criteri lasciati nella propria bio.

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Miti da sfatare. Once viene descritta come una app nella quale è possibile trovare l’amore: mio malgrado non posso confermare questa teoria in base alle interviste svolte con i vari utenti, sopratutto soggetti di sesso maschile che si classificano come un 40% di utenti medi. Riporto una breve sequenza di messaggi scambiati con un utente maschile di 24 anni:

  • Per quale motivo usufruisci di questa app?
  • Non mi aspetto assolutamente di trovare l’amore della mia vita qua! Per carità! Ma dal momento che là fuori ti guardano male appena provi a cercare un approccio si è quasi costretti a ricorrere a queste vie perché la gente ha la bocca piena di pregiudizi che si preclude qualsiasi opportunità di conoscere gente nuova, la scarta a priori. Sono qua per fare del sesso non solo occasionale, mi andrebbe bene anche trovare una scopamica

Il resto degli utenti ha confermato quanto sopra ho riportato dichiarando di non cercare in alcun modo l’amore quanto più del sesso.

Ho trovato le ultime ricerche piuttosto deludenti sia per le risposte avute, sia per gli approcci usati nei miei confronti e nei confronti del progetto in sé. Ma non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, per questo: provate per credere.

Sull’Autore

Virginia, 21 anni, ironica, pungente, polemica. Bologna, Pesaro, Artù, la musica, il cinema, la cucina e tutto il buon cibo che vi si correla. Forse non riuscirò mai a fare questo lavoro seriamente, prendo le cose senza alcuna leggerezza (perlopiù).

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