Alien Covenant: Signora mia, i film di una volta e poi più!

Una storia quella di Alien Covenant che si sviluppa nel modo più classico, se teniamo conto di tutti gli Alien prodotti dal 1979 a oggi. Adrenalina fin sopra i capelli e scene di terrore dannatamente autentico. Insomma un film coerente con la saga, un film che i fans potrebbero apprezzare. E invece no!

Mentre scrivevo questa recensione mi sono ovviamente documentato e addentrato nei dettagli nascosti della storia, ho letto altre recensioni e opinioni a caldo sul film. Niente, niente se non pulciose lamentele. Il buon Ridley Scott ha fatto uno sforzo di un certo tipo per integrare quello che tutti i fans della saga volevano, ovvero un servile remake, e quello che voleva fare lui: andare avanti e continuare con la storia di Prometheus.

Ebbene, chi ci ha visto il servile remake coi soliti caratteri dei primi due capitoli (Alien e Aliens) si è lamentato perché è sempre la stessa minestra riscaldata. Allo stesso tempo però il povero Xenomorfo è rimasto in una posizione marginale quindi lamentiamoci anche di questa cosa, mi raccomando.
A leggere recensioni credo di aver sprecato malamente il mio tempo limitato su questo pianeta, mi è sembrato di vedere l’uomo dei fumetti (quello dei Simpsons) con la barba intrisa di superbia, mentre elargisce giudizi negativi a prescindere. Se vi piacciono i film vecchi allora continuate a guardare quelli!

L’imperativo rimane però: -bisogna andare avanti- e Scott ci ha provato: ha cercato di essere profondo e di partorire qualcosa che non sia solo un lago di sangue e budella. A quanto pare però alla gente fa ridere Michael Fassbender che recita poesie e i discorsi sull’esistenza. Le persone vogliono il sangue, le budella e i cliché dei quali poi potranno lamentarsi.

Per me il film è positivo, non eccessivo, con qualche buco e qualche imprecisione e ti fa uscire dalla sala non al 100% della soddisfazione… però resta un film rispettabile. Non voglio neanche pensare a cosa dev’essere venire incontro a milioni di bambini capricciosi e sentirsi dire che eri più bravo quando avevi 38 anni di esperienza in meno.

Ricordiamoci che essere creativi e originali nel 2017 è un bel dito in culo e soprattutto che sulla vostra poltrona non c’è scritto “regista”: sulla vostra non c’è scritto nulla, è una poltrona come tutte le altre (come lo è la mia, anzi, io sono su uno scomodissimo sgabello).
Se vi piace il cinema guardate i film, e se volete parlarne (come è giusto che sia) parlatene con l’umiltà che si deve a un’opera d’arte. Bella o brutta, compresa oppure no.

Sull’Autore

Classe 1994, vivo a periodi alterni nella magica Bologna. Studio arti visive al Dams, scrivo, suono, canto e disegno. Quando capita faccio anche l'imbianchino.

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