#IlGiroDelMondo: Brasov, Romania

Su una delle colline verdeggianti che abbracciano la città svetta, a lettere cubitali e in stile squisitamente hollywoodiano, un nome che a molti non farà accendere alcuna lampadina mentale: Brasov. Brassò, Kronstadt o, per i più nostalgici e classicisti, Corona. Centro che può vantare una storia millenaria – i primi insediamenti risalirebbero addirittura al neolitico – Brasov è uno dei cuori pulsanti della Transilvania, la regione più ricca (e probabilmente famosa) di una Romania spesso snobbata dai turisti. Eppure, il fascino talvolta decadente della città non può che conquistare, se si dedica appena qualche ora ad esplorarla.

Piața Sfatului

Piața Sfatului

Così come già a Sibiu, a poche ore di viaggio da Brasov, anche in questa città di fondazione romana hanno lasciato profondamente il segno, su cultura ed architettura, un popolo in particolare: i Sassoni di Germania, chiamati tra il 1141 e il 1162 dal Re d’Ungheria a popolare centri urbani e riavviare l’economia della Transilvania. Il centro storico, dalle caratteristiche squisitamente gotiche, è stato preservato pressoché intatto nei secoli e si mostra dunque in tutto il suo fascino un po’ decadente al viaggiatore che cammina tra i suoi antichi edifici dalle facciate colorate sbiadite dal tempo. Per osservare la miriade di appuntiti tetti rossi dall’alto, prima di perdersi tra viuzze e piazzette, l’ideale è salire su ciò che resta dell’imponente cinta muraria che separava il cuore della città (abitato esclusivamente da Sassoni) dalla sua periferia, dove per centinaia di anni sono stati relegati, quasi ghettizzati, i rumeni veri e propri. Lungo il muro – diviso in “muro superiore” e “muro inferiore” si possono visitare ben sette diversi bastioni molto ben conservati. Dopo una scarpinata che metterà alla prova i meno allenati, vedrete che dall’alto salta subito all’occhio come il verde sia un colore predominante della città: verdissimi i monti che la circondano – che però in inverno si coprono di neve e sono un paradiso per gli amanti degli sport invernali -, verde il centro, punteggiato qua e là di parchi.

Scendendo dalle mura ed aggirandosi, finalmente, per il centro sassone di Brasov, l’aria che si respira è quella di una modernità rilassata e rilassante, sospesa tra il costante ricordo di uno sfarzoso passato rappresentato da grandiosi palazzi riccamente decorati – come quelli che sfilano attorno alla piazza principale – Piata Sfatului, letteralmente Piazza del Consiglio – ed un presente che non ha alcuna fretta. Gli edifici che lasciano più il segno sono certamente la Casa del Consiglio, che spadroneggia nel bel mezzo della piazza centrale con la propria bizzarra Torre del Trombettiere, il Vecchio Municipio e la borghesissima Casa Hirscher. Per godere appieno della sensazione di leggerezza che Brasov vi può – vi vuole? – regalare basta qualche distratto colpo di fortuna: una giornata soleggiata, il cielo azzurro, un posticino a sedere su uno dei tantissimi bar che danno sulla piazza, un bicchiere di vino dal costo infimo e la vista, in un angolo, di quello che è uno dei simboli più riconoscibili della città (dopo la gigantesca scritta Brasov, è evidente).

La Chiesa Nera.

La Chiesa Nera

La Chiesa Nera, ovvero la più grande chiesa gotica della Romania nonché dei Balcani, prende il suo nome da un enorme incendio di secoli fa che ha lasciato le sue pareti irrimediabilmente annerite ed è parte integrante del panorama cittadino. Poco lontano si trova anche un altro primato che la città vanta: i meno claustrofobici, infatti, possono attraversare uno dei vicoli più stretti d’Europa, lo Str Storii: 83 metri di lunghezza per 1.32 di larghezza.

Se qualche ora basta per cogliere, almeno superficialmente, l’essenza di una città romantica e vitale, bastano pochissime orette di bus per scoprire tanti degli antichi castelli che rendono la Transilvania piuttosto famosa.

Sull’Autore

Studentessa di Giornalismo e Diritti Umani a Parigi. Appassionata di troppe cose per elencarle tutte. Per MDC mi occupo di viaggi e polemiche.

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